Medicine poetiche per un cuore malato

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Per curare il raffreddore c’è l’asprina. Il paracetamolo per far calare la febbre. L’omeprazolo per lo stomaco. Per la tosse sciroppi tradizionali o a base di essenze naturali. Per curare il cuore… ci sono diversi rimedi! Soprattutto quando il muscolo tanto caro ai romantici non è malato nel senso tradizionale del termine, ma le sue affezioni sono di natura diversa, hanno a che fare con i sentimenti che ognuno di noi prova. Da buon medico (pediatra, per di più) Enzo Stile ci fornisce una medicina miracolosa. Non fosse altro che per il fatto di essere assolutamente priva di effetti collaterali: la poesia. Balsamo per il cuore come archetipo di vita e morte. Unguento che arriva laddove pulsa e batte la vita.

L'opera prima di Enzo Stile
L’opera prima di Enzo Stile

In quella Mondadori di Nocera Inferiore diventata uno dei salotti letterari del comprensorio è andata in scena la presentazione della raccolta di poesia nate dall’estro del noto pediatra nocerino che, così, ha reso pubblica un’altra sua passione insieme alla politica. Declamazione affidata all’attore Gerardo Considerato. Buon successo di pubblico per l’opera prima di Enzo Stile. Un libro che mette a nudo i pensieri di chi scrive. Riflessioni, ha spiegato il moderatore Gigi Di Mauro, sulla famiglia, sul lavoro, sulla politica (cvd!). Versi ora sciolti, ora riecheggianti la cultura classica del novello poeta che puntano dritto dritto a creare condivisione con chi legge. Ecco, dunque, spiegato lo scopo “terapeutico”. La raccolta ha per titolo (un po’ alla Wertumuller) “Medicine poetiche per un cuore malato”. Si tratta di parole che si accampano sulla pagina accendendo i riflettori sovente sul contrasto bianco\nero o, se volete, on\off. Una raccolta >felice> l’ha voluta definire la docente e scrittrice Pina Esposito. <<Felice per l’esito complessivo>>. Suo il sollecito a non considerare affatto immediato o semplice l’approccio con i versi di Enzo Stile. Versi con i quali egli regala <<grumi emozionali che trovano spazio sulla pagina, in espressioni elevate come “virgola di schiuma>>. Verso di una bellezza che la prof Esposito ha voluto leggere attraverso il codice di Mallarmè.  La sua preferenza è, lo ha ribadito a più riprese, per quelle che lasciano l’io lirico libero e sciolto, rispetto ai componimenti in cui l’autore tende a razionalizzare a tutti i costi.

Un atto di coraggio. E’ anche questo l’opera prima di Enzo Stile. Il coraggio del professionista tutt’altro che anonimo e sconosciuto che non esita a mostrare le sue aspirazioni, ma anche le sue fragilità. “Medicine poetiche per un cuore malato” è ondivaga perché oscilla – in un moto perenne – tra speranza e dolore.

La poesia, come ogni forma di scrittura, può risultare salvifica: può salvare chi scrive, ma può donare un po’ di salvezza anche a chi legge. Senza trascurare il fatto che non è da tutti produrre un linguaggio poetico. In particolare se esso diventa un <<ricorrere continuo alla stratificazione che sottare la parola alla quotidiana convivenza>>.

 


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