Due visionari del cibo, il nutrizionista Fausto Aufiero e il maestro pizzaiolo Guglielmo Vuolo, un giorno si sono seduti intorno a un pizza per discutere di Nutraceutica, la pratica medica che sfrutta le caratteristiche bio-chimiche di molti alimenti per curare patologie o prevenirle.

Dalle chiacchiere si è passato ai fatti. E’ accaduto lo scorso 22 marzo nell’incontro-evento ospitato  all’aula magna di Eccellenze Campane di Via Brin a Napoli, moderato dal collega Alfonso di Leva dell’ANSA di Napoli e impreziosito da una partecipazione folta, curiosa, attenta e competente.IMG_9452

Si esaurisce in poche battute il saluto del patron Paolo Scuderi, poi la parola ai contenuti scientifici con Fausto Aufiero che ha praticamente tenuto un’articolata “Lectio Magistralis” dimostrando, dati alla mano, come sia possibile rendere la pizza (caposaldo della tradizione gastronomica napoletana e ritenuto per le sue 600 Kcal un pasto completo) un ottimo viatico per curarsi senza rinunciare al gusto.

Tanti gli interventi dalla platea, domande acute che hanno innescato un dibattito serrato e interessante.

Ci ha pensato infine Guglielmo Vuolo a fissare l’assioma del praticabile, presentando in degustazione tre delle cinque fantastiche pizze ideate per l’occasione

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Tiresia, marinara con Pomodoro del Piennolo del Vesuvio (in acqua e sale), aglio dell’Ufita, origano dei Monti Alburni, alici fresche e semi di canapa. La pizza Tiresa è concepita per prevenire l’imbimbizione dei tessuti e il conseguente rischio di incremento di peso in soggetti obesi. Gli ingredienti selezionati, privi di derivati del latte, stimolano il metabolismo della tiroide;

 

 

vitaVita  è un pizza bianca con crema di ricotta di bufala aromatizzata ai pinoli tostati, curcuma e gocce di olio di noci, arricchita infine con petali di fiore essiccati. Questa preparazione è particolarmente indicata in gravidanza perchè contrasta il rischio di sovrappeso pur fornendo i nutrienti necessari alla gestazione: ferro, iodio, magnesio e calcio, potassio di cui sono ricchi i pinoli e in genere la frutta secca. La curcuma notoriamente facilita i processi digestivi, mentre l’olio di noci previene la formazione di smagliature;

eracle

Eracle  è anch’essa una pizza bianca in cui la bresaola di bufala, Portulaca e il cacio ricotta del Cilento esercitano la funzione di reintegro delle proteine mentre l’olio di noci e lo zeste di limone bilanciano vitamine e sali minerali. Una pizza destinata a chi pratica attività sportiva anche a livello agonistico.

 

 

Ma è la digeribilità dell’impasto che gioca il ruolo fondamentale e, grazie all’elaborazione del Maestro pizzaiolo Guglielmo Vuolo, reso protagonista.

Il faro dell’innovativa navigazione resta comunque la tradizione secolare della pizza napoletana, candidata UNESCO quale Patrimonio culturale immateriale,  che Vuolo rivaluta nelle sue caratteristiche iposodiche, grazie  all’uso dell’acqua di mare per l’impasto, e nell’esaustiva lievitazione che protegge dal rischio di presenza  di quote di lieviti ancora biologicamente attive.

La cultura gastronomica napoletana è capofila indiscusso in questa sperimentazione; gli schemi della dieta mediterranea sono praticati con rigorosa professionalità e senza trascurare la creatività propria che merita l’eccellenza dei prodotti utilizzati. Napoli dà il via a un laboratorio che va oltre la scuola di pensiero, percorso intrapreso con successo prima dallo chef Daddio in collaborazione con il noto nutrizionista Giuseppe Calabrese e consolidato nelle elaborazioni di Guglielmo Vuolo e del suo mentore Fausto Aufiero.


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