Libri: “Caffè amaro” di Simonetta Agnello Hornby

Si può scegliere di acquistare e leggere un libro per il suo titolo? Si può. Mi è capitato con “Caffè amaro” di Simonetta Agnello Hornby. La parola caffè ha su di me lo stesso effetto che la bellezza dell’eroina del libro suscita in chi posa lo sguardo su di lei: è una malia. Arrivata al passaggio cruciale – quello da cui deriva il titolo galeotto – ho finanche provato a gustare il caffè amaro. In quell’intento – ad onor del vero – non sono riuscita.

Che poi sia stato il libro a scegliere me e non io lui (alla Zafon, tanto per intenderci) l’ho capito appena ho letto il nome della protagonista: Maria Marra. Coincidenze? Che altro, altrimenti. Mio marito si chiama Mario Marra!!!

Il romanzo è una storia d’amore, di sangue, di passioni, di ricchezza e di povertà. E’ l’intreccio della piccola storia con la grande Storia. Pagine intense e coinvolgenti che ci consentono di leggere in dissolvenza -ma non tanto- le vicissitudini attraversate dall’Italia dalla fine dell’Ottocento alla metà del Novecento: il percorso di un Paese unito solo in teoria, ma alle prese con la zavorra dei retaggi feudali, delle discriminazioni, delle povertà, dall’analfabetismo, dalla profonda spaccatura tra il Nord ed il Sud. Un paese catapultato in due guerre mondiali, schiaffeggiato dal fascismo e dalle leggi razziali, messo in ginocchio dalla fallimentare politica coloniale.

Maria è di una bellezza che ti avvinghia indissolubilmente e per sempre. Lo sa bene Pietro Sala che si innamora a prima vista della ragazza e la chiede in sposa. Lo sa bene Giosuè, cresciuto dal padre di lei come un figlio, consigliere ed occhio sul mondo per quella giovane donna cui consacrerà il suo cuore. Maria ha quindici anni, Pietro trentaquattro; lui è ricco, ama i viaggi, il gioco d’azzardo e le donne. Lei appartiene ad una famiglia socialista di modeste condizioni economiche. Il matrimonio con Pietro – inaspettatamente – diventa un’unione d’amore.Simonetta Agnello Hornby

Lo smaliziato e disinibito Pietro inizia la giovanissima moglie all’Eros, ma foraggia anche la mente affamata di cultura e conoscenza di lei. Durante una vacanza a Tripoli, Maria prende coscienza del tipo di sentimento che – covando sotto la cenere – da sempre l’ha legata a Giosuè. Ne nasce una storia d’amore appassionatamente travolgente che va avanti per oltre vent’anni, sfidando le ostilità umane e i tiri mancini del destino. Perché – alla Marquez – Maria e Giosuè sono destinati a stare insieme, anche a costo di aspettare cento anni….

La vita di Maria Marra è il filo conduttore dell’opera. La vicenda storico-sociale si snoda in parallelo e consente di accostare con mente ben disposta le vicissitudini che hanno segnato la nascita e la costruzione dell’Italia, il passaggio da un mondo agricolo ad uno industriale, con una bella linea in grassetto a rimarcare il divario mai colmato tra Nord e Sud. Occhio di bue acceso sulla Sicilia, terra d’origine dell’ autrice.

Di pagina in pagina l’eroina Maria cresce, matura, diventa donna, esce dal proprio “protetto” mondo paesano per affrontare la vita reale: è moglie, madre, imprenditrice; allarga i propri orizzonti culturali, viaggia. Entra nelle grazie del capofamiglia dei Sala, lotta per migliorare le condizioni economiche ed i diritti dei più’ poveri, dei lavoratori di casa, dei contadini subordinati. Inoltre, trova il modo di vivere il suo unico, vero, grande amore: quello con Giosuè.

Si staglia netto, nelle pagine tracciate da Simonetta Agnello Hornby, il contrasto tra ragione e sentimento, tra speranza e realtà’. Maria procede camminando su una corda e scontando quotidianamente la necessità, l’urgenza indifferibile di restare sempre in equilibrio.

Mi sono immersa in “Caffè amaro” e ho goduto dell’impegno dell’autrice nel costruire un romanzo d’amore intriso di riferimenti storici precisi, quasi manualistici.

Se abbia apprezzato o meno questo romanzo lo dice bene la sensazione che ho provato facendo scorrere lo sguardo sull’ultima pagina: un malinconico retrogusto amaro, simile a quello che scatta quando – dopo un periodo di intima condivisione – arriva il tempo del commiato da un’amicizia cara, di una frequentazione affettuosa, diventata parte della propria quotidianità.


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