Il Kagami, lo specchio giapponese non è narciso

Oltre il mito di Narciso, la simbologia nipponica dello specchio tra riti e usanze ancestrali del culto buddista e scintoista

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Amaterasu-ō-mi-kami, la dea shintoista della luce

Di Tiziana Muselli

Il fascino e la saggezza delle antichissime usanze e dei miti del Sol Levante colorano di poesia e magia questa terra sospesa tra tradizione e modernità.

Suggestiva è la simbologia che i giapponesi conferiscono allo specchio. Lo specchio, kagami, riflette la verità, la purezza e la sincerità e tutto ciò che è racchiuso nell’anima umana. Nella tradizione buddista un kagami splendente esprime illuminazione spirituale, saggezza e conoscenza. Se invece è offuscato rispecchia uno spirito malvagio: infatti lo specchio ricoperto di polvere si ritiene mostri un’anima oscurata dall’ignoranza. Le eventuali macchie sarebbero provocate da sentimenti egoistici.

Nello shintoismo invece il kagami acquisisce anche una valenza sacra e solare. Lo specchio sacro a otto punte, Yata no Kagami, è custodito nel tempio di Ise, nella prefettura di Mie, ed è uno dei tesori sacri delle insegne imperiali del Giappone. Non visibile al pubblico, risale probabilmente all’età del bronzo e proviene dalla Cina o dalla Corea.

Specchio bronzeo buddista
Specchio bronzeo buddista

Lo Yata no Kagami si ritrova in un episodio della mitologia nipponica: si crede che gli dei usarono questo specchio per indurre la dea del Sole, Amaterasu-ō-mi-kami ad uscire dalla Grotta del Cielo dove si era nascosta, facendo piombare il mondo nell’oscurità. La dea vide il suo riflesso dando uno sguardo all’esterno e, incuriosita, uscì ridonando la luce alla Terra. Amaterasu poi donò lo specchio con altri oggetti simbolici al nipote Ninigi no Mikoto, dicendogli: “La terra dove tu andrai sarà governata ereditariamente dai miei discendenti. Va e che la prosperità della dinastia imperiale sia eterna, come sono eterni il cielo e la terra”. Ecco dunque spiegato perché uno degli appellativi dell’imperatore del Giappone è Figlio del Sole.

Lo Yata no Kagami per la sua caratteristica regale è anche chiamato Kagami Me Mitano, augusto spirito. L’oggetto infatti rimanda all’imperatore la sua immagine divina e la sua forza solare.  Inoltre viene esposto in molti templi scintoisti ed anche usato in riti di purificazione.

Anticamente le neospose dell’imperatore, venivano poste nude davanti allo specchio e spazzolate con una scopa dal manico di legno e dalle setole di carta bianca per essere purificate prima di unirsi al sovrano. Ancora oggi è usanza nelle case giapponesi porre uno specchio su un piccolo altare per onorare il culto delle anime degli antenati.Inoltre nella tradizione buddista nipponica è proprio uno specchio di bronzo che viene posto accanto alla testa del defunto per proteggere il suo spirito dalle forze del male.


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