L’intelligenza deviata crea barriere psichiche – Rubrica interattiva “Pillole di Pedagogia”

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Alcune maestre delle elementari a fine anno scolastico costatano che i bambini pieni di immaginazione non riescono ad avere risultati ottimali nel profitto, come invece loro si sarebbero aspettate. Anzi questa tipologia di alunni riesce scarsamente o non riesce affatto ad ottenere i risultati attesi dalle maestre.

Ciò è causato dall‘intelligenza di questi bambini che viene deviata: poiché si pensa che una grande intelligenza creativa non possa essere applicata a cose pratiche. In questo modo l’intelligenza del bambino viene diminuita, poiché deviata in attività non pratiche e il bambino la direziona verso il mondo delle illusioni.

La parola “deviazione” significa: “spostamento dalla posizione naturale”. Bambini disordinati, svogliati, golosi, egoisti, litigiosi, capricciosi, incostanti, con difficoltà di attenzione, sottomessi, sono frutto di uno sviluppo deviato dalla naturale evoluzione, per mano degli adulti. Adulti che, avendo ormai perduto il grado di vitalità dei bambini, non riuscendo ad entrare in relazione autentica con loro, impongono ai piccoli limiti di varia natura fisica e psichica.

Quando l’energia del bambino, quindi, non può trasformarsi in attività in movimento, in esperienza concreta a contatto con le cose e la realtà, allora fugge nella fantasticheria, nel gioco evasivo, che è il contrario dell’immaginazione come facoltà di pensiero.

Questo fenomeno si può presentare anche in casi in cui il bambino ha un’intelligenza più o meno repressa e spenta a causa dello scoraggiamento. In quest’ultimo caso, l’intelligenza invece di sfuggire al di fuori, si chiude dentro.

Il livello d’intelligenza media dei bambini comuni è basso rispetto ai bambini la cui intelligenza viene deviata.

Un’intelligenza deviata non si può costringere ad un lavoro forzato. Il bambino attua una difesa psichica involontaria che gli impedisce di ricevere idee imposte dall’esterno e non riesce a comprenderle.

Questo fenomeno è chiamato «Barriera Psichica». Come se sulla mente infantile discendesse una specie di velo che rende il bambino sempre più sordo e cieco.

Questa barriera prolungata nel tempo conduce l’individuo ad agire come se le sue funzioni naturali fossero perdute e quindi non è più questione di buona o cattiva volontà.

I maestri giudicano i bambini con «Barriere psichiche» poco intelligenti o incapaci di capire certe materie (es. matematica, ortografia…). Se queste barriere sono riferite a più materie ai bambini vengono affibbiati disturbi vari, con tanto di certificato da parte di professionisti a cui piacciono le etichette, rinforzando ancora di più la barriera.

Con il passare del tempo, queste barriere, se non affrontate con strumenti pedagogici, possono trasformarsi in «ripugnanze» .

Ripugnanza verso una disciplina, o più ingenerale verso gli studi e la scuola, alimentando così la dispersione scolastica.

Molto comune è la ripugnanza verso la matematica, che può accompagnare un individuo per tutta la vita: non è soltanto un’incapacità di capire, il solo nominarla fa sorgere un ostacolo interiore che impedisce l’avvicinamento o induce la stanchezza prima ancora di iniziare un’attività di calcolo.

Sottolineo spesso l’importanza del ruolo educativo e formativo dell’insegnante, consigliando di evitare di etichettare i bambini. Essi sono piccole persone in crescita e non è colpa loro se gli adulti hanno deciso che deve esserci una didattica uniformata senza tener conto dell’individualità di ciascun soggetto in formazione.

Ecco cosa pensa il bambino con barriere psichiche:

« voi parlate, ma io non vi ascolto; voi ripetete, ma io non vi sento. Io non posso costruire il mio mondo, perchè sto costruendo una muraglia di difesa affinché voi non possiate penetrare» (Maria Montessori- Il segreto dell’infanzia).

Inviate i vostri quesiti a valeria.dellaporta@gmail.com

*Valeria Della Porta -Pedagogista Esperto in Criminologia, Disturbi Specifici dell’Apprendimento e Progettazione Sociale. Consigliere Regionale Campano APEI (Ass. Pedagogisti Educatori Italiani). Mediatore Familiare e dei Conflitti Interpersonali AIMeF (Ass. Italiana Mediatori Familiari). Consulente Genitoriale e di Coppia. HR- Selezione e Reclutamento del personale, Formazione e Orientamento al Lavoro. Consulente di Marketing e Comunicazione, Gestione e intermediazione di Servizi.


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