La bufala è servita. La “leggenda” degli immigrati negli alberghi di lusso a discapito dei terremotati

La BUFALA è servita!

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“Il dramma di Internet è che ha promosso lo scemo del villaggio a portatore di verità”  (Umberto Eco) questa frase del noto scrittore semiologo, recentemente scomparso, fotografa perfettamente l’attuale contesto “socio-mediatico”, che interessa soprattutto i social network.

Infatti sono proprio le piattaforme digitali come facebook e twitter ove si verifica maggiormente il fenomeno dell’ equivoco, ovvero la diffusione dell’idea di pretendere di conoscere la verità delle cose per il semplice “sentito dire”, facendo si che tali piattaforme diventino un vero e proprio “regno delle bufale”.

Ciò è dovuto alla cattiva abitudine di inoltrare notizie soltanto sull’onda dell’emotività che genera il “titolo” senza alcun approfondimento dei contenuti, senza cliccare sul link magari anche solo per verificare la fonte, ed è così che la bufala corre sul web!

Lo scopo di questa rubrica sarà appunto quello di “sviscerare” queste varie bufale, risalire alle fonti per verificare quanto ci sia di vero o di falso!

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Apriamo la rubrica con una delle bufale più diffuse nel web, quella che maggiormente stuzzica l’immaginario collettivo degli italiani: la vecchia storia degli immigrati ospitati in alberghi di lusso (mentre gli italiani stanno in mezzo alla strada).

 

Lampedusa, centro d'accoglienza
Lampedusa, centro d’accoglienza

Tutto ciò ha una origine ben precisa, risale ad un post di Matteo Salvini su “Il Populista”, un blog legato alla Lega Nord, in cui l’europarlamentare leghista nel mese d’agosto 2016 pubblicava alcune foto di lussuosi hotel che ospiterebbero immigrati alle spese dello Stato.

Da allora tale “pseudo notizia” si è diffusa in maniera virale sui vari social, incrementando ulteriormente i pregiudizi sugli immigrati alimentati anche dal diffuso sentimento di sgomento causato dai tragici fatti legati al tremendo terremoto che ha colpito il centro Italia nello stesso periodo.

Il centro di Amatrice dopo il terremoto, 24 agosto 2016 (ANSA/ ALBERTO ORSINI)
Il centro di Amatrice dopo il terremoto, 24 agosto 2016 (ANSA/ ALBERTO ORSINI)

Il contenuto del post di Salvini su Il Populista (il cui “nome” è tutto un programma!) faceva riferimento agli italiani terremotati costretti a vivere in tenda mentre gli immigrati alloggiavano in lussuosissimi hotel, con tanto di foto che ritraevano presunti immigrati che se la spassavano in piscina (poco importava la vera origine di quelle foto che magari potevano ritrarre normalissimi turisti benestanti che avevano la unica colpa d’esser “di colore”).

Ebbene tale bufala è totalmente infondata per due motivi: il primo perché in caso di terremoti almeno per i primissimi giorni è “cosa normale” alloggiare in tenda, il secondo motivo è che nessun hotel di lusso ospita degli immigrati.

Andiamo con ordine:

  • Perché i terremotati dormono nelle tende; 

alloggiare i terremotati nelle tendopoli regolarmente allestite dalla protezione civile è una normalissima prassi in questi casi, poiché in fase di “sciame sismico” le tende sono i luoghi più sicuri (la loro struttura non è compromessa dalle scosse di terremoto) mentre gli alberghi (specie quelli dell’area sismica) corrono il medesimo rischio di crollare (basti pensare a quanto è successo all’Hotel Rigopiano). Ovviamente si tratta di soluzioni temporanee, poiché il secondo step prevede una progressiva sistemazione degli sfollati in container o in una sorta di “prefabbricati mobili”, tutto ciò in attesa di una soluzione definitiva che prevede o la ricostruzione delle case danneggiate o una nuova definitiva sistemazione.

Tendopoli

Dunque ospitare i terremotati negli hotel nella stessa maniera in cui “verrebbero” ospitati gli immigrati non è una soluzione ideale per due motivi: primo perché (come abbiamo appena detto) gli stessi Hotel delle regioni centrali sono ugualmente a rischio durante l’attività sismica della terra, il secondo è che gli stessi sfollati non vogliono lasciare né le loro case né la loro terra! E nemmeno vorrebbero essere sistemati in alberghi situati più lontano al sicuro dalla “zona sismica” (magari sulla riviera romagnola), poiché questo significherebbe rinunciare alla loro terra, al loro lavoro, e vivere in una sorta di stato perenne di “rifugiati”, quando loro, invece, vogliono riprendere la loro vita, tornare a lavorare e ritrovare una certa “normalità” nei limiti del possibile. E (paradossalmente) vivere nei container, mantenendo i contatti con il proprio territorio e la propria comunità, è quanto più si avvicina ad una vita sociale “normale” (senza dimenticare che, purtroppo, parecchi di loro avranno un qualche parente ancora disperso o intrappolato tra le macerie o sotto la neve, ragion per cui sul momento non hanno alcun interesse a trovare una rapida sistemazione in qualche lontano albergo).

