Nero Wolfe, un investigatore di un certo peso

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Orchidee e pasti succulenti tra un caso e l’altro.

Questi due semplici indizi saranno sicuramente stati sufficienti agli amanti del genere per riconoscere Nero Wolfe, creato da Rex Stout nel 1934.
I romanzi brevi che hanno come protagonista questo personaggio sono importanti anche come testimonianza di un trascorrere storico e sociale, abbracciando infatti un arco temporale di quaranta anni che va dal 1930 al 1970. Per questo e per tanti altri validi aspetti, Nero Wolfe ha ricevuto l’encomio di Miglior Serie del Mistero del Secolo al Convegn Boucheron nel 2000 Rex Stout è stato a sua volta premiato come Miglior Scrittore del Mistero del Secolo.
I trentanove libri, coscienziosamente scritti da Archie Goodwin, l’assistente di Nero Wolfe, che lo chiama ironicamentemio signore e donno, con l’intenzione di riportare fedelmente i casi risolti dal suo eccentrico capo, sono letti tuttora e da essi sono stati inoltre tratti adattamenti radiofonici, cinematografici e televisivi. Archie Goodwin ha comunque anche una parte attiva nelle storie, essendo lui a svolgere le investigazioni e gli interrogatori sul campo, ovviando così alla memorabile pigrizia del suo datore di lavoro.
Esiste anche il Premio Nero Wolfe, o Nero Award, ideato dall’associazione The Wolfe Pack, che dal 1979, come ricordo e omaggio a Rex Stout morto nel 1975, premia il miglior romanzo poliziesco dell’anno.
Conosciamo meglio l’infallibile investigatore: Nero Wolfe nasce il 17 aprile 1893, in America e precisamente a Trenton nel New Jersey, almeno nei primi romanzi, in Montenegro poi. A un aspetto esteriore corpulento e pesante, si oppone una mente scattante e arguta, punto cardine per smascherare il malfattore di turno.
Come indicato sopra, Nero Wolfe ama la buona cucina e le orchidee, che coltiva egli stesso, non è certo uno stacanovista e quindi sceglie accuratamente i casi a cui dedicarsi, preferibilmente dalla sua dimora, evitando a meno che non sia inevitabile, di lasciare la sua casa e il suo studio, e ha un carattere non proprio affabile. Tra ciò che disdegna maggiormente si può menzionare il gentil sesso.
Accanto a Wolfe e Goodwin troviamo altre figure “stabili”, come Fritz Brenner, impareggiabile cuoco svizzero e Theodore Horstmann, il giardiniere che lo coadiuva nella cura delle orchidee.
Il personaggio di Nero Wolfe è sopravvissuto alla morte del suo inventore, perché altri sette romanzi con lui come protagonista sono stati scritti da Robert Goldsborough.
L’influenza a livello cinematografico e televisivo è stata notevole, dal film Meet Nero Wolfedel 1936 alla serie televisiva italiana del 2012, Nero Wolfe, con un eccellente Francesco Pannofino nel ruolo dell’acuto investigatore e un bravissimo Pietro Sermonti, vivace e affascinante Archie Goodwin.
Innegabili le similitudini evidenziate con un altro re dell’investigazione, l’intramontabile Sherlock Holmes.
Per quanto riguarda l’aspetto caratteriale entrambi i detective sono infatti dotati di una personalità non facile da gestire, che spesso getta in confusione il loro pubblico; inoltre, come Goodwin narra le vicende di Wolfe, il dottor Watson racconta le avventure di Holmes.
Speculazioni letterarie conseguenti, hanno imparentato addirittura Wolfe e Holmes, sostenendo che il primo sia il figlio del secondo (Nero Wolfe della 35esima Stradadi William S. Baring-Gould), o il fratello, Mycroft Holmes.
Analogie a parte, vere o immaginarie che siano, ritengo personalmente che invece i due personaggi abbiano caratteristiche uniche che li rendono entrambi affascinanti.


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