LE IENE A SANGINETO MOSTRANO LA VERITA’

Ancora una volta la violenza la fa franca; nessuna giustizia per il povero Angelo

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Cava de’ Tirreni – La vicenda del cane randagio Angelo, brutalmente assassinato a Sangineto (piccolo paese in provincia di Cosenza) aveva mosso una percentuale consistente della popolazione italiana a lottare tramite petizioni, richieste e associazioni nazionali sui social network (il gruppo principale è stato proprio denominato “L’ Urlo di Angelo” su Facebook ) perché la violenza compiuta da quei quattro ragazzi, ormai tristemente noti in tutta Italia come assassini sadici e brutali di un cane innocuo e perfettamente integrato tra gli esseri umani, non restasse impunita. Dopo il servizio de Le Iene di qualche giorno fa dobbiamo, purtroppo, guardare in faccia ad una realtà che nessuno si sarebbe augurata: il gesto dei quattro aguzzini non è stato punito e, cosa ancor più grave, il paese sembra esser totalmente accondiscendente verso di loro. “Ammazzano la gente, vorresti fare tutto questo casino per un cane?”; ecco una delle frasi registrate da microfoni e telecamere, appunto durante il programma di Italia 1, ed usata per giustificare e sminuire la gravità del gesto, come se torturare e registrare l’atto crudele con un cellulare, mentre si sta ridendo nel vedere un cane morire, fosse cosa da nulla, azione non socialmente pericolosa.

Purtroppo la realtà è ben diversa. In un articolo pubblicato dal Magazine “Amore a Quattro Zampe” sono state rese pubbliche le percentuali analizzate da alcuni studiosi che si sono occupati dell’aumento dei casi di violenza:

Dati significativi tanto più se si considera quanto emerso da uno studio del CNR per cui in Italia il 16,7% dei ragazzi di età compresa tra i 9 e 18 anni ha ammesso di aver compiuto atti di violenza su animali una volta nella vita. Tra i motivi, uno su cinque ha dichiarato che si trattava di un semplice desiderio di divertimento. Elementi che secondo i ricercatori, i bambini e gli adolescenti crudeli verso gli animali hanno una maggiore probabilità, una su tre, di manifestare in età adulta comportamenti feroci e pericolosi, non solo verso gli animali.

Il servizio de “Le Iene”, grazie all’inviata Giovanna Nina Palmieri, ha messo a nudo la realtà dei fatti. La Iena si è ritrovata, volendo solamente confrontarsi con alcuni degli assassini, ben restii a rilasciare dichiarazioni, dinanzi ad una comunità pronta a reagire con violenza verbale e psicologica, nonchè ben disposta a schierarsi dalla parte dei quattro balordi.

La troupe è stata portata in salvo, letteralmente, dai Carabinieri, i quali hanno ritenuto opportuno accompagnare gli inviati al di fuori dal piccolo paese, in quanto, grazie a telecamere nascoste, ben si erano palesatele intenzioni dei giovani (le telecamere nascoste ha filmato come, mentre lei non era presente, uno degli assassini affermasse chiaramente di non considerate così grave quanto accaduto e come, in seguito, alcuni del paese avessero proposto di bucare i pneumatici dell’auto degli inviati del programma televisivo).

Nonostante la vicenda di Angelo sia ben nota ormai a tutti, è stata la netta indifferenza degli abitanti, l’aggressività che tutti gli intervistati hanno riservato alla giovane inviata, i commenti sempliciotti di persone che non comprendono quanto grave sia il gesto di cui questi ragazzi si sono macchiati. Non si comprende come una violenza così grave possa esser giustificata anche da persone anziane che, normalmente, dovrebbero essere i mentori le guide  per le nuove generazioni.

Le Iene hanno mostrato un volto affatto costruttivo della comunità di Sangineto, un atteggiamento di cui andare poco fieri: la mancata corale condanna della sorte riservata al randagio Angelo, presenza nota per le stradine del paese, brutalmente assassinato da quattro individui che, seppur continuino a sfidare con prepotenza i tanti che gliela farebbero pagare, girano liberi come nulla fosse accaduto. Grave è che gli anziani del posto abbiano accettato una violenza del genere, una violenza che veicola la capacità di far del male ad altri esseri umani. I delitti, brutali e sadici, sono e restano delitti, anche se la vittima è “solo di un cane”.


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