“Secondo voi è peggio un avere un figlio gay o un figlio drogato?”. Mamma che dubbio amletico. Che dramma esistenziale. Il “problema” dinanzi al quale nessun genitore vorrebbe mai trovarsi. Se avere un figlio alle prese con dipendenze dalle droghe è effettivamente complesso ed è, sì, un problema, mi chiedo quale possa essere il cruccio nell’avere un figlio gay. Quando ho letto questa cosa, ho pensato subito si trattasse dell’ennesima presa in giro di una pagina satirica, una burla, una cosa troppo assurda per essere vera: chi potrebbe mai pensare di porre l’omosessualità sullo stesso piano di una dipendenza quale quella dalle droghe?

Ho guardato meglio. Ho visto la fonte. Ho avuto un’illuminazione e ho capito. Era uno dei famosi sondaggi (quello del 19 febbraio, per la precisione). I celeberrimi sondaggi di Libero, ormai più somigliante ad una discarica di parole che non ad un quotidiano.

Avete mai dato uno sguardo ai sondaggi on-line lanciati dal “prestigioso” quotidiano? Se la vostra risposta è “sì”, avete ben presente il tenore delle ricerche popolari; se la risposta, invece, è “no” (e sappiate che vi invidio per questo) eccomi qui pronta a colmare le vostre lacune.

  • Banani e palme, regala un frutto all’assessore Maran: quale scegli?
  • Quale vip mandereste sui 7 pianeti abitabili scoperti dalla Nasa?
  • Nessuna medaglia agli agenti eroi, secondo voi la Merkel è impazzita o invidiosa?
  • Secondo voi cosa si dovrebbe fare agli stupratori della quindicenne in treno? (Per completezza d’informazione, s’è appurato che la ragazza si era inventata tutto, ndr)
  • Per voi a chi assomiglia Marco Minniti?
  • A voi la crosticina dei cibi piace oppure la scartate?
  • Voi siete tra quelli che guardano Sanremo e un po’ se ne vergognano?
  • Secondo voi ha senso una santa protettrice degli omosessuali? (Arieccoli, ndr)
  • Secondo voi sarebbe giusto vietare la pornografia? (Qua, tra chi ha avanzato la proposta – ovvero Mario Adinolfi – e Libero che la rilancia è un mix esplosivo, ndr)
  • Trump o Kim (Jong Un, il dittatore nordcoreano), chi ha i capelli più belli?
  • Voi lo vorreste un ducetto al governo del paese? (Stesso discorso della pornografia, tra Salvini che auspicava un ritorno di Mussolino e questi qua che gli prestano il fianco, non c’è da stare tranquilli, ndr)
  • Secondo voi lo Stato privilegia i profughi rispetto ai terremotati? (un altro cavallo di battaglia)
  • Quando andate all’Ikea con il vostro partner, voi litigate furiosamente?
  • Secondo voi nell’hotel Rigopiano troveranno ancora qualcuno vivo?
  • Il prete coinvolto nelle orge: “Pregate per me”. Voi lo farete?
  • Saviano o De Magistris, ma a voi tra loro due chi sta più sul gozzo?
  • Se pensate a un attentato in Italia, voi come lo immaginate?
  • Igiene, si parla di calzini: ma voi li cambiate ogni giorno oppure…?
  • Temete che tra le persone che conoscete si nasconda un terrorista?

Ok, mi fermo anche perché – se fosse per me – andrei avanti per giorni perché è divertentissimo e poi, parliamoci chiaro, è una bella iniezione di autostima.

Fossero solo i sondaggi, però, i problemi di Libero. Lo spunto iniziale per fare questo pezzo, in realtà, mi è stato dato da un’altra delle caratteristiche peculiari di questo fantastico veicolo dell’informazione italiana. La costante, perpetua, affannosa ricerca del riferimento sessuale o del doppio senso. Molte volte, invece, fanno prima e vanno dritti al punto. Ho fatto una piccola esplorazione sul loro sito internet: ci sono circa 2.000 articoli che contengono la parola “porno” nel titolo o nel corpo del testo; ce ne sono circa 120 che contengono la parola “patonza” e 139 con il termine “porcello/a”. Alto giornalismo, insomma. E pensare che io, come tanti altri miei colleghi, butto sangue e sudore da quasi un decennio per tentare di fare al meglio questo lavoro.

Una collezione di alcuni titoli di Libero
Una collezione di alcuni titoli di Libero

Non voglio, poi, parlare della linea editoriale di Libero – tanto oggi con la direzione di Vittorio Feltri (titolo top “Patata bollente”) quanto ieri con quella di Maurizio Belpietro (titolo top “Bastardi islamici” e ricordato per essersi inventato un attentato ai suoi danni) – perché, per quanto io non la condivida e non la rispetti nemmeno, ahimé sono anche pienamente convinta che ognuno sia padrone di esprimere la propria idea, allo stesso modo in cui io sono padrona di dire che io aborro quelle idee.

Indubbiamente, c’è, a mio avviso, una duplice valutazione da fare. La prima è in ordine alla parabola discendente del giornalismo, almeno in quello che è il suo versante web. Di notizie ce ne sono ben poche: la maggior parte degli articoli sono, sostanzialmente, dei gossip di quart’ordine che neanche le riviste che si trovano dal parrucchiere sarebbero in grado di abbassarsi a tanto. L’insulto, ormai, ha indossato la maschera della provocazione: un escamotage che, di fatto, consente a tutti di dire e scrivere tutto perché “tanto è una provocazione”. Un’umiliazione della sacra professione giornalistica messa in atto da coloro che dovrebbero esserne i pià autorevoli e fieri esponenti.

La seconda considerazione riguarda i destinatari di questo tipo di informazione. Alla fine, è tutto nel rapporto tra domanda e offerta: ai lettori, questo tipo di gossip, questa violenza gratuita, questo scagliarsi pesantemente talvolta con uno, talvolta con un altro, assume i contorni di una puntata di Beautiful. Il dato è uno: più è di bassa qualità l’articolo, maggiori saranno le visualizzazioni e le condivisioni dello stesso. Siamo onesti: nella maggior parte dei casi, interessa di più leggere del “prete porcello” che non della lotta intestina al Pd o della Bce, di Draghi o della Merkel (della Merkel sì, perché poi possono darle della culona). Pensate che, nelle ultime ore, a Salerno tiene banco una notiziona di quelle scottanti: un film hard, prodotto dalla casa “CentoXCento”, girato in un appartamento di Salerno e con attrici locali. Inutile che vi dica che alla questione sono stati dedicati numerosi articoli che hanno riscontrato il favore del “pubblico”.

E’ un’influenza reciproca, tristemente dannosa per le intelligenze sia degli uni che degli altri.


*Se hai trovato un errore di ortografia, può avvisarci selezionando il testo e premendo Ctrl+Invio.

Comments

comments