“Latte nobile”, storie di terra di coraggio di futuro

Essere consumatori critici e non passivi, ma soprattutto volersi bene e salvaguardare la propria salute. Gianfranco Nappi e il suo libro Latte Nobile

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di Tonia Ferraro

Portici (NA) – Lo scorso venerdì 20 novembre a Villa Fernandes, bene confiscato al clan camorristico Rea, è stato presentato il libro di Gianfranco Nappi “Latte nobile. Storie di terra di coraggio di futuro”.

Al dibattito, moderato da Leandro Limoccia, vicepresidente dell’associazione Libera, oltre all’autore hanno partecipato don Tonino Palmese, salesiano e Vicario Episcopale per la carità della Diocesi di Napoli, e il professor Gianni Cerchia, docente di Storia Contemporanea all’Università del Molise.

Presente anche Adriano Gallevi, agronomo, referente della divulgazione legata al progetto NOBILAT co-finanziato dalla Regione Campania con la misura 124 del PSR, promosso dall’ANFoSC (Associazione Nazionale Formaggio Sotto il Cielo).

L’autore Gianfranco Nappi, già assessore regionale all’Agricoltura e quindi deputato, è anche editore della collana di libri Oltre il giardino”, di cui sono stati già pubblicati “Si cucine cumme vogl’ ì …” –  un testo incompleto di Eduardo De Filippo dato alle stampe con l’autorizzazione del figlio Luca – e la ristampa del capolavoro di Emilio Sereni . laureatosi in Agraria proprio a Portici – “I napoletani da mangiafoglia a mangiamaccheroni”.

Il terzo volume edito è sul Latte Nobile. Il latte, l’alimento primario. Questo libro parla di passione per l’agronomia ma è soprattutto una particolareggiata testimonianza sulla storia “ … della più importante esperienza di innovazione nel mondo del latte” che potrebbe applicarsi ad altri settori dell’agricoltura nel pieno rispetto della dignità dell’Ambiente e del lavoro dell’uomo.

Infatti Nobilat dà all’allevatore il giusto prezzo, il doppio rispetto a quanto ottiene dalle altre raccolte di latte, venendo così aiutato nella gestione dell’azienda, che opera nel pieno rispetto della legalità e dell’Ambiente. Latte Nobile sul mercato ha perciò un prezzo di poco maggiore rispetto a quello degli altri latti in commercio.

Un disciplinare rigoroso prevede che gli animali vengano allevati all’aperto e che si foraggino con sette tipi di erbe diverse. Il disciplinare comporta infatti l’alternanza di pascoli, ma soprattutto che gli animali da latte non vengano stressati con produzioni intensive, che abbiano spazio sufficiente nelle stalle. Perciò Latte Nobile è “ … ricco di acidi grassi insaturi, di omega 3, di beta carotene e di tante altre sostanze che fanno bene al cuore, al fegato, al colesterolo e che lo rendono digeribile … Perché un latte possa definirsi “Nobile” il rapporto omega6/omega3 deve essere inferiore a 4 (negli animali al pascolo, esso è uguale ad 1 in quanto gli animali mangano solo erba che è ricchissima di omega3). Nel caso degli animali stallini che danno il latte Nobile attualmente in commercio, tale rapporto è di 3, mentre nel latte di Alta Qualità il rapporto è oltre 8”.

Negli attuali allevamenti le lattifere hanno una vita produttiva corta. Usurate dalla superproduzione, vivono 7 o 8 anni, mentre in natura potrebbero arrivare fino a 40 anni. E infatti le vacche del progetto Latte Nobile muoiono di vecchiaia.

ILatte nobilel target del libro di Gianfranco Nappi “Latte nobile. Storie di terra di coraggio di futuro” è risvegliare l’amore per la terra soprattutto nei giovani e sottolineare quanto la coltivazione tradizionale dei nostri avi sia quella più giusta. Non solo: acquistare prodotti di aziende dove vengono rispettati i contratti di lavoro e che inoltre non si sottomettono al “pizzo” garantisce che i nostri soldi non vadano a finire nelle tasche di organizzazioni camorristiche.

Il progetto Latte Nobile dando garanzie ambientali e di legalità, sollecita ad un consumo critico, non passivo: una strategia intelligente per salvaguardare la nostra salute e il futuro del mondo.


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