L’intervista ad Alessio Falace e il gruppo Amnesty International Salerno

Amnesty International è un’organizzazione non governativa internazionale impegnata nella difesa dei diritti umani, fondata nel 1961 dall’avvocato inglese Peter Benenson. Lo scopo di Amnesty International è quello di promuovere, in maniera indipendente e imparziale, il rispetto dei diritti umani sanciti nella Dichiarazione universale dei diritti umani e quello di prevenirne specifiche violazioni. L’organizzazione conta oggi oltre sette milioni di soci sostenitori, che risiedono in più di 150 nazioni.

Abbiamo intervistato Alessio Falace, che gestisce il gruppo di Amnesty International a Salerno, per scoprire cosa vuol dire far parte di un’associazione tanto importante da un punto di vista dell’impegno per il sociale.

Com’è nato il suo impegno per il gruppo di Amnesty International di Salerno?

«Il mio impegno in Amnesty International nasce circa 3 anni fa, in maniera abbastanza casuale. Ero sempre stato interessato a certi temi, anche per l’affinità con l’ambito nel quale mi sono specializzato nel mio percorso di studi (Giurisprudenza, con indirizzo Diritto Internazionale), ma il primo contatto vero e proprio è stato col corso di formazione allora gestito a Salerno dal Gruppo 261 Agro Nocerino di Amnesty International. Mi trovai a partecipare per pura curiosità. All’epoca esisteva soltanto un’Antenna a Salerno (una struttura più piccola del Gruppo), dato che il Gruppo vero e proprio era ormai stato sciolto da diversi anni.
Grazie a quel corso di formazione e alla guida sapiente di Nessa Gibbardo del Gruppo 261, assieme altri volontari abbiamo iniziato un percorso di ricostituzione di una struttura solida, che ci ha portati a lavorare con tante realtà del territorio».

Quali sono le iniziative che avete curato per l’associazione?

«Si parte dai semplici banchetti di raccolta firme per le petizioni attive, agli incontri EDU (Educazione ai Diritti Umani) che abbiamo svolto in diverse scuole, ad esempio primarie a Cava de Tirreni o secondarie sul territorio di Salerno. Abbiamo iniziato una collaborazione anche con alcune associazioni del territorio, volte allo sviluppo di una consapevolezza e conoscenza dei Diritti Umani sia per bambini, che per adulti. Abbiamo partecipato a diverse conferenze ad esempio all’Università di Salerno, a dibattiti in alcuni cineforum, abbiamo fatto i giurati per il Premio Amnesty che ogni anno è presente al Giffoni Film Festival, in abbinata ai laboratori per i ragazzi. Abbiamo poi svolto attività di “monitoraggio” del linguaggio d’odio della politica locale in occasione delle ultime elezioni, lavoro che si è tradotto nel rapporto nazionale “Barometro dell’Odio”.  Mi fermo a questo elenco provvisorio, ma le attività svolte in questi anni sono davvero tantissime!».

Com’è nato il locale Eco Bistrot e che importanza ha per l’associazione? 

«Il locale Eco Bistrot è un punto di riferimento fondamentale per l’associazionismo Salernitano in generale. Nasce proprio con questo preciso obiettivo, per volere di Gianluca De Martino, ormai uno della nostra famiglia, che ci ospita da sempre e rende sempre possibili tante iniziative culturali, altrimenti difficilmente immaginabili nel contesto Salernitano, piuttosto arido di spazi appositamente dedicati alle associazioni».

La partecipazione al gruppo è viva?

«Il Gruppo è cresciuto notevolmente negli ultimi tempi. All’inizio eravamo soltanto in tre a portare avanti le attività (con me, Andrea De Simone e Lorenzo Cerrato) e questo è stato per certi versi un piccolo limite nei primi mesi. Tuttavia la cosa ci ha permesso di conoscere meglio il territorio e di creare numerosi nuovi contatti. Con un lavoro costante nel tempo, nel giro di un paio di anni siamo passati ad avere circa una quindicina di volontari che si cimentano nelle attività e alla prossima costituzione di un Gruppo Giovani (dedicato agli under 25), che partirà da una solida base già costituita presso il Liceo Artistico Sabatini-Menna di Salerno. Diciamo che siamo in una fase di costante crescita al momento».

C’è qualche esperienza in particolare che ricorda con gioia?

«Una delle esperienze più belle che gli attivisti aspettano tutti gli anni è proprio il Giffoni Film Festival. Qui abbiamo la possibilità di far parte della Giuria, per assegnare un nostro premio e di essere costantemente a contatto coi ragazzi che partecipano al Festival, tramite un nostro gazebo per le attività e i laboratori. Il seguito e l’attenzione a noi dedicata sono notevoli e l’atmosfera è molto particolare e ripaga sempre degli sforzi portati avanti durante tutto l’anno».

Infine, ha progetti per il prossimo futuro, legati all’impegno sociale?

«Al momento, assieme agli attivisti storici, tengo molto al fatto di riuscire a consolidare il Gruppo di Salerno, formando tutti i nuovi attivisti che si stanno proponendo come nostri volontari. Credo che sia di estrema importanza creare un Gruppo preparato e coeso, per poi magari in futuro pensare ad organizzare anche noi direttamente eventi più importanti ed articolati che possano far crescere la conoscenza dei Diritti Umani sul territorio. Superata questa fase, vedremo. La vita riserva sempre belle sorprese!».
Per qualsiasi informazione, scrivere a gr302@amnesty.it o visitare la Pagina Facebook Amnesty International Salerno


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