Suite francese” arriva a casa mia, con tanto di pacchetto infiocchettato, in occasione del mio compleanno. Dono di una collega diventata amica in poco tempo. Confesso che inizialmente la mia lettura è andata avanti a rilento per un’abitudine – singolare o forse strana, giudicate voi – che ho sviluppato nel mio percorso di onnivora lettrice. Quella, cioè, di rileggere più volte i passaggi di maggiore impatto e di trascriverli. Dove? Ovunque sia possibile lasciare accampare delle parole: in genere, pagine dell’agenda giornaliera rimaste parzialmente bianche. In realtà – ecco la stranezza – senza alcun segno distintivo per poter magari tornare a rileggere quelle parole, se non per caso. Il solo trascriverle mia aiuta a sedimentarle in modo da farle entrare nel mio bagaglio personale. Deformazione professionale? Forse.

Questo romanzo resta incompiuto e sospeso a causa del rapimento e dell’omicidio della sua autrice, Irène Némirosky.Irene Nemirosky L’opera ci viene consegnata per volere delle figlie le quali, contemporaneamente, hanno reso pubblici corrispondenza privata e appunti legati al disegno dell’opera e alla sua stesura. “Suite francese è davvero una bozza non revisionata. Da qui, l’estrema difficoltà nel formulare un giudizio in termini di stile e contenuto. Se non si è predisposti ad accogliere il finale “aperto”, se non si accetta da subito di essere destinati ad imbattersi in un’incolmabile incompiutezza, può risultare difficile godere in toto di quest’opera. 

Detto questo, personalmente mi sono accostata al romanzo senza aver letto altri scritti dell’autrice. Probabilmente il dettaglio mi ha consentito di apprezzare di Irene Nemirovsky la limpidezza dello stile e la totale assenza di qualsiasi tentativo di edulcorazione nella rappresentazione dell’animo umano, investigato con approccio caustico ed abile e rappresentato in maniera coinvolgente, attraverso una gamma variegata di emozioni. Belle le descrizioni, l’inserimento nelle pagine della bellezza del creato, la raffinata abilità di restituirci la sua storia, le sue peculiarità.

Suite francese” è stato paragonato ad una rappresentazione teatrale interrotta per cause di forza maggiore. Non a caso, il titolo fa riferimento ai primi due movimenti di quello che avrebbe dovuto somigliare ad un poema sinfonico articolato in cinque parti. Due quelle consegnate a noi.

Un piglio assolutamente unico ci restituisce un popolo- quello francese – che subisce l’invasione da parte del nemico storico a cui non ha ancora perdonato Sedan; un popolo schiacciato dalla sua stessa storia, monarchica, rivoluzionaria, protesa verso la democrazia, transitando per la Comune, tentando la repubblica con l’intervallo dell’impero. La prospettiva è quello di una nazione che subisce un’invasione e va allo sbando, abdicando sul fronte della sua umanità, ritrovandola e ricercandola finanche nell’invasore.

Le pagine di “Suite francese” pulsano del dolore di una donna, di una scrittrice che – in presa diretta, per dirla in termini giornalistico\televisivi – cerca di salvare quanto possibile in un tempo e in un luogo non più suoi. Sul grande, drammatico palcoscenico della Seconda Guerra Mondiale, storie e personaggi si incontrano, si intrecciano, si accordano, proprio come in una sinfonia.suitefrancese2

La prima parte è il racconto della fuga di massa dei parigini alla vigilia dell’invasione tedesca; la seconda la fotografia della bruciante, sofferta passione tra una parigina, sposata ad un prigioniero di guerra, e un ufficiale tedesco.

In guerra non c’è poi tanta differenza tra vincitori e vinti. Si tratta, da una parte e dall’altra, di uomini e donne con le loro personali storie nella grande Storia, con dolori e sofferenze,  famiglie più o meno problematiche,  amori infelici o felici… Colpisce il fatto che la scrittrice abbia dipinto i militari tedeschi – solitamente – come educati, cortesi, persino buoni e sensibili ….Un paradosso se ci si ferma a riflettere sul fatto che sono gli stessi tedeschi che poi deporteranno ad Auschwitz Irene Nemirovsky in quanto ebrea.

Probabilmente era altro il destino dell’opera, ma la sua autrice non è riuscita o, deliberatamente, non ha voluto presagire quanto la malvagità umana potesse – com’è accaduto nella storia – andare ben oltre ogni possibile immaginazione.

Non conosceremo mai l’epilogo delle storie contenute in questo romanzo. Se la scrittura della Nemirovsky ha colpito nel segno, il lettore di questo avvertirà una sonora mancanza.


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