La casa di famiglia – una commedia classica ma non scontata

L’immagine di copertina è presa da www.cinemamente.com

Fonte: www.cinemamente.com

La trama

Augusto Fornari debutta alla regia cinematografica con una commedia molto simpatica: La casa di famiglia. Quattro fratelli  vendono la casa del padre (e tutti i mobili) mentre questi è in coma, ma il genitore si risveglia più sano e lucido che mai. Riusciranno i quattro figli a rimettere tutto a posto e a nascondere al padre l’amara verità?

Una commedia classica ma non scontata

Una commedia italiana stile classico, con molti colpi di scena e un buon ritmo. Non è mai scontata e gli interpreti sono la ciliegina sulla torta. Ideale per un fine settimana tranquillo e senza pensieri.
Conoscevo Augusto Fornari come attore e regista teatrale e devo dire che scoprirlo anche come regista cinematografico è stata una bella novità, vista la qualità del prodotto.
Il tema della commedia è di facile trasmissione al vasto pubblico, quanti di noi non hanno mai discusso con i fratelli per questioni famigliari? Chi non si è trovato di fronte a scelte complicate, come dare via oggetti di grande valore affettivo per i motivi più disparati?
La commedia mette in risalto questi temi, aggiungendone anche uno più moderno: la mancanza di intimità e riservatezza dettata dai social. Nessuno si vergogna più di niente e postare foto/video personali è la prassi. Forse è egocentrismo? Semplice esibizionismo? Compensazione di un vuoto interiore? A queste domande è difficile rispondere, ma indipendentemente dalla motivazione, è un fenomeno presente che influenza i nostri tempi.
I personaggi non sono quasi mai caricaturali, ma molto veri. Forse l’unica eccezione sono degli zingari/rigattieri che vengono a prendere i mobili della casa, ma non c’è esagerazione, forse si sale un po’ sulle righe, ma ci sta.
Fonte: filmoteca.it

Attori conosciuti ma sempre nuovi

I quattro protagonisti sono già conosciuti al grande pubblico e si confermano una buona scelta per  questo film. Ecco la mia scaletta:
  1. Libero di Rienzo: è Giacinto, il più stronzo e intelligente dei fratelli. Mi è piaciuta l’interpretazione dell’attore perché l’ho visto finalmente in un ruolo non comico. Libero riesce comunque ad attirare l’empatia del pubblico perché suscita tenerezza. Riesce a mostrare la fragilità dell’animo umano, nonostante la forte corazza costruita con l’intelligenza e la superiorità che possiede rispetto agli altri;
  2. Matilde Gioli: è Fanny, la quota rosa del gruppo, la sorella che tiene tutti legati, ma di cui nessuno ricorda il compleanno. È ancora innamorata del marito nonostante la separazione. È la sfigata di turno, che attira più sentimenti di pietà che di tenerezza. Un ruolo complesso, soprattutto perché deve suscitare pena e non stuccare. A mio parere l’attrice ci riesce in pieno;
  3. Stefano Fresi: è Oreste, l’artista di famiglia. È un musicista che ha lasciato l’orchestra in cui lavorava per insegnare musica nelle scuole ed avere così il tempo di comporre la sua opera. Rappresenta la speranza, chi cerca il sogno senza lasciare la vita concreta (ha una famiglia con due bambini, deve lavorare per mantenerla). È un’interpretazione senza ghirigori, senza esagerazioni, per questo colpisce il pubblico facendolo sia divertire che riflettere;
  4. Lino Guanciale: è Alex, il casinista del gruppo, un po’ menefreghista, un po’ superficiale. Non si allontana molto dai personaggi che interpreta solitamente Lino. Nell’interpretazione non aggiunge né toglie nulla a quanto già si conosce. Il personaggio funziona e continua a riproporlo. Sono contento per questo attore che sta avendo il boom sia al cinema che in tv, spero però di vederlo anche in altri ruoli dove possa mettersi in gioco.


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