Un sorta di pudore mi impedisce di celebrare con un coccodrillo la figura più affascinante e controversa del panorama politico italiano degli ultimi 40 anni.

Di Pannella custodisco un’immagine che ha turbato – chissà perché – la mia adolescenza politica: quella delle prime liste con la rosa nel pugno su cui campeggiava un imbarazzante Giacinto Pannella detto Marco. Forse m’impressionava il fatto che quel nome, più che detto, fosse stato fortemente scelto: esso stesso un atto di assoluta natura radicale.

Se con il radicalismo si identificano posizioni politiche e rivendicazioni sociali portate all’estremo, attraverso una militanza senza se nè ma, mi sento senza dubbio di affermare che questo approccio rappresenti l’essenza di un modo di fare politica sano, sostenibile, creativo e forse visionario.

La transnazionailità, la transgenerazionalità, il rispetto delle regole d’ingaggio, il sostegno trasversale, la non violenza e il garantismo estremo – al di là dei posizionamenti ideologici –  sono valori politici di pregio, al netto delle affermazioni numeriche e degli obiettivi colti.

E’ quello che, nei modi e nella partecipazione, rivedo nel progetto di Polis SA e, scusate se è poco, questo mi rende felice e colmo di speranza.pannella1

Marco non lascia testamenti, non era nel suo stile, ma gli dobbiamo il solco che ha tracciato in ognuno di noi nel quale, a quell’uno-vale-uno tanto in voga, aggiunge altro: gli altri.

Le battaglie restano sempre le stesse: i diritti civili, la legalizzazione delle droghe leggere, i diritti di chi vive un carcere ai limiti umani, una politica etica e non professionistica, acqua pubblica, rispetto della carta costituzionale. E se qualcuna è stata vinta, mobilitando tutti con lo strumento referendario, altre sono affondate nelle paludi di un potere talvolta ignorante e spesso senza scrupoli.

Marco fisicamente non c’è più ma restano di lui “strumenti” per non mollare.

Sono la sua caparbietà ruvida e petulante, il suo tagliare corto sulle questioni, il rispetto per gli avversari e, soprattutto, il suo coraggio civile.


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