Era già accaduto: un ordigno di fronte ad una libreria a Firenze. Anche questa volta si segue la pista anarchica.

Una bomba, nel bel mezzo dei festeggiamenti del Capodanno, proprio di fronte ad una libreria, “Il Bargello”, vicina a CasaPound.

“Torna l’incubo anarchico” si legge su La Nazione. Il segfirenze-attentato-bomba-davanti-a-casapound-notte-capodanno-e1483270576654retario del Psi, Riccardo Nencini, dichiara:”Brutto clima quando si usano le bombe contro obiettivi politici. Non è politica, è terrorismo e va condannato senza tentennamenti. Sono vicino all’artificiere ferito e alla sua famiglia“. Dopo appena un giorno sono partite le perquisizioni nell’area anarchica toscana: urge individuare un colpevole.

Anche questa volta si segue la pista anarchica, così come avvenne nel 1927, con Sacco e Vanzetti negli Stati Uniti e nel 1969, quando l’anarchico Pinelli fu defenestrato (o cadde!!!) da una finestra della Questura di Milano, dove si trovava per l’interrogatorio in merito all’esplosione di un ordigno all’interno della Banca Nazionale dell’Agricoltura, in piazza Fontana. Sospettato sulla scorta di altre esplosioni avvenute in passato, per ordigni posizionati, però, dai neofascisti di Ordine Nuovo.

Ma gli anarchici, tornando indietro nel tempo, leggendo la storia per tradurre il presente, solitamente non hanno come obiettivo principale i civili: sono soliti colpire simboli associalicia-pinellibili alle istituzioni statali (Umberto I fu ucciso dall’anarchico Gaetano Bresci nel 1900 e, prima ancora, Orsini attentò alla vita di Napoleone III), il potere autocrate ed i centri del potere (Auguste Vaillant nel 1893 fece esplodere una bomba nella Camera dei Deputati francese, con l’intento di vendicare le classi svantaggiate, non per uccidere). Certo, l’anarchismo non è mai stato un movimento codificato nella sua interezza, ma persino filosofi anarchici come Malatesta (anticipando la propaganda col fatto, disse «la guerra continua alle istituzioni stabilite, ecco ciò che chiamiamo la rivoluzione in modo permanente!») rigettarono l’uso della violenza cruda ed indiscriminata.

Nella stessa notte, a Foggia, un bossolo di proiettile è stato ritrovato appoggiato sulla serranda del laboratorio politico studentesco Ucronìa. “L’apice di una serie di minacce e intimidazioni che si sono verificate negli ultimi tempi” – è stato dichiarato.
Nonostante tutto, gli studenti sono fieri del lavoro svolto negli ultimi mesi e affermano:”Nessuna forma di prevaricazione, minaccia o intimidazione potrà farci fare alcun passo indietro, né potrà spegnere le nostre idee, le nostre passioni e la nostra voglia di rendere questa città un posto migliore, più giusto e privo di odio e violenza“.
Soltanto pochi giornali locali parlano dell’accaduto.

 


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