Il Paese degli ingenui, dove tutto succede all’insaputa di qualcuno

0

Oh, ma è mai possibile che in Italia nessuno sappia mai niente di quello che gli succede? Tieni una casa? Qualcuno l’ha comprata per te, senza dirti niente, per farti una sorpresa! Tieni una laurea conseguita in Albania? Qualcuno l’ha comprata per te, senza dirti niente, per farti una sorpresa! Vai in vacanza e se stai con i piedi a mollo in acque cristalline è merito di qualcun altro ma tu non ne sai niente? Evadi l’Ici ma non lo sai?

Sarà colpa della demenza senile. Non trovo altra spiegazione.

Sta di fatto che, da un po’ di tempo a questa parte, in merito a qualsiasi cosa accada, colui che dovrebbe essere il protagonista della vicenda veste i panni dell’agnellino, sbarra e fa gli occhi dolci come il gatto con gli stivali di Shrek e ti dice, con convincente tono di voce lacrimevole, che… “E’ stato fatto a mia insaputa!”.

Che cooosa? Cioè, io dovrei credere che il pinco pallo di turno decida – spinto da buon cuore e carità cristiana – di fare dei favori a te, con il rischio di passare pure dei guai? O sono tarda io o sono molto tardi coloro che, anche solo per un attimo, hanno pensato di tirar fuori la storia “io non ne sapevo niente”, sperando che gli altri ci cascassero con tutte le scarpe.

Pare, però, che negli ultimi anni di benefattori, in Italia, ce ne siano stati parecchi, così come di ingenui che si sono ritrovati con dei benefici senza saperlo e senza domandarsi neanche perché. Mica scemi, eh. Dando vita alla fantastica e affascinante corrente dell’Allinsaputismo.

Il più famoso, l’allinsaputista per eccellenza, è sicuramente Claudio Scajola, ex Ministro dell’Interno, costretto alle dimissioni a causa dello scandalo relativo all’acquisto di una casa a Roma, con vista Colosseo, al modico prezzo di 600mila euro (più 100mila per la ristrutturazione). Questa la somma sborsata dall’ex parlamentare, a cui fu aggiunto un altro milione di euro da parte dell’imprenditore Diego Anemone per un totale di un milione e 700mila euro. Cifra, quest’ultima, di cui Scajola disse convintamente di non aver mai sentito parlare, sostenendo che il resto dell’importo fosse stato versato a sua insaputa. Pare che così fosse davvero perché – nel 2014 – i giudici hanno stabilito che davvero Scajola non sapesse che il pagamento di quella casa fosse stato portato a termine da terzi.

L’allinsaputista più fantasioso è stato sicuramente l’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi che – nell’ambito di uno dei tanti processi “Ruby” – ha serenamente affermato che se avesse voluto delle prostitute in casa (ad Arcore), si sarebbe affidato alla “tavoletta” (l’ipad”) e non a Tarantini. Insomma, coloro le quali sedevano alla tavolta con l’ex premier erano escort ma lui non lo sapeva, tanto che pare abbia detto che anche: “Se nelle mie residenze c’erano delle prostitute, qualcuno le ha intrufolate a mia insaputa”. Che ingenuo questo zio Silvio.

Il re del regno “All’insaputa” è, però, Roberto Formigoni, coinvolto in scandali e inchieste di vario genere da diversi anni: non sapeva che le vacanze che andava a farsi in giro per il mondo gliele pagavano Daccò e Guarischi; così come non sapeva che le liste a suo supporto per le Regionali in Lombardia del 2010 fossero zeppe di firme false. Insomma, una vita trascorsa in balia degli altri e senza sapere cosa accada. Non deve essere piacevole. Povero Formigoni.

Un altro scienziato della corrente dell’allinsaputismo è quello sveglione di Renzo Bossi. Sì, quello famoso per la laurea comprata in Albania e al quale pure il Cepu si sarebbe rifiutato di rilasciare qualsiasi tipo di attestato. Ecco, lo scorso luglio – con tutto il candore di cui poteva – ha detto che la laurea è stata comprata a sua insaputa. Lui, in realtà, non ci aveva pensato neanche a comprarsi un titolo di studio, convinto che fosse inutile o, nel suo caso, assolutamente poco credibile.

La corrente dell’allinsaputismo trova, però, terreno fertile sul mercato immobiliare: dopo il capostipite Scajola, infatti, ci sono stati anche la canoista ed ex ministro alle Pari opportunità, Josefa Idem, e l’ex senatore Gianfranco Fini. La prima, poco tempo dopo il suo insediamento al dicastero, finì nella bufera per una palestra censita come abitazione in quel di Ravenna, con l’Ici non pagata da 4 anni e perfino irregolarità edilizie. Dell’evasione dell’Ici, la plurimedagliata atleta italiana, disse di non sapere nulla e che, nel caso in cui fossero state accertate delle irregolarità, avrebbe provveduto a rimettersi a posto come qualsiasi altro cittadino.

Una casa, quella famosa di Montecarlo, è costata la carriera politica a Gianfranco Fini che ebbe l’ardire di non sapere che l’appartamento fosse stato intestato al cognato Giancarlo Tulliani.

Infine, c’è lei, Virgy. Virginia Raggi che nientemeno si è trovata beneficiaria di una polizza sulla vita, intestatale dal suo collaboratore Romeo. Ovviamente, non lo sapeva. Anzi, ne è rimasta sconvolta.

Ora, dopo questa carrellata, un dubbio mi sorge spontaneo: sono loro che sono troppo ingenui o siamo noi che, dal loro punto di vista, siamo molto fessi?


*Se hai trovato un errore di ortografia, può avvisarci selezionando il testo e premendo Ctrl+Invio.

Comments

comments