La vita è tutta un quiz? Il Rischiatutto | TV e Dintorni

La storia della televisione italiana è costellata di quiz televisivi, tanto che possiamo dire che, citando una nota sigla televisiva,  “la vita è tutta un quiz”.

Come tutte le cose, anche il quiz televisivo si è evoluto, trasformato, in molti casi spettacolarizzato. Ma di sicuro non ha guadagnato in qualità.

Probabilmente con “Lascia o raddoppia”, nato nel 1956, per la prima volta l’Italia si ritrova a parlare la stessa lingua da nord a sud. Lo presenta un certo Mike Bongiorno, antesignano dei  vari Carlo Conti, Fabrizio Frizzi, Amadeus ecc…  che la buonanima mi perdoni i paragoni.

E’ ancora Mike che conduce un altro importantissimo telequiz nel 1970: Rischiatutto. I cervelloni che partecipano a questi programmi sono preparatissimi in particolari materie e in cultura generale. Chi, della mia generazione, non ricorda Massimo Inardi, parapsicologo bolognese esperto di musica classica, diventato famoso per la sua formidabile memoria?

Divenne famosa anche la signora Longari, per ben altri motivi: “ahi ahi signora Longari, mi è caduta sull’uccello” esclamò Mike Bongiorno dopo che la signora sbagliò una risposta di ornitologia. Mai frase fu più infelice e brillante allo stesso tempo.

Gli anni 70 sono gli anni d’oro di mamma Rai, con grandi quiz, quasi tutti condotti da Mike oltre che da Pippo Baudo.

La Tv commerciale nel 1983 controbatte con Canale 5 e “Il pranzo è servito” condotto dall’ironico, e stralunato, Corrado. Il quiz si colloca nella fascia oraria del pranzo, ed è evidentemente rivolto alle famiglie, perchè veloce e semplice.

Inizia una nuova fase per il telequiz: da divulgatore d’informazione si trasforma in un vero e proprio spettacolo. L’evoluzione la vediamo anche nella figura della valetta: nata come partner silenziosa del conduttore, nel corso degli anni diventa parte realmente attiva dello show.

Da telequiz di spessore come “Lascia o raddoppia”, “Rischiatutto”, “Scommettiamo”, passiamo a trasmissioni come “Ok il prezzo è giusto”, “il gioco delle coppie”, “Tra moglie e marito”, ecc.

Ma veniamo ai giorni nostri: l’offerta è praticamente infinita e copre tutte le fasce orarie, in particolare il preserale. La preparazione culturale per parteciparvi non è più necessaria, le domande sono perlopiù facili e con la possibilità di scegliere fra poche risposte preconfezionate. Importantissimo non è più il fattore QI (quoziente d’intelligenza) ma il fattore C…

Così è facile assistere a domande tipo: “Come si chiama il nipote di Paperon di Paperoni?”, e risposte a scelta tra 1) Napoleone, 2) Robison Crosuè, 3) Giulio Cesare, 4) Paperino. Non ci crederete… ma c’è chi ha dovuto pensarci.

Recentemente, in un telequiz preserale, un baldo giovanotto ha collocato il Monte Bianco in Sardegna.

Un altro ha indicato Mattarella come Presidente del Consiglio. Una perla la risposta di una campionessa alla domanda «di cosa sono fatti gli zoccoli olandesi?». Risposta? «Di peli di mucca».

Per non parlare della confusione sulle date storiche: Alla domanda «in che anno Adolf Hitler viene nominato cancellier», con 4 risposte tra cui scegliere, ben 3 concorrenti, uno dopo l’ altro, hanno fatto un bellissimo tris di errori, indicando nell’ordine: 1948, 1964, 1979. Altro quiz, altra emittente «Qual è lo Stato più esteso dell’Europa?», risposta: «l’America»

Chi come me era ragazzo alla fine degli anni sessanta, dovrebbe ricordarsi di un telequiz in cui si dovevano indovinare i mestieri che facevano alcune persone. Tra loro vi erano muratori, idraulici, medici, pescatori ecc.

Se capitate su RAI UNO “subito dopo il Tg” ( e qua m’inchino citando Renzo Arbore) v’imbatterete in un programma analogo, ma fra i mestieri ci sono: chi disegna cammelli, chi fa occhiali di lana, chi veste grattacieli… probabilmente non mancherà chi pettina giraffe o smacchia leopardi.

Chi non crede al fatto che la TV sia uno specchio dei tempi… è servito.

 

 


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