o-GUERRA-DI-CRIMEA-facebookDopo il periodo dei gravi disordini avvenuti nel 1848, che colpirono colpito l’intero continente, l’Europa si avviava ad una nuova fase di pace e tranquillità con la restaurazione di tutti i valori e i contenuti compresi nel Congresso di Vienna del 1815 e messi in dubbio nei moti del ’48; ma ciò non significa che la situazione fosse immobile. In Francia Napoleone III pensava di ripercorrere i passi dello zio, l’Austria revocava la Costituzione così come fu fatto in Francia, la Prussia cercava accordi per conservare la Confederazione germanica, mentre nel Regno di Sardegna si stava per affacciare sulla scena politica Camillo Benso conte di Cavour, artefice dell’unità d’Italia.

In tutto ciò, l’Impero Ottomano era in profonda crisi, con un esercito arretrato e con un’economia debole, con nazionalismi interni ed un impero vastissimo, queste alcune delle cause di “malattia” dell’impero. I russi ne erano ben a conoscenza, ed erano decenni che provavano ad allargare i propri possedimenti fino agli stretti, controllati dagli inglesi, in modo da poter controllare il commercio che andava dal Mar Nero fino al Mediterraneo, il commercio che collegava con il ricco mondo orientale. Con queste premesse, la Russia decise di iniziare la guerra.

guerra_crimeaIl pretesto della guerra venne dalla Palestina, infatti i cattolici e gli ortodossi si stavano contendendo il possesso dei luoghi santi. Nonostante la concessione del 1852 da parte del sultano alla Chiesa greca-ortodossa di quasi tutti i privilegi, lo Zar chiese, tramite una missione a Costantinopoli, di riconoscere la protezione diretta russa sui fedeli ortodossi presenti all’interno dell’Impero Ottomano. Dopo il rifiuto del sultano, che vedeva nell’accordo una perdita della propria sovranità, lo Zar ordinò la mobilitazione dell’esercito, che il 3 luglio iniziò l’occupazione della Valacchia e della Moldavia.

crimea 2 italiaIntanto le potenze europee non riconobbero le nuove conquiste russe. L’impero Ottomano, anche se con un esercito nettamente più debole e mal organizzato, iniziò la resistenza all’interno dei propri territori. La Francia e l’Inghilterra iniziarono ad ipotizzare un intervento diretto: Napoleone III in Francia cercava in tutti i modi un conflitto per elevarsi al livello di genio militare come lo zio, l’Inghilterra voleva in tutti i modi evitare che i russi ottenessero il controllo dello stretto del Bosforo e dei Dardanelli. Il 10 aprile del 1854 le due potenze strinsero alleanza e dichiararono guerra alla Russia. Intanto l’Austria da sempre alleata con la potenza russa, si impegna a sua volta con la Prussia ad ottenere lo sgombero, da parte dello Zar, dei territori occupati per non perdere il controllo delle bocche del Danubio.

crimea 1Alla guerra partecipò anche un piccolo contingente del Regno di Sardegna, che si alleò contro la Russia.
L’idea dell’intervento piemontese nella guerra fu sottoposta a Cavour, presidente del Consiglio, già nell’aprile del 1854. Il Regno di Sardegna in un primo momento optò per la non belligeranza, ma con l’andamento della guerra e la paura di un vero e proprio isolamento, anche contro il parere di alcuni organi politici, il Piemonte entrò in guerra. Il 25 aprile del 1855 partivano quasi 20.000 uomini dal porto di Genova, i quali, dopo una breve sosta a Costantinopoli, arrivarono in Crimea.

Dragoons In CrimeaCon l’entrata in guerra di Francia, Inghilterra e Regno di Sardegna, lo Zar fu costretto ad abbandonare i territori appena conquistati e dovette iniziare una guerra difensiva. Dopo molti scontri campali, sia nel Mar Nero che nel Pacifico, l’intera guerra si risolse in Crimea, piccola penisola nel mar Nero, precisamente nel lungo assedio di Sebastopoli. La guerra fu atroce e tantissimi furono i morti, le condizioni igieniche causarono il diffondersi del colera e i bombardamenti furono continui, molti testimoni parlarono di vere e proprie trincee di uomini per difendersi dagli attacchi degli eserciti avversari e si arrivò ad oltre un milione di morti. Il 16 gennaio del 1856, il nuovo Zar Alessandro II decise di capitolare, arrendendosi agli alleati europei.

La guerra si concluse definitivamente con i trattati di pace di Parigi. Il congresso di pace per la Crimea si riunì dal 25 febbraio al 16 aprile e vi si stabilì l’autonomia della Moldavia e della Valacchia che rimasero formalmente sotto il controllo dell’Impero Ottomano, fu imposta la smilitarizzazione del Mar Nero e il trasferimento della foce del Danubio dal controllo russo a quello moldavo. Fu presente al Congresso anche Cavour, il quale, anche se non riuscì ad ottenere ciò che si era prefissato prima del conflitto (territori nella penisola italiana da sottrarre all’Austria o al Papato) riuscì per la prima volta a mettere in evidenza la questione italiana e le difficoltà e le arretratezze presenti negli altri stati della penisola. La guerra di Crimea fu essenziale, nel disegno delle alleanze europee, per il Risorgimento italiano.

 


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