Le Lucerne del borgo Casamale a Somma Vesuviana

Una festa di popolo, oggi curata come un evento raro e prezioso nell'antico borgo medievale, a solo un anno ogni quattro, nel primo fine settimana di agosto

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Un antico rituale si consuma attraverso elementi ancestrali (terra, acqua, fuoco e vento) che si mescolano ogni  quattro anni nel borgo murato del Casamale di Somma Vesuviana.

La festa altro non è che la ricostruzione della più tradizionale e genuina cultura contadina che si consuma alla luce tremolante di mille lucerne. Giochi geometrici esaltano prospettive volte all’infinto. Quattro anche qui le forme: quadro, triangolo, cerchio ed esagono. Ed il numero quattro si ripete come un mantra, recuperando  una cabala propiziatoria che fissa immagini apparentemente illusorie ma che rappresentano con vigore un immaginario nostalgico e tutta la voglia di recuperarlo.

Intorno ad essi si sviluppano rappresentazioni e riti, tradizionalmente legati alla fine della bella stagione, nei quali si ostentano i frutti raccolti e si esorcizzano i timori di un prossimo rigido inverno durante il quale la terra riposerà,  preparandosi a rinascere ancora più prodiga, nella stagione successiva.

Per aiutarla, stimolarla e sostenerla, tante lucerne ad olio ininterrottamente accese per tutto il periodo della festa, montate su cornici con minuziosa creatività, ognuna a rappresentare arcaici simbolismi (la vita, la morte, la fecondità, l’uomo e la donna).

lucerne

La processione della Madonna della Neve, che scende dalla Collegiata la notte del sabato, riporta alle certezze amare dei nostri tempi, diluendosi nella contaminazione tra sacro e profano, attraverso la luce e il cibo. Nelle decine di cortili addobbati si consuma il convivio, tutti portano qualcosa,  e, con l’offertorio alla piccola comunità, si celebra la messa laica e quotidiana della condivisione forzata in spazi brevi. Le lucerne illuminano o provano a farlo, le immagini sono suggestive, i figuranti si sforzano a rievocare un mondo perduto, rappresentando una realtà purtroppo svanita.

Una festa di popolo comunque, oggi curata come un evento raro e prezioso, e come tale organizzata ogni quattro anni, nel primo fine settimana di agosto.


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