Insorge la protesta dei giovani medici

L’immagine di copertina è presa da www.rawpixel.com

C’è chi propone 3,50€ e chi una “gustosa” cena per due all’Ideale. Non si tratta dell’ultima offerta in vista del Black Friday bensì dei compensi proposti ai giovani neolaureati in medicina. Scopriamone di più.

«E tu cosa vuoi fare da grande?». Quante volte fin da piccoli ci è stata fatta questa domanda alla quale iniziavamo a fantasticare sul lavoro dei nostri sogni. “Il calciatore, la cantante, l’astronauta” erano le tipiche risposte che potevamo sentire in una classe di scuola elementare. Tutti lavori che facevano sognare, che facevano brillare gli occhi di un ragazzino. Tra questi c’era anche qualcuno che sognava di diventare medico perché “salvare la vita alle persone” lo rendeva felice, proprio come fanno i supereroi nei film.

Chissà cosa ne penserebbe adesso lo stesso bambino se potesse vedere la situazione dei giovani laureati di medicina giornalmente umiliati da proposte che non consentono di compiere il proprio lavoro. È da questa situazione di sconforto che sui social media sta montando in questi giorni la protesta dei giovani medici. Fondato da due neolaureati, Nicola Pescetelli e Lucrezia Trozzi, il gruppo Giovani Medici Anti Sfruttamento (GAMS) ha raggiunto in meno di un mese più di 3500 membri e ha lo scopo di raccogliere tutte quelle proposte di lavoro risultate inadeguate e, in certi casi, al limite dell’assurdo.

Fonte: Pagina Facebook GMAS

Abbiamo intervistato uno dei fondatori del gruppo, Nicola.

  • Quali sono i motivi che hanno spinto te e la tua collega Lucrezia a creare il gruppo GAMS?

Il gruppo è nato per caso. Parlando, io e Lucrezia ci siamo resi conto che quasi tutti i nostri colleghi non sono retribuiti in modo adeguato al servizio svolto e le disparità di compenso si accentuano in maniera rilevante tra un collega statale ed uno privato. Un medico assunto dall’ASL ha un compenso nettamente maggiore rispetto ad un giovane laureato assunto da qualche onlus nonostante le mansioni e le responsabilità siano le medesime.

  • È un fenomeno localizzato in alcune aree geografiche oppure diffuso sul tutto il territorio nazionale?

Generalmente la situazione è la medesima in tutta Italia sebbene, dalle varie segnalazioni arrivate, le maggiori criticità si sono riscontrante in Campania. Ci giungono di offerte lavorative da parte di aziende appaltatrici del SSN arrivate anche a 5/6€ l’ora, in alcuni casi 3,50€. La media delle offerte della regione Campania per neolaureati risulta essere comunque la più bassa d’Italia con 11€ l’ora e difficilmente si supera questa cifra. Nelle restanti regioni del centrosud la media è di circa 15/16 € l’ora. Al centronord la situazione migliora un po’.

  • Ultimamente in Veneto è stato pubblicato un bando della Guardia di Finanza per la sostituzione di un medico dirigente del Servizio Sanitario e la procedura di aggiudicazione prevede l’assegnazione di un punteggio se si risponde a determinate caratteristiche. La cosa interessante è che, fissata una base di gara pari a 25€ lordi orari, chi offriva la propria prestazione al compenso più basso aveva un punteggio nettamente superiore a chi magari aveva prestato servizio per diversi anni in ospedale. La domanda sorge spontanea: può la vostra prestazione professionale essere oggetto d’asta?
Fonte: Pagina Facebook GMAS

Purtroppo questo accade a causa del decreto Bersani-Visco del 2006 che ha abolito il tariffario dagli ordini professionali e quindi siamo soggetti a contrattare il nostro compenso, come se il nostro lavoro fosse una mera merce. Questa contrattazione dello stipendio continua anche per le chiamate di guardie mediche o altri servizi. Il decreto Bersani-Visco sta distruggendo il lavoro di qualsiasi lavoratore professionale e sta rendendo precari i professionisti di domani.

Per altre categorie professionali, come quella dei notai, ciò non accade perché questi ultimi percepiscono un compenso in percentuale sui lavori svolti ed è, a tutti gli effetti, un tariffario minimo.

  • Continuando di questo passo, quali sono i rischi a cui siamo esposti?

Sostanzialmente i servizi pubblici continueranno a scemare e si metterà in pericolo lo stesso concetto di accesso universale alle prestazione sanitarie sancito dall’art. 32 della Costituzione. All’arretramento del servizio pubblico subentrerà quello privato il quale, spinto dal fine lucrativo, effettuerà le prestazioni solo a chi effettivamente ha le disponibilità economiche per riceverle. In sostanza il rischio è di perdere il servizio sanitario come lo conosciamo oggi a favore di un modello di tipo americano.

Fonte: Pagina Facebook GMAS
  • Cosa chiede quindi il GMAS alle istituzioni e come intervenire?

Prima di tutto bisogna rivedere la sanità in generale e gestire al meglio i servizi che ormai sempre più spesso vengono affidati ai privati i quali lucrano sulla pelle dei lavoratori (medici, infermieri, operatori sanitari). In oltre chiediamo la reintroduzione del tariffario minimo degli ordini per tutelare qualsiasi lavoro professionale, dall’avvocato all’ingegnere nonché al medico al quale spetta un ruolo delicato come garantire la salute pubblica. Questo eviterebbe di svilire il professionista e darebbe merito al suo lavoro.

 

Ringraziamo il dottor Pescetelli per il prezioso contributo offerto e auguriamo che la sua battaglia, insieme a quella di tanti altri colleghi, possa smuovere qualcosa nei piani alti di governo. Invitiamo quindi i medici, neolaureati e non, a iscriversi al gruppo facebook (link qui) per testimoniare le proposte di lavoro inadeguate ricevute o semplicemente manifestare il proprio supporto a questa battaglia.

Dal canto nostro ci auguriamo che gli occhi di quel ragazzino, ormai cresciuto, possano nuovamente brillare nel compiere ciò che si è sempre desiderati fare: “salvare vite come i supereroi”.


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