Il Miglior Vino Bianco per Vinitaly è ischitano

Quest’anno, il Vinitaly premia, come miglior vino bianco d’Italia, un prodotto della Vigna del Lume di Ischia, dalle Cantine Antonio Mazzella.

Un vino prodotto sull’isola di Ischia, dove terra e mare si incontrano, è il vincitore del premio “Miglior Vino Bianco d’Italia”. I vigneti del Lume di Ischia sono posti a picco sul mare, a pochi passi da minuscole grotte di tufo (a ricordare la natura vulcanica dell’isola), garantendo al vino vincitore un intenso sentore di frutta.

Il verdetto arriva da “5 Star Wines -The Book”, la guida della Fiera, legata al giudizio di una giuria internazionale, che – tra i circa tremila vini in concorso – ha valutato con un punteggio altissimo (96 punti su 100) il prodotto ischitano, assegnando una menzione speciale anche all’altro vino bianco della stessa casa vinicola, il Villa Campagnano.

Il Vigna del Lume è prodotto con uve Biancolella e deve il suo nome alla Punta che, in dialetto, tutti chiamano ‘O lummo (il lume). La pendenza del territorio superiore al 50% è una vera e propria sfida. “Il premio è soprattutto di nostro padre Antonio”, affermano i figli. Solo seimila bottiglie, ma il prodotto arriva anche in America.

Nicola e Vera Mazzella rappresentano la terza generazione della casa vinicola: le cantine sono state fondate nel 1940 da nonno Nicola, ma è stato soprattutto papà Antonio a dare una forte spinta ad una delle realtà produttive più consistenti di Ischia e che ha saputo assecondare e sfruttare al massimo le asperità del territorio (molti dei terreni sono raggiungibili solo a piedi, attraverso minuscoli sentieri).

“E’ un vino dall’acidità spettacolare e dai molteplici sentori di frutta. – spiegano Nicola e Vera Mazzella, che hanno ritirato il premio in queste ore – merito soprattutto della natura, in un’annata che ci ha creato non pochi grattacapi per via della siccità. Avevamo paura che i profumi si bruciassero, abbiamo aspettato la pioggia di settembre e il risultato ci ha premiati. Siamo contenti anche per l’isola che rappresentiamo, per la sua identità, per la sua cultura e il suo ambiente, e ancor di più per un settore, la viticoltura, che lega il nostro passato al nostro futuro”.


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