Bruttina ma efficace. L’Italia di Conte non sbaglia l’esordio ai campionati europei di calcio. In Francia, allo stadio di Lione, gli azzurri si impongono con un pesante 2-0 sul favoritissimo Belgio del tecnico Wilmots. Un gol per tempo, il primo, realizzato da Giaccherini su impeccabile “sciabolata” di Bonucci da metà campo e il secondo, con un destro di rabbia e potenza da parte di Graziano Pellè. foto 1Tre punti importantissimi in chiave qualificazione, una strada già spianata in parte per continuare il più a lungo possibile il sogno. Si, proprio quel sogno di cui parlava Antonio Conte domenica scorsa alla vigilia del match contro i “diavoli rossi”. Osare, ed essere sognatori diceva il tecnico salentino, e in effetti è stato cosi’, perchè la gara giocata dagli azzurri è stata a tratti perfetta e spregiudicata, con marginali forme di incoscienza che sono un marchio di fabbrica dello stesso Conte.

Testa alla Svezia

Una vittoria inaspettata anche da parte di chi ha sempre sostenuto questa nazionale che non brulica di campioni, questo è indubbio, ma che ha sicuramente nel gruppo la sua grande forza. Importante per la gara di domani alle 15 contro la Svezia, sarà la concentrazione iniziale. Partire da favoriti in questo tipo di partite non sempre, per tradizione, ha aiutato l’Italia a raggiungere risultati positivi. foto 2Bisognerà fin da subito evitare di lasciare spazi ad un campione come Zlatan Ibrahimovic che è la vera stella di questa Svezia e una delle poche di questo europeo. Per quanto riguarda l’assetto tattico previsto per la gara contro gli scandinavi, Conte dovrebbe confermare gli stessi undici scesi in campo contro il Belgio, unico dubbio l’attacco. Se è vero che Pellè, a maggior ragione dopo il gol resta intoccabile, non si può di certo dire lo stesso di Eder. L’attaccante dell’Inter infatti ha cominciato come un diesel il suo europeo, leggermente impacciato, e forse anche emozionato all’inizio, cinico e preciso nei momenti decisivi. Manca però ancora quella familiarità col gol che manca dal mese di gennaio, ovvero dopo il passaggio dalla Sampdoria all’Inter, con cui ha realizzato solo una rete, finendo ai margini delle gerarchie d’attacco del tecnico Roberto Mancini.

“I tre bastardi”

Tutto confermato anche in difesa dove “i tre bastardi”, ribattezzati cosi’ dalla stampa francese dopo la perfetta prestazione del terzetto difensivo azzurro e della Juventus ovvero Bonucci, Barzagli e Chiellini, sembravano un vero muro invalicabile. foto 3A centrocampo Giaccherini, De Rossi e Parolo non sembrano dover rischiare il posto da titolare, così come Candreva sempre pronto nelle incursioni offensive e generoso in fase difensiva. Non si può dire lo stesso di Darmian che dopo l’eloquente “ti ammazzo” di Conte durante la partita con il Belgio, seguito da un’immediata sostituzione, potrebbe lasciare il posto sulla fascia sinistra a De Sciglio che entrato nella ripresa della prima gara, è sembrato subito attento e preciso. In panchina scaldano i motori anche Zaza e Immobile che è sembrato pronto a far valere la sua forza esplosiva e la sua voglia di rivalsa dopo una stagione al Torino con più bassi che alti. Ma anche Insigne, El Shaarawy e Bernardeschi che hanno la capacità di poter cambiare, a gara in corso, le sorti del match con la loro tecnica. Infermeria vuota anche dopo la riduzione della frattura al mignolo della mano di Pellè e i lievi graffi di mister Conte dopo un colpo ricevuto da Zaza(che ha riso e non poco) durante i festeggiamenti al primo gol di Giaccherini al Belgio.


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