L’umanità delle madri – Rubrica Interattiva “Pillole di Pedagogia”

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Ultimamente si sta parlando molto sui social dei fatti di cronaca che hanno avuto come protagonisti bimbi piccini dimenticati in macchina sotto il sole e volati in cielo come angeli a cui, in poche ore, si è prosciugata la linfa vitale. Ho voluto dedicare l’articolo di questa settimana a tutte le mamme alle quali a mio avviso la società richiede dei poteri sovraumani e contemporaneamente le demonizza se manifestano dei comportamenti, aimè irrimediabili, dovuti proprio all’imperfezione umana.

Le madri di oggi sono donne che lavorano, fuori e dentro casa, cercano di vivere, di occuparsi di loro stesse, di amare, di alimentare passioni, interessi, amicizie; di mantenersi in salute e in forma, di non trascurare il proprio benessere. A tutto questo si aggiunge l’onere struggente dei figli da crescere.

La stanchezza delle madri si accumula piano, in centinaia di notti a singhiozzo, in anni di sollevamento pesi, in corse disperate per cercare di riportare in orario una vita perennemente in ritardo, in pasti ingoiati senza calma, in discussioni infinite e in miliardi di piccoli, insignificanti problemi giornalieri. Ci si sente fiacchi dall’interno, a causa dei compromessi, dei giudizi tra le righe, dei fraintesi. È la stanchezza irredimibile di chi sa già che, per quanto si ammazzi di fatica, non potrà evitare di sbagliare, di essere rimproverata, biasimata, compatita. Ciò è il frutto di un esercizio ininterrotto di pazienza e di uno sforzo costante di concentrazione. Della frustrazione che ti avvelena quando la pazienza e la concentrazione le perdi, perché si è umanamente fallibili, perché si fa fatica ogni volta ad assolversi e ricominciare, dimenticare e andare avanti. È uno stato cronico, un velo depositato sui sensi che rallenta i riflessi, come se fosse sempre l’ora della siesta nei mesi estivi, con l’afa e il sonno che ti gravano sulle palpebre e sulla testa, ma purtroppo non si può dormire.

Questa stanchezza è l’effetto collaterale di un grande amore, il dazio che si paga in cambio di un’intensità di sentimenti che altrimenti, con buona pace di chi figli non ne ha, non potrà mai neanche lontanamente immaginare.  Per questo motivo il lamentarsene sembra una bestemmia, un’eresia, una vergogna!

Nessuno consolerà una madre stanca, poiché la condizione in cui si ritrova è una conseguenza inevitabile della scelta libera di essere madre. La società non accetta la protesta e lo sfogo delle madri. Proprio per questo esistono moltissimi gruppi sui social aperti solo alle mamme e future mamme, nei quali le donne sono libere di condividere le proprie fragilità umane, sicure di essere comprese e non giudicate. Il giudizio immancabile non arriva solo dagli altri, ma soprattutto da sé stesse. È difficile sfuggire dal quel senso di colpa dal quale i padri sembrano essere quasi unanimemente immuni.

La responsabilità delle madri è enorme. Vivere sempre come se si avesse un altro corpo, a parte il proprio, da nutrire, da curare, da custodire. Un altro corpo di cui preoccuparsi se si ammala, se di notte non respira bene, se non cresce come dovrebbe. Se qualcuno osa colpirlo, violarlo, profanarlo. E poi c’è il proprio corpo da custodire, perché il figlio ne ha ancora troppo bisogno.

È opportuno che le madri si liberino dal senso di colpa e si dedichino del tempo per il proprio benessere, concedendosi serate senza figli e sedute regolari in palestra, appuntamenti dal parrucchiere e pomeriggi alla spa. È cosa buona e giusta alimentare e consolidare anche la vita di coppia, se è possibile mandando a dormire i figli dai nonni, regalandosi attimi di intimità fisica e mentale con il proprio partner, poiché la coppia non smette di essere tale con la nascita dei figli.

La verità, purtroppo è che si può viaggiare anche in capo al mondo senza i propri figli, ma la donna resterà sempre una madre, con la consapevolezza più o meno nitida di essere responsabile di qualcuno la cui vita, la cui felicità, in ultima analisi, dipendono soprattutto da lei. E questo pensiero fisso è molto più stancante delle notti senza sonno.

Chi oggi non è mamma di bimbi piccoli non può capire. Prima si facevano tanti figli, ma ci si aiutava molto tra parenti, amici e vicini. Oggi ognuno è chiuso nell’egoismo della propria casa, pensando che il figlio sia responsabilità SOLO DELLA MAMMA. Lei deve occuparsene e gli altri se “possono/vogliono” lo fanno. Quante mamme si rivedono in questa descrizione sole e abbandonate? La società non se ne prende cura. I bambini sono un bene prezioso di tutti, ma invece oggi si considerano solo un intralcio alla propria libertà e quindi succede l’irreparabile…Care mamme sole in mezzo a tanti, vi abbraccio tutte!

Inviate i vostri quesiti a valeria.dellaporta@gmail.com

*Valeria Della Porta -Pedagogista Esperto in Criminologia, Disturbi Specifici dell’Apprendimento e Progettazione Sociale. Consigliere Regionale Campano APEI (Ass. Pedagogisti Educatori Italiani). Mediatore Familiare e dei Conflitti Interpersonali AIMeF (Ass. Italiana Mediatori Familiari). Consulente Genitoriale e di Coppia. HR- Selezione e Reclutamento del personale, Formazione e Orientamento al Lavoro. Consulente di Marketing e Comunicazione, Gestione e intermediazione di Servizi.


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