Mimmo Calopresti dirige il Nuovo Cinema Aquila

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Il 25 maggio ha riaperto al Pigneto di Roma il Nuovo Cinema Aquila, con la direzione artistica di Mimmo Calopresti.

Chiuso da giugno 2015, il Cinema Aquila del famoso quartiere Pigneto è stato riaperto ed inaugurato il 25 maggio, con l’arrivo di Mimmo Calopresti, che si occuperà della direzione artistica. A dare l’annuncio è stato il vicesindaco Luca Bergamo insieme al regista calabrese: “Obiettivo è che il Cinema Aquila sia al contempo sala cinematografica, luogo di incontro e scambio culturale. Rimettiamo nel circolo della città non solo un cinema ma luogo fisico in cui si fa anche cinema, puntiamo a un luogo di incontro e informazione che dia risposte che i circuiti cinematografici ordinari faticano a dare. Mi piace la definizione di Cinema Libero, mi piace questa definizione e sta bene anche con il nome Aquila. Stiamo vestendo questo progetto di un carattere sperimentale significativo e questo dà una responsabilità aggiuntiva”.
Alla serata inaugurale era presente anche il regista Guido Chiesa, l’attrice etiope Tezeta Abraham e l’attore Francesco Pannofino, da sempre grande sostenitore della riapertura della sala cinematografica. Durante l’evento Fulvio Risuleo ha presentato in anteprima il suo film d’esordio, “Guarda in alto”, alla presenza dell’intero cast.
Sabato 26 maggio le attività del cinema sono ripartite con il 3Festival del Cinema Latino Americano di Trieste. I film sono stati quasi tutti sottotitolati in italiano e l’ingresso è stato completamente gratuito. La rassegna si è aperta con il film “La memoria de mi padre” (Cile, 2016) del regista Rodrigo Bacigalupe Lazo, vincitore del Premio Miglior Film, per poi proseguire fino a venerdì 1 giugno. “Puntiamo a un luogo di incontro e informazione che dia risposte che i circuiti cinematografici ordinari faticano a dare – ha detto Bergamo – Stiamo vestendo questo progetto di un carattere sperimentale“.
Mimmo Calopresti è una scelta brillante ed audace per il Nuovo Cinema Aquila: il regista si afferma nel 1995 con il film “La seconda volta” (con Nanni Moretti) presentato a Cannes in concorso e vincitore del prestigioso Premio Solinas per la sceneggiatura. Nel 1998 vince il Nastro d’Argento per il miglior soggetto originale con “La parola amore esiste”. Nel 2004 Calopresti viene invitato a partecipare alla Mostra del Cinema di Venezia come membro della Giuria. Sempre al prestigioso festival veneziano, nel 2008, il regista presenta “La fabbrica dei tedeschi”, documentario nel quale affronta il dramma dell’incidente avvenuto a Torino alla “Thyssen Krupp”. Calopresti ha realizzato negli anni numerosi altri film e documentari su soggetti importanti come “La fabbrica fantasma” (2016), in cui racconta il mondo delle contraffazioni in Europa da Napoli a Budapest, fino al confine tra l’Ungheria e l’Ucraina.


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