A testa alta, pronti per far rivivere nuovamente notti magiche come quelle vissute nelle serate parigine. Termina con tanti applausi e grande soddisfazione la sfortunata avventura della Nazionale italiana di calcio agli Europei. Gli uomini di Conte, eliminati dalla Germania di Low ai calci di rigore, sono stati accolti dal grande abbraccio degli italiani al loro arrivo a Malpensa. Un’impresa, quella di Conte, che a tratti ha ricordato il cammino dell’Italia di Bearzot ai mondiali vinti del 1982. Le lacrime di Buffon e Barzagli a fine gara hanno evidenziato il lato umano di elementi che hanno dato il cuore in questa avventura, convinti di poter fare davvero bene. Un europeo in cui l’Italia è sembrata fin da subito una delle squadre “rivelazione”, viste le attese della vigilia. Si accusava Conte di gestire un gruppo di calciatori dotati di uno scarso tasso tecnico e invece. I tanto criticati Eder, Pellè, Giaccherini e Parolo sono stati tra i migliori per rendimento, insieme ovviamente alla difesa e a Gigi Buffon.

Il viaggio verso Russia 2018

Testa a Russia 2018 adesso, il mondiale del riscatto per gli azzurri che, con un nuovo ct, Giampiero Ventura, e un corposo ricambio generazionale, potranno continuare il positivo percorso portato avanti in questo europeo. foto 1 Il modulo 3-5-2, tanto caro ad Antonio Conte, potrebbe anche non essere cambiato, dato che il tecnico ex Torino l’ha sempre proposto nelle sue precedenti esperienze sulle panchine dei club.

Il ricambio generazionale

Per quanto riguarda gli uomini, fra due anni, partendo dalla difesa, Buffon avrà 40 anni, Barzagli 37, Chiellini 35 e Bonucci 31. A parte quest’ultimo e l’intramontabile Buffon che ha già annunciato di voler chiudere la carriere con il mondiale russo, gli altri due dovrebbero essere sostituiti da Rugani e Romagnoli. A centrocampo invece, Ventura potrà disporre di due uomini di sicuro valore come Verratti e Marchisio che, con le conferme di Parolo e Florenzi, potrà sicuramente avere maggiori sicurezze. Sulle fasce De Sciglio e Darmian al momento sembrano intoccabili, cosi’ come Candreva. Da non sottovalutare gli utilizzi di Zappacosta, Benassi e Baselli che Ventura conosce bene, avendoli avuto con sé a Torino. foto 2 In attacco, in forte dubbio le conferme di Eder e Pellè, con un offensivo 4-2-4 e Ventura potrebbe anche rispolverare Bonaventura e rigenerare magari Balotelli per un clamoroso riscatto. Zaza, Immobile, Insigne ed El Shaarawy, con un Bernardeschi in fase di lancio e le sorprese Berardi e Belotti, sono invece i nomi certi di attaccanti dal sicuro valore e tasso tecnico. Si riparte da qui e non dai fallimentari calci di rigore di Zaza e Pellè, ma soprattutto si ripartirà con la consapevolezza che la Nazionale italiana è la vetrina maggiore che identifica il valore del nostro calcio nel mondo e forse, come ha spesso annunciato Conte, non deve essere ricordata solo in occasione di manifestazioni importanti come Mondiali o Europei.


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