Nessuno può volare

L’immagine di copertina è presa da Feltrinelli Editore

Un libro e un film per un viaggio di scoperta, condivisione e riscatto.

 

Un avvocato rampante che gestisce i propri affari nella City di Londra, con due figli adolescenti, Elena sedicenne e Lorenzo di quattordici anni, e un divorzio alle spalle. Una vita gratificante e promettente, tutto sommato, poi l’imprevisto. Lui è George Hornby e il suo inimmaginabile ostacolo è la sclerosi multipla, contratta da adulto.

George Hornby – Fonte: rai.it

George ha una madre, Simonetta Agnello Hornby, un’italiana, palermitana di nascita e inglese di adozione, che prende in mano la situazione, aiuta il figlio e ne riporta la terribile esperienza in un libro, poi diventato un film realizzato da Pesci Combattenti in collaborazione con Effe TV per la regia di Riccardo Mastropietro, in onda in questo periodo sul canale Sky LaF “Nessuno può volare”.

Il titolo racchiude speranza e rassegnazione. È il pensiero della mente disperata di una madre al cui figlio hanno appena diagnosticato una malattia invalidante e irreversibile che, vedendo dei piccioni fuori dalla finestra dell’ospedale, cerca un appiglio pensando che “in fondo nessuno può volare”. Questo succedeva quindici anni fa.

Simonetta Agnello Hornby – Fonte: rai.it

Oggi, un viaggio è il tentativo di ritrovare una sorta di equilibrio; un viaggio in Italia che parte da Roma per arrivare al Nord della Penisola; un viaggio fisico e interiore per incontrare e confrontarsi con altri disabili che regalano il proprio contributo raccontando le prove a cui sono stati sottoposti, loro malgrado, dalla vita beffarda e matrigna.

Il regista, Riccardo Mastropietro, sottolinea come «Dalla disabilità possiamo solo imparare la riflessione» e non possiamo che condividere questo punto di vista. Condividere è anche l’intenzione di base di Simonetta Agnello Hornby e di suo figlio George, portare la loro testimonianza non solamente a chi si trova nelle loro stesse condizioni, ma anche e forse soprattutto a chi, senza spesso neanche rendersi conto di quanto sia fortunato, non è mai entrato in contatto con una simile problematica, spiegando che il disabile non è un diverso e che per lui la vita di ogni giorno è una sfida davanti a cui non può e non deve arrendersi.

“Nessuno può volare” diventa quindi un progetto portato avanti da due persone coraggiose, che non esitano a esprimere la propria opinione rispetto a quanto sia considerato oggi realmente il disabile e quanto venga effettivamente fatto per lui dalle autorità.

«Quello che mi ha colpito durante le riprese del documentario è come i singoli individui – il passante, l’autista di un autobus, i custodi di musei, il barista, il portiere – spontaneamente vengano ad aiutare e siano magnifici; mentre le autorità comunali e statali, dall’alto al basso, sottovalutano e spesso ignorano le esigenze dei disabili, soprattutto quelle a cui per legge devono provvedere: dal vagone della metropolitana di Napoli inagibile allo scivolo del marciapiede occupato da automobili parcheggiate e non multate.»

Simonetta Agnello Hornby e George Hornby – Fonte: ViviMilano-corriere della sera

“Nessuno può volare” è un’idea di denuncia e critica costruttivamente. Il viaggio parte da Roma, esattamente dal Foro Italico, luogo in cui svettano e dominano i corpi perfetti di atleti, omaggio alla virilità e alla bellezza. Tuttavia Roma è anche la culla delle Paralimpiadi, i giochi olimpici di atleti orgogliosi e eccellenti.

Firenze e i suoi meravigliosi Uffizi offrono invece lo spunto per riflettere sui cambiamenti relativi alla considerazione dei disabili da parte della società. Oggi il progresso scientifico e tecnologico e una sempre più diffusa propensione all’inclusione fanno sicuramente la differenza, ma sappiamo che, purtroppo, fino a poco tempo fa non era questa la politica seguita dalla maggioranza.

George e Simonetta sono i protagonisti: protagonisti del libro e del film, protagonisti della loro vita che riescono a gestire e ad affrontare con filosofia e persino con ironia.

«Come, accanto ai colori dell’arcobaleno, lo spettro cromatico della luce ha altri colori invisibili a occhio nudo, così io vorrei che questo libro potesse aiutare i lettori a vedere lo spettro diverso in cui la nostra società si compone

 

 


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