Le Strisce tornano a Napoli – Intervista al frontman Davide Petrella

"Riguardo al genere della mia musica, io faccio il cantautore, scrivo canzoni in italiano, faccio l'artigiano, il mago, o come la si vuol vedere… e con Le Strisce proviamo a fare buone e solide canzoni che possano arrivare a tutti".

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Sabato 24 ottobre alle ore 22.00 al Lanificio 25 (Napoli, Piazza Enrico de Nicola) spazio all’ originalità e all’energia de “Le Strisce”, band emergente nel contesto della musica indipendente italiana. Il club, sito in un complesso architettonico religioso adibito nel XVIII a fabbrica di lana, è dal 2006 location affascinante per eventi musicali e culturali. Lo scenario antico sarà parte di un meraviglioso contrasto con la dirompenza dei suoni e delle parole del gruppo Partenopeo.lanificio
“Le Strisce” (Davide Petrella, Enrico Pizzuti, Andrea Pasqualini, Francesco Caruso e Dario Longobardi) nel 2008 conquistano il pubblico del web caricando 2 brani su My Space Marta” e “Revolver”, dal 2010 inizia la loro avventura con la Major EMI Music Italy con cui registrano i primi due album “Torna ricco e famoso” e “Pazzi e Poeti”. Nel 2013, concluso il rapporto con EMI, iniziano a collaborare con l’etichetta indipendente SuoniVisioni con la pubblicazione di “Hanno paura di guardarci dentro”. Fiore all’occhiello è sicuramente la collaborazione del frontman Petrella con Cesare Cremonini nella scrittura di alcune canzoni di successo come “Logico” e “Graygoose”.

le strisce_scrittaIndipendenti” non si riferisce meramente a produzioni o case discografiche, ma è aggettivo calzante per definire il lavoro del gruppo, reticente alla classificazione in un determinato genere musicale. Le Strisce si formano ascoltando vari artisti: dai Beatles ai grandi autori italiani, dal Rap americano anni ’90 ai jazzisti leggendari; subendo ultimamente il fascino della nuova musica elettronica svedese. Legati a doppio filo con la città di Napoli, nei loro testi raccontano le inquietudini e il senso di precarietà che tormentano i giovani in modo diretto e mai banale.

Abbiamo avuto l’opportunità di intervistare la “voce” del gruppo, Davide Petrella:

Napoli è la vostra città, città che ha ispirato forse più di una delle vostre canzoni. Qual è il vostro rapporto con Napoli e come influisce sul vostro lavoro?
Napoli è in tante cose.
Napoli è un pezzo del cuore e la sua gente è la mia gente.
Napoli regala un modo di vedere la vita ai suoi figli che è una roba preziosa, specialmente se hai a che fare con l’arte.
Dopo l’esperienza di maggio a Montreal avete pensato di scrivere qualche pezzo in inglese, magari è la lingua che si adatta a perfezione al vostro genere?
Non mi interessa cantare in inglese al momento, l’italiano è la lingua delle parole, con l’italiano puoi esprimere concetti magnifici e profondi in mille modi diversi… ed è una lingua molto musicale.
Usata con attenzione, non è una lingua semplice per scrivere canzoni, l’italiano non ti permette scorciatoie con la pronuncia, per scrivere bene in italiano devi proprio sviluppare pensiero.
Bisogna essere orgogliosi, da italiani, di avere a disposizione questo strumento meraviglioso. Un italiano che non scrive nella sua lingua avrà vita più semplice per la melodia ma difficilmente scriverà cose interessanti o che ti spaccano il cuore.
Riguardo al genere della mia musica, io faccio il cantautore, scrivo canzoni in italiano, faccio l’artigiano, il mago, o come la si vuol vedere… e con Le Strisce proviamo a fare buone e solide canzoni che possano arrivare a tutti.
Siete una delle massime espressioni del panorama della musica indipendente in Italia. Nel vostro ultimo album si trovano testi pieni di citazioni colte come ” Beat Generation” e brani dal lungo titolo “Cosa deve fare un giovane d’oggi per potere ridere”. Non siete mai stati suscettibili alla tentazione di scrivere qualcosa di più “commerciale” per emergere?
Non saprei. Io scrivo canzoni sperando che queste possano riuscire ad emozionare più persone possibile.
Per il resto, la musica è una giungla e non ci sono regole, ed io mi impegno a fare il mio lavoro al massimo, facendo tanti sacrifici per cercare di tenere alto il livello di quello che facciamo.
Con le Strisce questa è l’unica attenzione che abbiamo. È importante che le tue canzoni riescano ad arrivare alla gente, poi che siano etichettate come rock, pop, house, rap, commerciali, metal, ska, punk ecc.. non è che mi interessi molto.
Qualche anticipazione sul concerto del 24?
In questo periodo stiamo lavorando molto ai nuovi progetti, siamo molto in studio e sulle demo e giriamo parecchio e quindi c’è poco tempo per dedicarsi ai concerti. Ma ne sarà valsa la pena.
Quindi quando mettiamo il naso fuori dagli studi in questi ultimi 2 o 3 mesi per noi è una festa, c’è entusiasmo nell’aria.
Suoneremo tante canzoni, alcune vecchie, altre nuove e qualche sorpresa, non vediamo l’ora.
Ci sembra superfluo aggiungere altro, se non ribadire l’invito ad assistere all’esibizione di una delle più belle espressioni musicali Made in Italy!


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