Proverò ad azzardare una comparativa – di massima -tra le condizioni che ha trovato, all’esordio, la legge truffa del ’53 e quelle attuali, con la riforma costituzionale del 2016.

Il punto di partenza è banale: oggi come ieri ci sono forze politche che si sentono minacciate dall’elettorato. La questione è affatto nuova: come ogni Sistema, al di là delle pie intenzioni dei padri nobili, anche quello partitico è governato dalla Legge ferrea delle Oligarchie, teorizzata (empiricamente) in questi termini dal politologo tedesco Robert Michels ad inizio ‘900, ma che sostanzialmente era stata preconizzata in termini maggiormente poetici e apparentemente distanti con enorme anticipo (Esodo, 20, 2-6). E proprio per rappresentare “meglio” questo elettorato (…) i partiti stanno intervenendo sui meccanismi di rappresentanza della società democratica. Esattamente come ieri, per fare ciò, è stato usato il vincolo (o pericolo) esterno: ieri si chiamava comunismo od Unione Sovietica, oggi si chiama Mercato, o peggio, Stabilità.

Mi potrei anche fermare qui, dunque, dato che non c’è nulla di nuovo sotto il sole. Per chi volesse continuare nella lettura, invece, è allora d’obbligo una piccola premessa. Lo faccio – alla mia maniera – con una semplicissima metafora, non me ne vogliano più abili giuristi, politologi e commentatori: se siamo in casa nostra (ammesso di saper con precisione cosa sia “nostro” e cosa di “altri”) ci aspettiamo di poterci muovere con tutta la “libertà” possibile: andare in cucina, tornare all’ingresso, salire su di una sedia, aprire una porta, etc. Ecco, questa è “libertà” (nella mia metafora, ovviamente). E’ evidente che, prendere la sedia già occupata da un altro, è però esercizio di libertà che lede quella altrui, per cui è necessario stabilire alcune regole di convivenza, visto che anche a casa nostra non siamo gli unici ad abitare, e che comunque le interazioni con gli altri anche fuori casa per noi sono spesso vitali. Ecco, banalmente, per questi motivi sono stati redatti le norme, i codici e gli statuti del passato, le dichiarazioni internazionali e le moderne costituzioni nazionali. Data la complessità della realtà – fuor di metafora – si è posto sin dagli albori il problema del governo e delle decisioni.

Giacomo Matteotti il 30 maggio 1924 pronunciò un duro discorso alla Camera dei Deputati contro le violenze e le intiidazioni fasciste durante le elezioni che, grazie alla modifica della legge elettorale (den. "Acerbo"), resero anche sul piano formale incontrastabile il regime. Oggi 10 giugno ricordiamo l'anniversario del rapimento e assassinio del giovane politico.
Giacomo Matteotti il 30 maggio 1924 pronunciò un duro discorso alla Camera dei Deputati contro le violenze e le intiidazioni fasciste durante le elezioni che, grazie alla modifica della legge elettorale (den. “Acerbo”), resero anche sul piano formale incontrastabile il regime. Oggi 10 giugno ricordiamo l’anniversario del rapimento e assassinio del giovane politico.

Ciò che sta avvenendo, in Italia, in Europa e nel mondo, è qualcosa di molto complesso, esattamente come ieri. La differenza sta nella percezione che possiamo averne – oggi a differenza del passato – anche grazie alla interconnessione dell’era digitale. Ammesso, però, che questa possa poggiare su un’adeguata libertà di informazione ed espressìone, su un’alfabetizzazione estesa, un’acquisita capacità critica, una discreta disponibilità economica, ed altri fattori che dobbiamo assumere per “dati”, ma che non necessariamente sono tali… non lo sono certamente per tutti nello stesso modo ed in ogni luogo, di certo.

Ma con buona approssimazione ci troviamo senz’altro in condizioni differenti rispetto, ad esempio, al secolo scorso. Questo proprio perchè pochi anni prima era stata approvata quella Costituzione della Repubblica (a dispetto di tutti i tentavi di ammazzarla fin prima della nascita).

Giovi poi ricordare che, oggi come ieri, ci sono dinamiche di partito – organi costituzionalmente previsti per la concorrenza democratica della nella vita politica del Paese – che determinano le scelte che condizioneranno per i prossimi decenni il nostro futuro. Oggi come ieri alcuni di questi partiti hanno consenso e governano, mentre altri sono all’opposizione. Questa concorrenza che ogni libero Mercato conosce è necessaria ed allo stesso tempo combattuta dagli attori – lato offerta – del Mercato.

Se tutto quanto fin qui esposto vi trova d’accordo, vuol dire che gli “effetti” delle decisioni che vengono prese altrove hanno una eco differente (rispetto al contesto assunto come riferimento). Ciò però non vuol dire che avranno anche reazioni e conseguenze diverse: per far si che ciò accada, beh, questo non dipende più dai nostri nonni, dai padri costituienti o dal nostro passato. Stavolta dipende da noi.


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