La Biblioterapia come cura dell’anima

Cos’è la biblioterapia? Ce lo spiega Alessandro Lauro, libraio, in un approfondito articolo che invita ancor più alla lettura

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di Alessandro LAURO

Quando si parla di Biblioterapia la curiosità sale sempre. Ed è normale. Chi non vorrebbe “curarsi” con il semplice uso di buoni libri? A parte che bisognerebbe intendersi con la definizione di “semplice uso” applicato ai libri, ma poi ovviamente la questione non è così semplice.

La Biblioterapia affonda le sue radici nella notte dei tempi, dai tempi di Aristotele almeno. Ma solo all’inizio del secolo scorso, in America in ambito medico e psichiatrico, ha trovato i suoi primi riscontri medico scientifici. E qui la premessa importante è d’obbligo. Il termine terapia applicato ai libri, anche in uso clinico, non esclude assolutamente la cura medica e la consultazione di un serio professionista nei casi seri di malattie. E’ una premessa che sempre faccio e invite sempre le persone a fidarsi dei loro medici di fiducia e a diffidare di quei testi di aiuto aiuto che promettono guarigioni in uno o due giorni. I libri aiutano a curarsi ma NON sostituiscono la cura medica.

Ma perché tanto interesse e curiosità per questa materia? Certamente perché ognuno di noi desidera stare bene ed avere una propria armonia interiore. E le buone letture aiutano a questo.

biblioterapiaSi, la Biblioterapia nasce e si sviluppa in ambito clinico. In sostanza alcuni medici (non solo psicoterapeuti) assegnano ai loro pazienti, come accompagnamento alla cura, la lettura di alcuni buoni libri adatti alla loro specifica situazione. Sono i cosiddetti compiti a casa, che possono aiutare la persona a capire meglio,la propria situazione di disagio e malattia e a guardarsi dentro. Del resto ogni buon libro, consente anche questo: guardarsi dentro, riflettere, conoscere meglio se stesso e i propri sentimenti. Aumentando quindi la possibilità della persona di giungere ad un miglioramento personale e ad una crescita anche molto grande e profonda.

Anche per questo motivo possiamo –come sostiene la dot.ssa Rosa Mininno che in Italia approfondisce in modo serio la materia – parlare di due accezioni di biblioterapia. Una tipicamente clinica che accompagna il percorso medico-paziente e che quindi necessita assolutamente della presenza di una figura professionale altamente qualificata in ambito medico, che sia capace di sostenere il percorso di specifiche situazioni personali. Ed una seconda accezione che promuove l’uso della lettura come auto aiuto  e crescita personale nel tessuto sociale, in assenza di particolari problematiche psicologiche. Tale uso avviene in aule scolastiche, centri culturali, parrocchie, caffè letterari, carceri e punta principalmente ad un approfondimento culturale e personale in assenza di serie patologie da parte dei partecipanti. Una sorta di occasione per una crescita e miglioramento personale attraverso la lettura. Questa seconda accezione è quella che pratico nei miei corsi attraverso l’uso di libri di alta qualità, dedicando una o due ore a noi stessi, riflettendo su di un tema specifico.

Negli incontri di Biblioterapia, la partecipazione è sempre interattiva. Attraverso la lettura di pezzi di libri,racconti, poesie; attraverso la visione di filmati, ascolto di musiche e canzoni, ci ritagliamo un tempo tutto per noi.

biblioterapiaDiversi sono i benefici. Innanzitutto la possibilità di poter staccare dal mondo quotidiano per un po’ di tempo. Poi la possibilità di sviluppare l’uso dell’attenzione e della concentrazione al testo e alle specifiche situazione,e l’aumento dell’uso dell’immaginazione e della creatività personale. Ed ancora, l’occasione di conoscere altre persone e di allargare conoscenze e punti di vista. In un’epoca social ma molto portatrice di solitudine, riuscire a riunirsi attorno alla,cultura è molto, molto importante oltre ad essere straordinario.

Inoltre dalla partecipazione ai gruppi, si avrà la possibilità di conoscere nuovi autori e di esplorare meglio i propri sentimenti, sentirsi compresi perché magari anche altri vivono le nostre stesse difficoltà. Ma,soprattutto sarà possibile scoprire o riscoprire lati di noi stessi che non pensavamo di possedere e potenziarne lo sviluppo.

È la magia dei libri, che aprono orizzonti, fanno nascere nuove idee, nuove piste di approfondimento. Forniscono occhi nuovi o semplicemente ci prestano quelli dei personaggi del racconto,che prendiamo in considerazione.

biblioterapiaEh si, perché un altro aspetto della Biblioterapia è proprio quello di poter provare delle emozioni in tutta sicurezza. Non saremo infatti noi i protagonisti principali ma attraverso i vari personaggi dei libri possiamo per un po’ di tempo provare quelle stesse emozioni in una posizione di sicurezza. Perché non saremo noi a vivere realmente quella determinata situazione ma, attraverso il processo di catarsi, possiamo viverlo “come se” fossimo realmente noi. Non è fantastico?

Per questo i libri aiutano a star meglio. Ci permettono di riflettere su temi e sentimenti che altrimenti  non affronteremmo per paura o per inadeguatezza, oppure perché non ci penseremmo proprio. Eppure, nei romanzi, racconti, poesia, saggi, c’è molta vita reale che può insegnarci a vivere meglio il quotidiano.

Vi sembra poco? Ancora convinti che i libri siano solo un passatempo per chi ha poco da fare?


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