LA FUSIONE A FREDDO… o meglio … IL FREDDO SULLA FUSIONE

di Enzo Famiglietti (*)

Il 30 giugno scorso ho assistito ad un interessante incontro in Villa de Ruggiero, di Nocera Superiore,13498025_1618563161787999_7413085840952931190_osul tema della fusione dei Comuni di Nocera Inferiore e Nocera Superiore. Premetto, per amore di chiarezza, che la mia posizione personale sull’argomento è che il processo di unificazione si può conseguire solo allorquando le entità da fondere si equivalgono, altrimenti si dovrebbe parlare di “annessione” (o peggio di “inglobamento” come recita brutalmente la legge) e non di fusione, ma qui mi preme rendere merito ai relatori ascoltati, per la completezza e la chiarezza dell’esposizione.

L’iniziativa, voluta chiaramente da soggetti favorevoli alla fusione, mi è sembrata utile e costruttiva perché ha apportato significative informazioni di tipo tecnico ad un dibattito da tempo aggrovigliato sulle vicende storiche (la “furtiva” separazione effettuata da alcuni latifondisti di Nocera Superiore) o sulla complessa e difficile nozione di “identità” cittadina. Dopo aver ascoltato un brillante moderatore che ha snocciolato gli enormi vantaggi che deriverebbero dalla fusione, forse un po’ troppo abbagliato dal miraggio suggestivo di portare Nocera fra i primi centri della Campania per popolazione (vantaggi economici e politici… diceva) è stata la volta delle “vere” notizie.

Il professore Vuolo ha spiegato brillantemente il processo della fusione. In pratica ha illustrato come l’iter debba avvenire partendo necessariamente da una “proposta” di legge regionale (di cui bisogna che si faccia carico qualche consigliere regionale, stante la concreta difficoltà a percorrere altre strade pur previste dallo statuto.. fra cui la raccolta di ben 10000 firme). Ha dunque chiarito come questa proposta debba essere accompagnata da uno studio di fattibilità e come tale studio debba necessariamente conseguire l’assenso dei due consigli comunali, motivando anche che, in mancanza di tale importante atto preliminare, ogni percorso successivo sarebbe a dir poco impossibile. Dopo la proposta viene indetto il referendum e dopo il referendum la fusione si ha con specifica legge regionale. Il referendum non ha quorum ed il risultato deve essere evidenziato in modo separato per i due comuni. Per quanto il referendum sia obbligatorio secondo i dettami della Costituzione, esso non è vincolante per il Consiglio regionale, che potrebbe votare o bocciare la fusione indipendentemente dall’esito della consultazione referendaria. Ma come è chiaro che la proposta di legge debba in pratica incassare il voto congiunto dei due consigli comunali, è altrettanto chiaro che il referendum debba risultare favorevole alla fusione in entrambi i comuni per poter sperare che il consiglio regionale si esprima per ottenere la fusione. Una mirabile chiosa del professore ha fatto quasi da corollario alla proficua esposizione… quella relativa alla riduzione del numero dei consiglieri comunali (24 con la perdita secca dei 16 consiglieri oggi spettanti a Nocera Superiore) ed alla evidente maggiore difficoltà per il comune minore di eleggere propri rappresentanti.
Questa “chiosa” spiega da sola come sia difficile conseguire il pieno assenso del Consiglio Comunale di Nocera Superiore e credo sia sufficiente a RAFFREDDARE qualsiasi entusiasmo.

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A gelare del tutto i promotori è stata la appassionata esposizione di Mario Bianchino, Sindaco di Montoro. Egli ha facilmente smontato ogni valutazione ispirata all’opportunismo. “Io, egli ha detto, ho sempre considerato Nocera un grande centro, importante per le scuole, l’ospedale, la caserma, le fabbriche e non vedo perché ci si debba porre il problema di diventare più grande… o per lo meno penso che questo sia l’aspetto certamente MENO IMPORTANTE del processo che si vuole intraprendere. La vera molla che spinge al conseguimento del risultato è quella di un diffuso, ampio, partecipato COMUNE SENTIRE”-
In pratica il Sindaco ci ha detto che non bisogna convincere nessuno, che la fusione deve essere una sorta di atto utile solo a SANCIRE una comunione di intenti, di interessi, di sentimenti che di fatto già debbono esistere.
Esistono da noi tali condizioni?… Beh, ad essere realisti oltre alla Nocerina io, fra la gente, non vedo alcuna passione comune, alcuna diffusa comunione di intenti … e fra i consiglieri comunali men che meno.

(*) Architetto


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