L’intelletto d’amore  – Rubrica interattiva “Pillole di Pedagogia”

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Mi chiedono se il fatto che un bimbo di pochi anni si incanti per molto tempo davanti ad uno stesso oggetto sia sintomo di “qualcosa che non va” o se debba essere “assecondato al suo capriccio”, in quanto appena viene allontanato da questo oggetto inizia un pianto isterico.

È opportuno iniziare col rispondere che vi sono dei periodi detti “sensitivi”, durante i quali il bimbo assorbe naturalmente quanto gli viene proposto, rendendolo sensibile ad alcune cose e lasciandolo indifferente verso altre. Sono dei periodi passeggeri, in cui una spiccata sensibilità aiuta il cervello del bambino a crescere acquistando precise abilità. È inutile cercare di recuperare un periodo già passato o stimolare il bimbo con attività il cui periodo non è ancora giunto.

Il bambino è un osservatore che assume attivamene le immagini attraverso i sensi, non come avviene attraverso lo specchio. Egli osserva, lo fa per un impulso interiore, per un sentimento, per un gusto speciale.

Il fulcro attorno al quale agisce interiormente il pensiero sensitivo è la ragione, che come funzione naturale e creativa, a poco a poco germina come cosa viva che cresce e si concretizza a spese delle immagini che assume l’ambiente.

Il bambino passa dal nulla al principio, dando origine alla ragione, la quale si farà strada dentro di lui, ancora prima che egli riesca ad iniziare a camminare.

Gli adulti inconsapevolmente ostacolano o addirittura impediscono questo lavoro interiore, quando interrompono bruscamente le riflessioni del piccino, e senza comprenderlo cercano di distrarlo afferrandogli la manina, baciandolo o cercando di farlo dormire, senza tener presente del lavoro psichico che sta svolgendosi nella sua mente.

L’adulto, quindi incoscientemente, agisce contrastando il primitivo desiderio infantile di scoprire il mondo. È assolutamente necessario che il bambino conservi con chiarezza le immagini che va captando, perché solo con la chiarezza e la distinzione delle impressioni può formare la sua intelligenza.

Vi è un periodo sensitivo dai 18 mesi ai 7 anni (Il periodo sensitivo dei piccoli oggetti), che rende il bambino capace di impadronirsi delle immagini dell’ambiente in modo veramente prodigioso.

Già dal secondo anno di vita, quindi, il bambino non è più attratto, con lo stesso trasporto del primo anno, dai colori vivaci, dalle cose vistose, ma cerca piuttosto le cose minuziose che sfuggono agli adulti. Si direbbe che è interessato all’invisibile, a ciò che si trova ai margini della realtà.

Il bambino, cogliendo i particolari infimi e reali delle cose, deve pensare che noi adulti siamo esseri inferiori a lui, poiché riusciamo a vedere nelle immagini solo delle sintesi mentali per lui inaccessibili. Per cui ci considera incapaci di vedere.

Il bambino si immerge in contemplazione minuziosa di piccole cose, per noi prive di interesse, mettendoci tutto l’interesse possibile, perché non è solo un’osservazione sensoriale, ma è espressione di un intelletto d’amore. Amore verso la scoperta, verso la natura, verso il mondo e verso tutte le creature che lo popolano. Il bambino sa amare, poiché è l’amore che lo spinge verso la conoscenza e lo fa attraverso il suo “intelletto d’amore”.

Inviate i vostri quesiti a valeria.dellaporta@gmail.com

*Valeria Della Porta -Pedagogista Esperto in Criminologia, Disturbi Specifici dell’Apprendimento e Progettazione Sociale. Consigliere Regionale Campano APEI (Ass. Pedagogisti Educatori Italiani). Mediatore Familiare e dei Conflitti Interpersonali AIMeF (Ass. Italiana Mediatori Familiari). Consulente Genitoriale e di Coppia. HR- Selezione e Reclutamento del personale, Formazione e Orientamento al Lavoro. Consulente di Marketing e Comunicazione, Gestione e intermediazione di Servizi.


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