Lotta contro il cancro: parola d’ordine prevenzione.

La ricerca fa passi da gigante

 

Il 4 febbraio ricorre il World Cancer Day, una giornata mondiale dedicata alla lotta contro il “grande male” ossia il cancro. Promossa dall’Unione Internazionale contro il cancro (Uicc), sostenuta dall’Organizzazione mondiale della sanità, la manifestazione del 4 febbraio punta alla sensibilizzazione della popolazione alla prevenzione, fondamentale per la lotta contro i tumori.  “We can. I can” (Noi possiamo. Io posso) è lo slogan della campagna promozionale per far capire che la collettività, come anche il singolo individuo, può  dare un supporto alla riduzione del cancro.  Quest’anno  l’attenzione  è concentrata sull’attività fisica nella lotta contro i tumori, invitando tutti a praticare sport.

Fonte: salute24

Se da una parte la prevenzione è fondamentale, dall’altra un ruolo cardine e indispensabile è rappresentato dalla ricerca, che sta facendo continui passi da gigante per combattere questo terribile male.

È recente la scoperta  internazionale fatta da due scienziati italiani per conto della Columbia University di New York. Antonio Iavarone e Anna  Lasorella sono i due ricercatori che hanno condotto gli studi  americani volti alla scoperta di un meccanismo che alimenta i tumori. Nel gruppo di ricerca (il risultato è stato pubblicato sulla rivista Nature)  hanno lavorato diversi italiani tra cui Angelica Castano, Stefano Pagnotta, Luciano Garofano, Luigi Cerulo. La prima scoperta del meccanismo risale al 2012,  quando Iavarone con Lasorella avevano identificato una proteina che nasce dalla fusione di due proteine,  FGFR3 e TACC3, che agisce come una sorta di “droga” in grado di alimentare il tumore e legarlo a sé rendendolo del tutto dipendente. 

Il Dottor Antonio Iavarone – Fonte: corriere.it

Era stata osservata in azione nella forma più aggressiva del tumore al cervello, il glioblastoma, ma c’era il sospetto che potesse interessare anche altre forme di tumore. Ora è arrivata la conferma. «Adesso sappiamo – ha dichiarato Antonio Iavarone all’Ansa – che questa fusione genica è una delle più frequenti in tutte le forme di tumore,  conoscere questo meccanismo vuol dire avere nuovi farmaci per bloccarlo».

Una scoperta  così importante accende una fiamma viva, quella della speranza di tutta l’umanità che, direttamente o indirettamente, ha a che fare con il “big problem”.

 

L’immagine di copertina è presa da: legatumoribologna.it


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