Napoli: nella notte tra sabato e domenica mentre nel centro sociale “Mezzocannone occupato”, ubicato nella omonima via “universitaria”, si svolgeva una festa di compleanno di una attivista, è bastata una semplice segnalazione al 113 per volume troppo alto per scatenare uno scenario di guerriglia urbana.

Mezzocannone Occupato è un spazio universitario da tempo autogestito, sito un’ala della sede centrale dell’Università Federico II di Napoli, che il sabato sera è solito organizzare un piccolo servizio bar accompagnato da dj set. Ma quest’ultimo sabato è bastato che un residente chiamasse il pronto intervento per segnalare il volume troppo alto (precisiamo che lo spazio autogestito non è confinante con nessun appartamento, essendo inserito all’interno dell’enorme complesso universitario di via mezzocannone) per far correre sul posto ben dodici volanti dei carabinieri (un numero un po sproporzionato, degno di una operazione di cattura di un boss della malavita), e in pochi minuti si scatena il delirio in strada.

Mezzocannone-00

Per motivi ancora sconosciuti pare che i militari giusti sul posto hanno cominciato a sfondare l’ingresso rompendo anche i vetri con i manganelli. Secondo la versione delle forze dell’ordine i primi carabinieri sopraggiunti si son visti chiudere la porta in faccia e ricevere ingiurie e anche lanci di bottiglie dagli occupanti, fatto che li avrebbe costretti a chiamare i rinforzi. Invece secondo i testimoni che partecipavano alla serata, i carabinieri erano giunti sul luogo quando la festa era oramai finita, e la musica era stata spenta del tutto, ma non contenti hanno cercato di penetrare con la forza per voler a tutti i costi identificare tutti gli occupanti (una cinquantina in tutto, la maggior parte studenti) e sarebbe stato proprio quest’atto a scatenare la violenta reazione, da ambo le parti in causa, che ha scatenato lo “stato di sommossa” in via mezzocannone fino a tarda ora.

Risultato finale: quartiere messo a ferro e fuoco fino alle 4:30 del mattino ed un attivista fermato (e subito rilasciato), precisando che nessun membro delle forze dell’ordine è penetrato nel centro sociale. Non si conoscono ancora i “mandanti istituzionali” di una operazione che, al momento, pare alquanto sproporzionata per una semplice segnalazione di volume troppo alto durante una festa. E mentre i collettivi locali annunciano l’organizzazione di una manifestazione di protesta per i fatti accaduti, il senatore Giuseppe De Cristofaro (vicepresidente commissione esteri, membro della commissione diritti umani e della commissione antimafia) ha annunciato l’intenzione di presentare una interrogazione parlamentare per far luce sui fatti accaduti.


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