Niels Högel – un angelo letale

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di Paola Bianchi 

“Crimini e omicidi – il fascino dell’oscurità” affronta oggi il tema dei cosiddetti angeli della morte, particolari psicopatici appartenenti alla schiera dei serial killer.

Fonte: tgregione.it

Molti sono purtroppo i drammatici casi nel tempo e nella storia che riguardano questi peculiari tipi di assassini, spesso convinti di far del bene uccidendo i pazienti di cui invece dovrebbero prendersi cura, giustificando i terribili e premeditati atti con una sorta di pena per lo stato dei malati e volontà di interrompere le sofferenze di costoro. Con il termine “angelo della morte” infatti, si indica generalmente un omicida appartenente al settore dei medici e paramedici.

Niels Hogel - Fonte: dailymail.co.uk

A tale proposito ultimamente ha fatto molto parlare di sé Niels Högel.

L’infermiere killer, come è stato definito, di origine tedesca, ha infatti ucciso più di novanta suoi pazienti, provocandone la morte con una overdose di medicinali per la cura del cuore.

Le vittime potrebbero essere molte di più, ma è impossibile risalire al numero esatto degli omicidi, perché dopo il decesso molti pazienti sono stati cremati. Il problema di fondo è che sono trascorsi molti anni prima che le autorità ospedaliere potessero rendersi conto che tra i loro reparti si aggirava un pericolo ben più temibile della più grave delle malattie. A causa di questo ritardo è stata aperta un’inchiesta contro le amministrazioni da parte delle autorità giudiziarie tedesche, dovuta anche al sospetto che non siano state prese tempestive misure cautelative al fine di evitare uno scandalo e salvaguardare il buon nome delle strutture.

Niels Hogel - Fonte: blitzquotidiano.it

Sebbene la notizia della strage sia stata divulgata recentemente, Niels Högel è stato arrestato nel 2005 a causa del sospetto avvelenamento di una persona ricoverata in una clinica di Delmenhors, per cui è stato condannato a scontare sette anni e mezzo.

Nel 2008, grazie ai sospetti di una donna insospettita dal decesso improvviso della madre ricoverata, iniziano altre indagini.

Johann Kűehme, il capo della polizia di Oldenburg, rivela che ad accendere i riflettori sull’infermiere killer è stato il tentato omicidio di un paziente. Le indagini subito avviate hanno così portato alla luce quattro casi di morti sospette e già nel 2016 i casi erano saliti a quarantatré, tutti avvenuti nelle cliniche nei pressi die Delmenhore Oldenburg e tutti con il collegamento di esser stati curati anche da Niels Högel.

L’inchiesta avviata dall’unità Cardio della Bassa Sassonia condotta da Arne Schmidt ha obbligatoriamente portato alla riesumazione dei corpi sepolti nei cimiteri di Delmenhorst e Oldenburg, gettando nello sconcerto una popolazione di gente semplice, settantasei mila cittadini che vivono soprattutto grazie a una vecchia fabbrica di linoleum e alla clinica Josef-Hospital. Cento trentaquattro sono state le esumazioni in ben sessantasette cimiteri diversi.

Niels Högel ha lavorato dal 2000 al 2015 tra Brema e la frontiera con l’Olanda, e lungo questa fascia di terra generalmente sferzata dal vento ha messo in atto il suo macabro gioco. Il suo scopo era quello di rianimare i pazienti ormai a un passo dalla morte proprio a causa sua, per vestire i panni dell’eroe e vantarsi anche con i superiori e i colleghi.

Sono solamente sei gli omicidi che gli inquirenti sono riusciti a provare, per cui Högel è stato condannato all’ergastolo dal Tribunale di Oldenburg.

Affatto pentito della sua intollerabile e raccapricciante azione omicida, il quarantenne reo confesso si è addirittura vantato con i compagni di prigione di aver smesso di contare le proprie vittime una volta arrivato al numero di cinquanta.


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