Le varianti onomastiche di questa pratica sono entrate a tutti gli effetti nel gergo giornalistico italiano, soprattutto per quanto concerne la yellow press: la lobby, il lobbista (colui che rappresenta la lobby), praticare lobbyng.

I connotati negativi emergono dai toni utilizzati ma, in generale, si può dire che nei paesi dell’Unione Europea la diffusione del fenomeno è abbastanza stigmatizzata, con la dovuta eccezione della Germania, con il suo neo-corporativismo, e della Gran Bretagna, da cui deriva l’etimologia stessa del termine: l’anticamera in cui i gruppi provavano a intercettare le forze politiche nel momento in cui questi si dividevano per prendere decisioni collettive.

LOBBYINGNegli Stati Uniti il fenomeno è pienamente integrato: i gruppi di interesse esercitano delle pressioni sul Congresso e sui vertici dell’esecutivo per l’approvazione di misure che favoriscano talora una parte piuttosto che un’altra. Non si tratta di attività fantasma o cultura del clientelismo, bensì di una forma differente di rappresentanza che mette sulla bilancia le richieste delle diverse voci e alla fine accontenta la voce più forte (per numero o per influenza).

LOBBYING2Il modello rispecchia la natura politica statunitense volta a tutelare le libertà dell’individuo. Addirittura, nel primo emendamento del Bill of Right la Corte Suprema ha rilevato un’interpretazione che permette a gruppi minoritari di difendere i propri interessi particolari. Una delle prime leggi federali in materia risale al 1913 con l’Anti-lobbying Act, per poi arrivare al Lobbying Disclosure Act del 1995 in cui si esige una registrazione e una dichiarazione esplicita da parte dei gruppi sul reperimento dei fondi e sul loro utilizzo.
Le lobby possono presentarsi in ogni ambito: da un punto di vista politico, economico e religioso i gruppi più forti e più noti sono rappresentati dall’American Israel Public Affairs Committee, la lobby sionista, e la National Rifle Association, la lobby delle armi. Tutto trasparente e alla luce del sole, con scambi di milioni di dollari.

LobbyNon è detto, però, che la popolazione sia del tutto entusiasta della presenza di questa categoria. Nel Partito Democratico, dopo l’annuncio dei 675 mila dollari versati a Hillary Clinton dalla Goldman Sachs, Bernie Sanders sembra aver recuperato parecchi elettori, soprattutto tra i giovani. Tra i punti inseriti nel suo programma: istituzione di un sistema sanitario nazionale, riabilitazione del Glass-Steagall Act (separazione fra banche di risparmio e banche d’investimento), università pubblica gratuita finanziata con imposte sulle operazioni di borsa, salario minimo orario di 15 dollari, messa al bando di lobby e grandi finanziatori nei rapporti con i candidati.


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