IMG_4886Napoli, Bufala Fest 2016.

Poteva dare l’impressione di essere la solita auto celebrazione, una ulteriore buona occasione per esporre la luccicante argenteria di famiglia delle produzioni di eccellenza campane. La cornice della rotonda Diaz si prestava senza incertezze e tutto aveva un-non-so-chè di caratteristico, immersi come eravamo nel vociare concitato della gente accorsa ai richiami dei venditori di pesce (appena pescato?).

Tra un saluto e l’altro, superate le 12 e constatato che tra giornalisti, curiosi e addetti ai lavori eravamo in tutto forse 20 (o poco meno), Lucianone Pignataro ha finalmente introdotto senza ulteriori indugi gli ospiti relatori.

Un parterre quasi al completo che proponeva il meglio della rappresentanza, senza deleghe a mezze figure, profili top che garantivano interventi di spessore e così è stato.

Sì, inizialmente si è incespicato in qualche tentativo di banalizzazione – forse fuorviati dall’esiguità della platea – ma il recupero verso considerazioni più in topic non si è lasciato attendere. E come accade di solito, sono i più piccoli a riportare con i loro interventi la barra al centro del focus della questione e cioè la relazione sinottica tra il buono, le economie reali che questo riesce  muovere sul territorio e il modo di promuoverle adeguatamente.

Domenico Raimondo
Domenico Raimondo

Quello che è emerso è che non si tratta solo di questione di strumenti ma di visione.

Il buono c’è ed è indiscutibile, nonostante l’ambiente difficile creato dalla pessima reputazione ereditata dall’affaire “terra dei fuochi” e dalla schizofrenia caotica istituzionale che si muove freneticamente senza un coerente progetto quadro.

L’intervento di Vincenzo Peretti, Direttore del Consorzio di Tutela del Provolone del Monaco dop, ha per primo stigmatizzato la necessità di sfruttare l’enorme potenzialità delle piccole eccellenze in un’azione di filiera che, visti gli esigui volumi produttivi, anzichè puntare tutto verso il mercato estero, dovrebbe invece capitalizzare le articolate bio-diversità coniugandole tra loro e integrarle all’offerta culturale, paesaggistica e monumentale, sublimandone la funzione di attrattore turistico. Ciò vorrebbe dire mantenere alta la qualità, creando le condizioni per aumentare i posti di lavoro anche sull’indotto complementare e innescare nuove opportunità d’impresa.

Giovanni Marino e Vincenzo Peretti
Giovanni Marino e Vincenzo Peretti

Giovanni Marino, presidente del Consorzio di tutela del Pomodorino del Piennolo del Vesuvio, ha incalzato sulle medesime tesi e non è sembrato particolarmente turbato dalla decisione di Slow Food di chiudere il presidio, visto l’incremento di produttività e la nascita del consorzio di tutela. Anzi ha rilanciato, riferendo che su questo tema si sono già aperti tavoli di lavoro  con le altre organizzazioni.

Maurizio Cortese
Maurizio Cortese

 

Riflessione ripresa da Maurizio Cortese, Direttore del Consorzio dell Pasta di Gragnano igp, che ha sottolineato quanto sia indiscutibile che prodotti come la pasta e la mozzarella di bufala abbiano maggiori opportunità di aggredire i mercati esteri e che un programma di filiera integrata possa risultare strategico, sia a cogliere tale obiettivo che a consolidare l’offerta sul territorio campano.

 

 

Giuseppe Orefice
Giuseppe Orefice

La presenza di Giuseppe Orefice, Presidente di Slow Food Campania, ha in pratica suggellato le intenzioni operative degli “eccellenti campani” convenendo su tutte le questioni sollevate e ribadendo che solo un’azione coordinata e interattiva permetterebbe di riacquistare ruolo e salvaguardare in maniera trasversale la qualità e la diversità specifica delle decine di prodotti tipici e tradizionali della regione.

Buone intenzioni, quindi. Le volontà indicano una reale disponibilità ad agire coordinandosi sotto un unico progetto. Sarebbe una novità assoluta, tenendo conto della difficoltà quasi genetica a fare rete sul territorio.

Un’ultima e amara annotazione: nel gruppo degli “eccellenti” mancava il rappresentante del Consorzio di tutela del Pomodoro San Marzano dop, benchè in lista tra i relatori. Viste le ultime polemiche e le difficoltà identitarie del prodotto ci appare quanto meno inspiegabile.

 

corsi e percorsi di cibo
                       corsi e percorsi di cibo

 


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