di Giovanni Rea (*)

Di certo, non tutti hanno una visione ottimistica nei confronti della fusione. Anzi c’è chi la vede come fagocitazione. Non considera che, nei circa duecento anni passati dalla scissione dei due Comuni, sono cambiati aspetti significativi, come ad esempio il diritto di voto, e c’è stata molta emancipazione nei cittadini. Oggi, non è più l’epoca delle famiglie di proprietari terrieri o di ricchi vaccinari che vanno a votare o a farsi votare. Mica si va a votare più per censo o per genere?! E poi, perché la perdita di 16 sedie nel futuro Consiglio comunale dovrebbe cadere sulla Nocera Superiore?! Oggi le due città sono “interfacciate”. E, come s’è visto in passate elezioni regionali, Nocera Superiore ha saputo esprimere fino a tre Consiglieri Regionali in un unico turno elettorale; nel Consiglio Comunale di Nocera Inferiore si è vista già più volte la presenza di esponenti di Nocera Superiore, sia nelle vesti di consiglieri sia di assessori. Grazie a Dio, gli elettori oggi tengono in conto la cultura, la preparazione politica, la capacità espressiva e, spero, anche l’onestà dei candidati. Lo scarto dei sedici consiglieri in meno potrebbe essere lo scarto di sedici mediocrità o meglio di 16 “yes man”. Tanto, sarebbe di certo una buona pulizia e una grande economia per la collettività. E poi, non credo che sarebbe una grande utopia immaginare che la cittadinanza “sentisse” la necessità e la bontà della fusione come è avvenuto per Montoro. Ma anche a Montoro questo “sentire” si è realizzato dopo 50 anni di lotta politica fra famiglie, fazioni, dissidenti. Né si può sognare che i cittadini di qui vengano sotto il Municipio a gridare e manifestare la volontà di fusione. Il Gruppo, operante all’interno del Comitato pro referendum, ma anche fuori, collateralmente, è ben consapevole delle difficoltà che incontra perché ci si domanda quale “Nocera” viene offerta per il futuro. E infatti si propone di promuovere quelle offerte sociali, economiche e di sviluppo tali da far sentire come vantaggiosa la fusione. Né posso condividere l’interpretazione fatta del discorso del Sindaco di Montoro. No, non ha gelato l’uditorio. Ha esposto le difficoltà incontrate e le contrarietà subite e che ha dovuto vincere, da parte di famiglie e di politici – meschini – che oggi vantano addirittura diritti di primogenitura sulla fusione di Montoro. Ebbene, Bianchino ha rafforzato, invece, la volontà di quelli che, all’interno del Comitato, credono nella fusione. IMG-20160727-WA0007E il Comitato non si spaventerà di fronte alla fatica della raccolta di 10 mila firme, qualora si rendesse necessario. Né si sottrarrà al compito di saper dimostrare “quale Nocera” è quella che viene promossa per il futuro. Da parte mia, la “Nocera futura” non sarà più quella che vediamo periodicamente alluvionata alla Starza, nei terreni compresi tra i torrenti Corvi e Casarzano, nelle aree a monte della statale 118, sotto le frane di Monte Vescovado e di Monte Citola e di quelle colanti da Monte Albino. La Nocera del futuro non sarà quella che non consente l’accesso ai mezzi di soccorso alle aree di Casa Milite. È quella che propone il recupero degli ex contenitori industriali esclusivamente in aree e volumi destinati alla collettività, trasformati in verde o palestre e piscine. È quella quella che politici illuminati ed economisti preparati proporranno per lo sviluppo economico della SETTIMA città della Campania. Chiudo con l’augurio al Comitato PRO REFERENDUM, perché perseveri con sempre maggiore ostinaione nell’attività di promozione. E a Famiglietti di essere più ottimista e di fare più progetti di opere per l’uso comune.

(*) Geologo


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