Si dice in giro che nessuno legga più, che i libri sono oggetti obsoleti, polverosi e ingombranti e che se metti tra le mani di un adolescente un volume, lui striscia il dito sulla copertina per visualizzare le icone delle app e poi deluso, lo abbandona al suo destino di eventuale zeppa per tavolino traballante.

Pare sia opinione diffusa che le librerie artigianali, per intenderci le “botteghe” che hanno quel buon profumo di libri scelti – uno ad uno – con professionalità e passione, non si portano più e che, a dirla proprio tutta, mettono anche un po’ a disagio, perché l’amore imbarazza i poveri di spirito.libri-antichi-book-sculpture-david-kracov-book-of-life__880

Ci si può chiedere che senso abbiano dunque le piccole librerie indipendenti se ci sono i megastore, i supermercati del libro, o i loro parenti poveri, “point” griffati con il logo dei grandi gruppi editoriali, che saturano le vetrine di volumi firmati da personaggi spesso inquietanti, elevati al rango di scrittori solo dalle logiche di mercato e che, saltando la filiera della distribuzione, e quindi polverizzando posti di lavoro, offrono sconti irrinunciabili e offerte 2×1 francamente imbarazzanti, riportando alla memoria l’indimenticabile spot anni ‘70 del Dash. Ve lo ricordate? Nessuna massaia però cedeva il suo “più bianco del bianco” in cambio dei due fustini anonimi.

Ma i veri lettori sanno che qualità e quantità non sono interscambiabili, sanno che una libreria indipendente non è un negozio ma rappresenta un punto di aggregazione, faro di cultura e di legalità per la comunità locale.libroscultura

Tutto questo per raccontarvi un fatto di cronaca, quello che apparentemente sembrerebbe essere il solito furto notturno perpetrato ai danni di un commerciante di commodity, ma che invece vede protagonista una libreria indipendente.

Ve la proponiamo con le parole e l’incredibile ironia del “bottegaio” che, nonostante l’ingente danno, ha raccolto forza e disappunto trasformandoli in un allegorico e caustico racconto dei fatti.

Non senza una punta di orgoglio” ci scrive Maria Cristina Orga (libraio ed editore) “che vogliamo condividere con tutti voi la grande emozione che ci ha regalato quel manipolo di intellettuali impegnati e voraci che, morsi da un’irrefrenabile fame di libri veri, nella notte tra martedì 19 e mercoledì 20 aprile hanno scelto la nostra libreria – Vocali Editrice di Portici –  per approvvigionarsi a piene mani ( ovvero a pieni scatoli e carrelli ) di saggi di psicologia, sociologia, storia, metafisica, esoterismo, poesia, classici della letteratura italiana, mostrando per di più un tale travolgente amore per la città più bella del mondo da prelevare intere collane di saggistica neoborbonica, o dedicate agli antichi mestieri, alle bellezze e alla cultura napoletana. Persone non solo coltissime, ma fini teologi: infatti hanno portato via tutti i libri di argomento religioso (Corano e Bibbia di Gerusalemme inclusi, per una lettura sinottica ovviamente)” e prosegue “Colpisce però che abbiano snobbato solo un’intera pila di Vangeli… forse, da credenti osservanti andando a Messa tutte le domeniche il Nuovo Testamento lo conoscono a memoria. Poi sarà sembrato loro di fare la figura dei parrucconi a portar via solo libri “impegnati” e allora si sono sbizzarriti a svuotare l’intero scaffale dei fantasy, dei thriller, dei gialli di cassetta e, da veri buongustai, hanno preso anche i libri di cucina, inclusa la vegetariana e la vegana. Certamente fan della fiction più seguita di RAIUNO, non hanno resistito davanti alla saga completa di Montalbano e già che c’erano hanno spolverato l’intero ripiano di Sellerio, perché i fuori catalogo da intenditori non avrebbero certo potuto trovarli al megastore o al point griffato. Già che c’erano, perché lasciarsi sfuggire l’opportunità di leggere o rileggere in economica Feltrinelli una serie di evergreen? E per soddisfare le esigenze di tutte le età e non far torto a nessuno, hanno aggiunto al carrello qualche decina di giochini sensoriali e per il bagnetto dei neonati, l’intera collezione dei cartonati e dei Viaggi nel Tempo di Stilton (ma l’economica l’hanno snobbata…) e hanno finalmente completato la saga di Harry Potter prendendo il secondo volume. Solo quello… forse era la figurina che mancava per completare l’album, chi può dirlo…”

E prosegue “Controllata la lista e assicuratisi di aver preso tutto quello che c’era segnato, si sono quindi accomodati nel retrobottega per un caffè e un sorso di thè freddo alla pesca, che si sa, leggere mette sete. Ultimati gli acquisti, si sono fermati alla cassa, come è giusto che sia, prelevando tuttavia – da veri signori – solo le banconote e le monete di valore maggiore. Mai era successo che l’amore per i libri portasse a tali raptus di notturna audacia, a sfidare il concreto rischio di essere ripresi dai morbosi occhi delle telecamere di sicurezza pur di soddisfare il bisogno vorace di letteratura fuori orario! Ma la cosa che ci sta veramente a cuore è dire GRAZIE alla Banda del Book. 

Grazie perché legge ancora poesia. E la divulga. Dimostrando che non è affatto vero che la Poesia non interessa a nessuno e nessuno spenderebbe un euro per un libro scritto in versi. Infatti, tra Alda Merini e Cesare Pavese ha riconosciuto lo spessore lirico del canto dei “Poeti Porticesi”  e si è lanciata a piene mani sui libri gioiello (il gioiello c’era davvero sulle copertine, in un grazioso cofanetto) “Amoresottosopra” e “Occhi di Giada” editi proprio da Vocali Editrice.”

Alla fine conclude “E i nostri estimatori non si sono accontentati di una o due copie dei volumi in oggetto, no: ne ha portati via un centinaio (avranno scelto le poesie d’amore come bomboniere di nozze?) Bisogna riconoscere loro una commovente sensibilità poetica e ringraziarli ancora per aver premiato Vocali editrice con un trionfo di “like”, suggellandone così il successo…. GRAZIE GRAZIE GRAZIE.”

 

banda-bassotti

E che non si dica più che i libri non interessano a nessuno: vi abbiamo appena dimostrato che, in fondo, i libri vanno a ruba.

 


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