Lo sciamano della musica popolare torna in Irpinia: Antonio Infantino per Tarantella for Africa

di Flavia Squarcio

Lo sciamano della musica popolare riappare in Irpinia per l’evento che unisce suono, ritmo e solidarietà e che lega la provincia irpina al continente nero. Antonio Infantino sarà guest star di Tarantella for Africa, a cura della Scuola di Tarantella di Montemarano, in programma nel borgo irpino dal 6 all’8 agosto 2015. Guru e mistico, tarantolato e filosofo, Infantino ha più anime che si muovono nell’unica dimensione dell’arte, che lo rende nomade.

Antonio-INfantino-e-Roberto-DAgnese-300x169Da Tricarico, l’Infantino musicista, poeta, pittore, regista teatrale, si sposta poi a Firenze, e poi ancora in Belgio, Olanda, Brasile.  Tra “le cose fatte”, come le chiama lui, che lo hanno reso famoso, bisogna ricordare la costituzione del suo gruppo: “I Tarantolati di Tricarico“. Di ritorno dall’ Egitto e da Creta, Infantino, nel 1975, ripensa le comuni radici mediterranee e, sintetizzando le sue esperienze, crea un nuovo repertorio utilizzando il dialetto lucano, per la particolare sonorità linguistica, con un accompagnamento musicale fatto di accordi minimi sorretti da una potente base percussiva. Tra i successi di Antonio Infantino con i suoi Tarantolati:  “La Gatta Mammona”, eseguita poi, nel 1997, anche col gruppo 99 Posse, e la canzone “Avola”, da lui composta, che Infantino ha eseguito spessissimo nello spettacolo di Dario Fo “Ci ragiono e canto”. Nel  2003 Infantino è stato invitato a partecipare alla Biennale delle Arti di Venezia, con un evento zpeciale di collegamento tra Arti visive, Musica, Teatro e Danza: TARA’n’TRANCE. Di Infantino, Fernanda Pivano, storica firma del Corriere della Sera, scrive: «Un personaggio che incarna in senso letterale alcune tra le cose migliori della cultura e dello spettacolo di questi ultimi quarant’anni».

Montemarano, dunque, diventerà capitale della musica etnica. Le tre serate saranno all’insegna della contaminazione musicale:  danze sufi, musiche kenyane, melodie tunisine, che si ibridano con  le millenarie note della tarantella, dando vita ad un ricamo straordinario di sonorità e passione. Durante il giorno saranno organizzati stage di danza aperti a tutti, mentre i pomeriggi saranno all’insegna di dibattiti su temi che vanno dall’integrazione all’ambiente. Il 6 agosto si discuterà di emigrazione ricordando la figura dei briganti col contributo del grande poeta Donato Ansante, il 7 toccherà a Virginiano Spiniello e la sua Rivolta della Pecore vestire i panni di mattatore parlando di ambiente e inquinamento, la giornata conclusiva dell’ 8 dedicata al delicato tema dell’ immigrazione, grazie al contributo dei ragazzi del centro immigrati di S. Angelo dei Lombardi.


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