La vedova Winchester

Una vera storia da brivido o una storia vera da paura?

Tratto da una storia vera: il dottor Eric Price viene chiamato per fare una perizia psichiatrica a Sarah Winchester, vedova di William, inventore del fucile omonimo. La signora è convinta che la sua famiglia sia maledetta dalle anime delle persone uccise dai fucili Winchester, pertanto ogni volta che ha una visione, fa costruire nella propria casa una nuova stanza che riproduce fedelmente la location in cui si è verificato l’assassinio di una determinata persona. Il fantasma rimane nella sua stanza il tempo necessario per trovare la pace e lasciare questo mondo, dopodiché la stanza viene demolita. Quale sarà l’esito della perizia del dottore? Confermerà la storia della donna o la giudicherà incapace di intendere e volere?

Winchester House è tutt’oggi visitabile a San Josè in California. I due registi Michael e Peter Spierig firmano anche la sceneggiatura del film e lo girano in Australia, ricostruendo fedelmente tale location. In un’intervista Helen Mirren (che interpreta Sarah Winchester) dichiara che la casa originale è molto piccola, in quanto la vera Sarah era molto minuta ed aveva costruito gli ambienti con le sue proporzioni.

Il film si regge su una forte suspense che non abbandona mai le scene, e sull’interpretazione del “premio Oscar” Helen Mirren, inquietante al punto giusto e convincente. Gli altri attori, per quanto bravi, non reggono il confronto con la protagonista. I registi rendono la tensione sempre viva, non ci sono scene scontate o splatter, ma tutto è rappresentato in maniera elegante e chiara. Fanno notevole uso del jumpscare (in italiano “salto di paura”), la tecnica con la quale si spaventa lo spettatore con eventi improvvisi o inaspettati.

Fonte: blog.screenweek.it

Sarah Winchester è presentata come una donna divorata dai sensi di colpa per le vittime dei fucili: continua a costruire incessantemente nuove stanze nella sua casa per gli spettri ed introduce la produzione di pattini a rotelle nella sua azienda. Il pubblico conosce la donna piano piano, vedendola con gli occhi del dottor Price. I tormenti della donna sono un veicolo per esprimere una critica contro la diffusione delle armi da fuoco (che in America è causa di continue stragi) e l’uso spregiudicato delle stesse: la descrizione delle persone decedute e del loro assassinio mostra al pubblico il vero orrore.

La trama è lineare, non ci sono formule magiche o intrecci narrativi complessi, ma la regia dei due gemelli australiani rende piacevole e scorrevole l’ora e quaranta di visione. Sicuramente dopo il film viene la curiosità di andare a visitare la vera casa.

 

La classifica

La forza interpretativa di Helen Mirren è talmente grande da lasciarla sola sul podio: l’intero film si basa sulla sua interpretazione. Quando compare in scena sembra essa stessa un fantasma (quasi “la sposa cadavere”), ma non appena alza il velo l’attrice tira fuori un’energia che trascina con sé tutti i componenti del cast. Helen sa mostrare tutti i lati di Sarah: donna apparentemente aggressiva e forte, ma completamente lacerata dai sensi di colpa per le vittime dei Winchester e profondamente addolorata per la perdita della figlia e del proprio marito. Prende su di sé tutti i fardelli della famiglia, facendo di tutto per aiutare i fantasmi che abitano nella Winchester House.

Fonte: www.foxlife.it


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