Il mistero di Frate Trigorio e del medaglione prodigioso.

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Facciata_san_Severinodi Giovanna Ciracì
Roma, seconda metà degli anni ’90 del primo millennio, da qualche anno la Chiesa ha dato il via alle Crociate per liberare i Luoghi Santi dagli infedeli turchi. Papa Urbano II siede sul suo trono quando gli comunicano la visita di un cavaliere di origini pugliesi, uno dei tanti partiti dal territorio italico per combattere a Gerusalemme la ‘Guerra Santa’. Il soldato entra salutando con reverenza il Santo Padre, e gli porge subito un oggetto avvolto in un tessuto. Si tratta di un medaglione molto prezioso, trafugato dall’Arca dell’Alleanza, la cassa di legno rivestita d’oro che Dio avrebbe ordinato di costruire a Mosè per suggellare l’alleanza, appunto, tra Dio e il popolo ebraico e come segno tangibile dell’esistenza divina sulla Terra. Il Papa accetta di buon grado il dono, promettendo di custodirlo gelosamente.
È il 1527, Frate Trigorio si trova nel Monastero di San Severino nella città di San Severo. Stringe tra le mani un medaglione che dicono sia appartenuto a Papa Urbano II. Si dice anche che abbia poteri miracolosi, come quello di donare l’immortalità a chi lo possiede. Lo conserva con estrema cura, cercando di nasconderla con molta attenzione. Sa che è un monile molto ambito proprio per le capacità che gli vengono attribuite e perché è una delle tante reliquie arrivate in Italia durante il periodo delle Crociate. In quei giorni, più che mai, deve stare attento, i Lanzichenecchi capeggiati da Carlo V stanno saccheggiando Roma spogliandola di ogni ricchezza di cui riescono a impossessarsi e teme che arrivino fino a San Severo per rubare il medaglione. Mentre è assorto in questi pensieri, sente dei rumori sospetti provenire da fuori. Passi veloci si avvicinano sempre di più, rumori strani riecheggiano nei pressi della stanza in cui si trova. Capisce che un pericolo incombe e bisogna agire prima che accada l’irreparabile. Pochi attimi e tre soldati inviati da Carlo V irrompono nella camera dove fino a pochi attimi prima si trovava Frate Trigorio, ma ora non c’è più nessuno. Cercano il medaglione che devono rubare e portare al loro re, dopo aver ucciso il monaco che lo custodisce, ma capiscono che il religioso è scappato. Si dirigono fuori, lo vedono fuggire via su un cavallo e decidono prontamente di inseguirlo. L’inseguimento prosegue fuori San Severo, fino alla zona denominata ‘I Tre Titoli’. I soldati raggiungono il monaco, ponendo fine alla sua fuga. Quello che accade da questo momento in poi rimane fino ad ora un mistero. Tutti i personaggi di questa storia sembrano svanire nel nulla, compresi i cavalli sui quali viaggiano. Di loro e del medaglione nessuna traccia, solo una spada insanguinata con su incisi i simboli del Tempio. Al corrente della vicenda viene messo papa Clemente VII che fa annotare tutto ciò negli archivi del Vaticano.San_Severo_sanseverino
Passano i secoli e le leggende legate al luogo dove sarebbero scomparsi Frate Trigorio e i cavalieri si diffondono sempre di più. C’è chi dice di aver intravisto figure strane aggirarsi per quei campi, chi è convinto che sia un posto maledetto, dove avvengono fenomeni inspiegabili e si verificano con molta frequenza incidenti stradali. Le dicerie non mancano, quindi, e la storia del frate e del medaglione magico sembra persistere nella memoria popolare. Che sia suggestione o verità, la zona de ‘I Tre Titoli’ continua a essere teatro di strani episodi.
Ma la sue vicende non finiscono qui. Nei primi decenni del secolo scorso quei luoghi sanseveresi vengono scelti da Madame Lea, fantomatica medium anglo-statunitense a capo di una setta segreta esoterica, come sede delle sue attività. I misteri si infittiscono quando si scopre che a Madame Lea, che ha dato vita al culto del Medaglione di frate Trigorio, sono imputate le morti di addirittura una ottantina di persone, tutte emigrate negli Stati Uniti e tutte provenienti dal territorio di San Severo, nel Foggiano. Due antropologi americani, Hebert Trunkenstyn e Rudolf Wagner, vengono incaricati dall’FBI statunitensi di svolgere ricerche in merito a queste scomparse misteriose. Le loro indagini sono intense e lunghe, tanto da protrarsi fino al 1980, senza però raggiungere grandi risultati. Anche i Servizi Segreti tedeschi, durante la seconda guerra mondiale, iniziano a indagare sulle vicende di Madame Lea, ma tutto si conclude con l’assassinio di un alto ufficiale nazista della Gestapo e di due suoi collaboratori. I delitti continuano, quindi, senza colpevole e soluzione.
Quella zona di San Severo sembra, quindi, destinata a essere teatro di sventure, e c’è chi, ancora oggi, assicura che da quelle parti accadono fenomeni inquietanti. È come se il Medaglione di Trigonio avesse reso immortale nel tempo i suoi misteri.


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