Cinema: Il Jeeg Robot di Tor Bella Monaca è il super (anti) eroe del cinema italiano

di Fedora Alessia Occhipinti

“Salvali, salvali tutti, tu che puoi… diventare Jeeg”

Per chi aspettava qualcosa di nuovo nel e dal cinema italiano la risposta è il primo lungometraggio del regista romano Gabriele Mainetti.

jeeg robotLo chiamavano Jeeg Robot” è un omaggio alla serie anime e manga Jeeg-Robot (1975) di Kiyoshi Nagai, noto come Go Nagai, scrittore e fumettista giapponese. Ed è un esperimento cinematografico ben riuscito, che ha saputo riportare – o meglio creare – nel cinema italiano il genere dei supereroi. Il titolo della pellicola si basa sul fatto che uno dei personaggi principali (Alessia) identifica il protagonista (Enzo) come l’eroe della serie a cui è tanto affezionata, Hiroshi Shiba per l’appunto.

Il film del regista romano si rivela un piccolo capolavoro, dagli effetti speciali contenuti che non disturbano o distraggono lo spettatore dal racconto e dai personaggi. Tutti impeccabili, e generosi nelle performance dei ruoli praticamente cuciti addosso. La trama gira intorno alla vicende di un malvivente senza arte nè parte che si trasformerà da parassita dei sobborghi in eroe della città.

CLADIOIl protagonista del film è Enzo, interpretato da Claudio Santamaria, un ladro di periferia che vive alla giornata. Trascorre il tempo nella sua casa trasandata nel quartiere periferico di Tor Bella Monaca, mangiando budini e cercando lavori saltuari. Dopo un incidente che lo porta ad entrare in contatto con delle scorie nucleari abbandonate nel Tevere acquisisce una forza sovrumana. Un super potere che il malvivente proverà ad usare inizialmente per un proprio tornaconto ma che successivamente gli sarà utile per salvare il mondo. In questo caso, Roma. Santamaria è perfetto nel ruolo dell’anti-eroe: per calarsi nei panni di un Jeeg Robot decisamente alternativo è ingrassato di 20 chili; tuttavia ha conservato un certo fascino che trasuda nella sua impeccabile performance. Mainetti si è ispirato per il suo personaggio al Jean Reno di “Léon”, descrivendolo come un “un ragazzone chiuso in se stesso che non è mai cresciuto”.

lucaGrande conferma per Luca Marinelli, già apprezzato in pellicole come “Tutti i santi giorni” di Paolo Virzì, per cui è stato candidato nel 2013 al David di Donatello, al Nastro d’Argento e al Globo D’Oro; “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino e in ultimo “Non essere cattivo” di Claudio Caligari. Nel film interpreta Fabio lo Zingaro, capo di una gang di criminali squattrinati, ossessionato dalla smania di diventare necessariamente famoso. Un trascorso come membro di “Buona Domenica” e una sana passione per la musica italiana degli anni ’80 –  in particolare Anna Oxa – è un personaggio esasperato ed esasperante, al limiti del reale, violento e megalomane. L’antagonista per antonomasia. Un ruolo ben costruito che ci fa ben sperare – come in realtà già molti hanno pensato – di aver trovato la versione italiana dello Joker di Heath Ledger.

jeeg robot alessiaLa vera rivelazione del film è Ilenia Pastorelli, divenuta famosa come concorrente della dodicesima edizione del Grande Fratello. Dopo l’esperienza televisiva che l’ha trasformata in un personaggio molto discusso, per il suo modo di porsi senza mezze misure, è riuscita ad approdare al cinema, suo grande sogno di cui non ha mai fatto mistero. Un debutto di successo. Il suo personaggio, Alessia, è quello di una bambina intrappolata nel corpo di una donna, che riesce a fuggire dalla realtà solo rifugiandosi nel cartone animato che tanto adora, Jeeg Robot. La profonda empatia che la caratterizza la porta a percepire il buono in ogni persona, soprattutto nel rozzo Enzo, e attraverso quello che vede nei disegni animati è capace di raccontarci ciò che accadrà nella realtà. Un grillo parlante, come l’ha definita il regista Mainetti: «Ilenia Pastorelli è un grillo parlante dotato di una grande sensualità e una grande ingenuità. È il cardine che muove tutto, se non ci fosse il suo personaggio il film non avrebbe senso».

ilenia-pastorelliSulla sfondo c’è una Roma violenta, martellata da continui giochi di potere della malavita organizzata travestiti da attacchi terroristici. Una Roma ove la comparsa di un nuovo e misterioso super-uomo non è semplicemente la notizia del giorno, ma rappresenta la speranza. Ed Enzo che in realtà è tutto tranne che un eroe, diventerà leggenda.

Se qualcuno si stesse chiedendo da che parte soffia il vento della novità, è il caso di consigliargli di correre nelle sale italiane a vedere “Lo chiamavano Jeeg Robot”. Freschezza, istintività e ottima recitazione: quanto basta per andare (ancora) al cinema.


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