La prima serata | Sanremo 2018

Via a Sanremo: Fiorello apre e scalda la platea. Disturbatore in sala è lui il protagonista. Simpatico Favino. Bella e brava la Hunziker

Lentino, come Baglioni, menomale che ci sono i suoi compagni di viaggio e superstiti capaci di dettare i tempi di uno show che, se fosse dipeso solo da Baglioni e le canzoni, avremo avuto la palpebra calante dopo dieci minuti.

Favino, dunque, è bravo, divertente nel suo spazio dedicato alla parola, che poi diventa la dimostrazione che lui canta, e non certamente come me sotto la doccia. Michelle ormai è una certezza: emozionantissima, innamoratissima eppure così capace di dettare i tempi dello spettacolo, di presentare i cantanti, di interagire con un’età media davvero alta! Al termine della serata arriva la classifica: nell’area più bassa ci sono:

  • Red Canzian
  • i Decibel
  • Diodato e Roy Paci
  • Avitabile e Servillo
  • Facchinetti e Fogli
  • Le vibrazioni
  • Renzo Rubino.

Nell’area centrale:

  • Barbarossa
  • Elio e le Storie tese
  • Caccamo
  • Biondi
  • The Kolors
  • Vanoni-Pacifico-Bungaro.

Nella zona più “alta”:

  • Annalisa
  • Lo Stato sociale
  • Max Gazzè
  • Meta-Moro
  • Zilli
  • Noemi
  • Ron.

Nessuno viene eliminato ma la classifica è coerente almeno con il primo ascolto. Su Lo stato sociale abbiamo qualcosa da dire, Meta e Moro rischiano l’eliminazione. Il sito altrospettacolo.it, segnala che il brano, presentato per l’edizione di Sanremo Giovani del 2016, avrebbe molte similitudini nel testo e nella melodia con Non mi avete fatto niente. La questione va approfondita.

La serata

La sigla è un omaggio di tutti i cantanti in gara: un coro delicatissimo. Il Festival, vero e proprio, si apre con la simpatia di Fiorello, lo scalda pubblico della prima serata. Una selezione di canzoni dei capitani coraggiosi, Morandi e Baglioni, è davvero esilarante: Fatti mandare dalla mamma & Co. rivisitate, con musica completamente diversa e arrangiamenti unici.

Le canzoni sono un po’ come i profumi: evocative!

Baglioni entra e racconta il concetto di canzone: semplice, uniche, miracolose.

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Pierfrancesco Favino è divertente. Ha i tempi di un attore e la mimica giusta per divertire il pubblico che lo applaude. Insieme a Baglioni annuncia Michelle Hunziker, fascina in un vestito nero lungo e lunga scollatura sul seno. Emozionata, tesa come una corda di violino, ma è capace, spigliata e quella sua emozione piace e non distrae.

La prima serata del Festival

Annalisa inizia e canta “Il mondo prima di te”. «Ritorniamo giù, lungo distese pericolose senza difese» dice la sua canzone. Lei canta e discese pericolose ne fa ma la sua voce la segue. Brava e bella nel suo total black corto. Segue Ron, con “Almeno pensami”, una canzone inedita di Lucio Dalla. Difficile che non piaccia. «Sempre più lontano, o dentro a questa goccia che mi è caduta sulla mano»: una poesia. La sua prima serata è classica dopotutto canta il grande Lucio e non bastano parole per descrive le vibrazioni bellissime che emana la sua voce. Voi lo avete visto Lucio sul palco?

Dai The Kolors, invece, ci si aspettava di più. Viene il dubbio che le loro canzoni siano belle solo in inglese: all’Ariston è la prima volta che cantavano in italiano. La loro Frida (Mai, mai, mai) è musica ma non parole.

Posso dire? Mi aspettavo altro da Max Gazzè e dalla sua La leggenda di Cristalda e Pizzomunno. E’ proprio il caso di dire: mai crearsi grosse aspettative nella vita: tanto poi sono disattese! A Max diamo il beneficio del dubbio… anche al suo look Domopak!

La serata continua con Laura Pausini ai ferma ai box. A telefono annuncia che sabato sarà al Festival: speriamo che le torni la voce. A “riempire” il suo spazio ci pensa Fiorello che con Baglioni canta E tu.

Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico cantano “Imparare ad amarsi”. «Bisogna imparare a lasciarsi quando è finita», dice il loro testo bellissimo. E’ una ballata strappalacrime e strappa applausi. I tre sul palco sono classici. La Vanoni sfoglia un vestito pantalone a palazzo bianco/argento e tanto botulino (ooops!). Ermal Meta e Fabrizio Moro: “Non mi avete fatto niente”. «Tutto va oltre le vostre inutili guerre» e la canzone continua così: semplicemente bella. Il sociale, pare l’unico esempio, arriva e colpisce. Si parla di guerra e di pace. Chiude la prima parte Mario Biondi che canta “Rivederti”. E lui non disattende le aspettative. La sua canzone è bella e la musica è soul al punto giusto.

La prima serata del Festival sui social

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[Seguono aggiornamenti]

 


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