  • La bufala degli immigrati negli alberghi di lusso;

Bisogna fare una prima distinzione tra il termine “immigrato” e il termine “profugo”, quest’ultimo si riferisce a chi vive uno stato di “rifugiato richiedente asilo”per motivi politici. Il profugo, dunque, è una persona che scappa da una guerra oppure un “perseguitato politico”, magari un “dissidente” di un regime totalitario che si trova in stato di esilio (molti di loro sono persone che scappano dalla devastante guerra in Siria). Ebbene, fatta questa precisazione, un primo elemento su cui è necessario fare chiarezza è che se esistono dei sussidi da parte delle istituzioni questi sono rivolti appunto ai profughi (non agli immigrati in senso lato), ma di sicuro nessuno di essi risiede in alberghi di lusso, vengono ospitati in strutture semplici e il più delle volte spartane.

Inoltre nessun profugo (o immigrato) fa una vita agiata grazie a presunti sussidi economici da parte dello Stato italiano, poiché la famosa somma di “30 euro al giorno” tanto decantata è sì realmente erogata ma non direttamente dal nostro paese, bensì dal “Fondo europeo per i rifugiati e richiedenti asilo” e viene erogata direttamente ai titolari delle strutture ospitanti come “rimborso spese”, non vanno affatto nelle tasche dei profughi che invece ricevono al massimo un bonus giornaliero di 2,5 euro al giorno (il pocket money).

Aleppo (Siria)
Aleppo (Siria)

Nel famoso post di Matteo Salvini su Il Populista venivano mostrate anche delle immagini di lussuose strutture alberghiere che, secondo l’europarlamentare leghista, ospiterebbero degli immigrati alle spese dello stato. Da lì tutti i suoi vari “simpatizzanti” hanno diffuso a macchia d’olio questa “notizia”, in certi casi producendo addirittura dei “meme” che ritraevano degli immigrati che se la spassavano in sontuose piscine di un qualche imprecisato hotel (senza alcuna attenzione alla presunta fonte di origine di quelle foto, che magari ritraevano dei semplici turisti “di colore” in vacanza che potevano essere addirittura attori famosi o sportivi di una qualsiasi parte del mondo).

uno dei tanti "MEME" diffusi nel web
uno dei tanti “MEME” diffusi nel web

Su quel post Salvini citava anche alcuni nomi di hotel sparsi nella nostra penisola. Ebbene tutte queste notizie si sono infine rivelate (ovviamente) del tutto infondate!

Infatti tramite una indagine (che pubblicheremo nel prossimo articolo) possiamo tranquillamente affermare che non esiste alcun “albergo di lusso” che ospita profughi o immigrati a discapito del “turismo regolare” e della economia ristorativa italiana, poiché nella maggior parte dei casi si tratta di strutture completamente riadattate  che non assomigliano, se non nella forma esterna, a un hotel (in qualche caso si tratta di ex alberghi a quattro stelle, dove delle quattro stelle non è rimasto quasi niente e mai le otterrebbero in una classificazione attuale).

  • Come funziona:

Il Fondo Europeo per i rifugiati e i richiedenti asilo si basa sul sistema delle “C.A.S.”, Contributo per l’Autonoma Sistemazione devoluto agli albergatori che decidono spontaneamente di partecipare a un regolare bando della prefettura per l’accoglienza dei rifugiati, trasformando le loro strutture in veri e propri “centri per la seconda accoglienza”.

I circa 30/35 euro a persona al giorno che vengono corrisposti dalla prefettura devono essere usati per garantire i servizi minimi  e volti anche a favorire l’integrazione delle persone ospitate temporaneamente, dalla scuola di italiano, al trasporto, all’assistenza psicologica.

La maggior parte di queste strutture sono degli ex alberghi chiusi da tempo e rilevati da cooperative Onlus impegnate nel terzo settore, oppure alberghi ancora in attività che decidono di aderire al piano d’aiuti umanitari per una momentanea “carenza di clienti”.

Questo programma d’assistenza umanitaria europea è rivolto (come già detto) principalmente ai rifugiati che scappano dalle guerre o che richiedono asilo politico, è pur vero che tra di essi si “mescolano” magari alcuni migranti che non hanno niente a che fare con tutto questo, ma ciò è dovuta ad una certa difficoltà logistica nel gestire i vasti flussi migratori.

Comunque sia è certo che il programma europeo d’accoglienza non causa nessun “danno volontario” alla economia ristorativa italiana!

 


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