E’ bastato un goal di Radja Naingollan al 90° minuto per assegnare ufficialmente lo scudetto numero 32 (seconda la Lega Calcio italiana) alla Juventus. Il centrocampista belga ha infatti realizzato il goal decisivo per regalare un finale di campionato diverso e molto più allettante in chiave Champions per la Roma di Spalletti, spazzando via, di conseguenza, una stagione fino ad un mese fa perfetta del Napoli. Gli azzurri, degni avversari dei bianconeri per tutto l’arco del campionato di Serie A, dopo la falsa partenza degli uomini di Allegri, sembravano poter competere finalmente quest’anno per la corsa al tricolore. Un cammino che però non ha tenuto conto della forza, della tenacia e dall’alto tasso tecnico di una Juventus capace di vincere 24 delle ultime 25 partite dal 31 ottobre (vittoria per 2-1 nel derby contro il Torino),cuadrado fino al trionfo del “Franchi” di Firenze contro la rivale storica, la Fiorentina. Unico arresto di questa cavalcata straordinaria, il pareggio 0-0 contro il Bologna di Donadoni. Un cammino, quello dei bianconeri, che però è stato caratterizzato da diverse defezioni, una su tutte, le partenze estive dei vari Vidal, Pirlo e Tevez che hanno fatto presagire ad una stagione di transizione dopo il quasi “triplete” dello scorso anno in cui i bianconeri vinsero lo scudetto, la Coppa Italia e persero la Champions League in finale contro i marziani del Barcellona. La campagna acquisti ha portato alla corte di Allegri calciatori del calibro di Khedira, Dybala, Rugani, Hernanes, Zaza, Mandzukic, Lemina, Alex Sandro e Cuadrado.dybala Tutti nomi di assoluto rispetto, ma che hanno fatto storcere il naso ai tifosi di fede juventina che non vedevano una squadra cosi’ competitiva specie in ambito europeo. Paradossale però, è stato proprio il parallelismo fra il cammino in Italia e quello in Europa dove i bianconeri non hanno mai mostrato grandi difficoltà, battendo nella fase a gironi, all’andata e al ritorno, il Manchester City del “Kun” Aguero. Mentre quindi in Europa la Juventus conquistava punti importanti per raggiungere quanto prima la qualificazione agli ottavi di finale, in campionato la squadra di Allegri stentava a riprendere la marcia trionfale della scorsa annata. championsSolo 5 punti nelle prime 6 giornate, caratterizzati dai pareggi interni con Frosinone e Chievo e dalla sconfitta, alla prima giornata, contro l’Udinese. La svolta però, come spesso accade, non è mai merito di un singolo individuo, gli uomini chiave di questo rimonta pazzesca infatti, oltre ad un gruppo sempre compatto, sono stati i cosiddetti “senatori”. Pare che, dopo la sconfitta rimediata a Sassuolo per 1-0, nel corso del primo turno infrasettimanale della stagione, i vari Buffon, Evra, Barzagli, Bonucci e Chiellini, abbiano avuto un duro confronto con la squadra nello spogliatoio, accusata di scarso impegno in campo. “La Juventus non è questa, abbiamo ancora fame di vittorie e lo dimostreremo”. buffonQueste furono le parole di Gigi Buffon proprio nell’immediato post partita del Mapei Stadium. Dichiarazioni che però furono ascoltate con molto scetticismo dai tifosi che orami concentravano le proprie attenzioni al sogno di giocare la seconda finale di Champions League consecutiva in Italia, allo stadio “Meazza” di Milano. Un sogno che però si fermò all’Allianz Arena di Monaco di Baviera contro il Bayern dove, dopo un’incredibile prestazione dei bianconeri, capaci di annientare i bavaresi per circa un’ora, difendendo fino a quel momento il risultato di 0-2, furono poi battuti ai supplementari con il punteggio di 4-2. Una sconfitta amara che però non fece abbattere la Juventus capace di continuare la sua rimonta in campionato completata poi dai successi interni contro Napoli, Roma e Inter, e dalle vittorie esterne contro Milan e Fiorentina. Praticamente tutte le squadre che, quasi inaspettatamente ad inizio stagione, si sono trovate a dover competere per un traguardo forse troppo grande per i valori della propria rosa di calciatori. festeggiamentiQuinto scudetto di fila, il secondo consecutivo di Allegri dopo i primi tre vinti da Antonio Conte dalla stagione 2011/2012 al 2014. Un cammino che adesso dovrà solo essere onorato fino all’ultima giornata, in attesa però ancora dell’ultimo obiettivo stagionale da conquistare, la finale di Coppa Italia il prossimo 21 maggio contro il Milan di Berlusconi.


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