Il Diario di Borgo del giovedì. Storie e storia, memorie e cultura, bellezze e colori dell’Italia dei borghi.

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cover del libro Le radici e le ali di Goffredo Palmerini

La rubrica Diario di Borgo

Con Il Diario di Borgo del giovedì iniziamo una rubrica settimanale che si prefigge di promuovere la conoscenza e lo studio dei valori, delle memorie e della storia dei borghi. L’origine del Diario è abruzzese ma la sua valenza è dell’Italia intera di cui i borghi ne costituiscono la spina dorsale in termini di radici e identità culturali, oltre che a volte in senso puramente geografico. Si pensi alla dorsale appenninica e a quello che esprimono i borghi del suo territorio come patrimonio culturale, architettonico, storico, enogastronomico ecc… . 

In questa prima pagina del Diario di Borgo del giovedì parleremo dello scrittore e giornalista Goffredo Palmerini, un abruzzese doc. Abbiamo scelto di aprire la rubrica con Palmerini perché nel portare avanti con passione i suoi impegni negli ambiti della cultura, del giornalismo, della scrittura esprime le caratteristiche umane e i valori fondanti delle comunità dei borghi. Prime tra tutte la fedeltà alle proprie radici familiari e il rispetto per la storia e la memoria dei luoghi.

Goffredo Palmerini un abruzzese globale.

La biografia di Goffredo Palmerini ci dice che è nato nel 1948 a L’Aquila ma chi lo conosce sa che le sue radici sono in quel di Paganica, importante frazione del comune dell’Aquila, dove tuttora vive. Al suo lavoro di dirigente delle Ferrovie dello Stato ha affiancato una intensa attività nel panorama culturale abruzzese, come giornalista e scrittore.

Goffredo Palmerini
Goffredo Palmerini

I suoi articoli spesso sono dei veri e propri saggi con i quali testimonia e valorizza eventi, uomini e luoghi soprattutto del suo Abruzzo. Moltissimi dei suoi scritti sono ospitati su testate di tutti i continenti, dall’Argentina all’Australia, dal Brasile al Canada, agli USA, passando per l’Europa intera. Goffredo Palmerini nei suoi scritti esprime uno stile di scrittura elegante e raffinato, che rifugge dalle mode espressive del momento, riuscendo a dare al pezzo quel valore aggiunto fatto di passione e coinvolgimento personale che difficilmente sfugge al lettore.

Comunque lo scenario culturale e giornalistico legato all’emigrazione è quello dove Goffredo Palmerini esprime ormai da oltre un decennio il massimo delle sue competenze. Infatti viene considerato a livello nazionale e internazionale un profondo conoscitore e studioso di emigrazione, grazie ad una intensissima attività espressa nel tessere, con pazienza e determinazione tipicamente abruzzesi, rapporti di conoscenza con le comunità italiane all’estero. Con la stessa pazienza e determinazione Palmerini affronta decine di viaggi l’anno spesso fuori dall’Europa, in Nord America piuttosto che in Sud America, per andare ad incontrare comunità di emigrati e partecipare ad eventi culturali. Una su tutte le sue partecipazioni alle manifestazioni culturali legate al Columbus Day negli USA. Questi incontri e missioni vengono testimoniati da resoconti che Goffredo pubblica sui suoi seguitissimi profili social.

“Le radici e le ali”: pregi umani della nostra Italia nel mondo
Emblematica è la sua ultima opera letteraria “Le radici e le ali”, che racchiude 67 interventi corredati da 290 foto che vanno a coprire gli ambiti più disparati. Degna di nota e carica di significati è la dedica del libro che Palmerini ha riservato “a tutti i bambini migranti”. Riportiamo di seguito le parole che la Prof. Liliana Biondi ha usato per sottolineare il valore della dedica, durante il suo intervento alla presentazione del libro il 21/03/2016.
“La dedica del libro a tutti i bambini migranti costituisce, già da sola, radice e ali: essa abbraccia storia passata, presente, futura in ambito di umanità, di solidarietà, di amore, di speranza, di problematicità, di educazione e di cultura per un mondo migliore. A tutti i bambini migranti: una realtà cruda e dolorosa di ieri che quotidianamente e drammaticamente si rinnova ai nostri giorni; una realtà, che con tutti i dovuti distinguo sociali, politici, religiosi, territoriali, antropologici, che sia normale emigrazione o esodo senza fine, è una realtà che resta invariata nel tempo sotto il profilo del trauma fisico e psicologico, perché la carne e l’animo di qualunque bambino del mondo, a qualsivoglia epoca si riferisca, sono carne ed animo innocenti”.
Riportiamo un altro passo della Prof. Biondi che parlando sempre del volume Le radici e le ali, mette in risalto le capacità espressive di Goffredo Palmerini.
Goffredo, infatti, non utilizza il solo senso della vista nel rappresentare paesaggi, città, itinerari, persone, eventi; egli accompagna il lettore facendogli rivivere immagini e sensazioni con pacatezza, con partecipazione d’animo, con sentimento, con gradevole senso estetico, così che talvolta il respiro dello scrittore va oltre la veridicità del giornalista. Ecco solo un brevissimo passo, uno dei tanti che impreziosiscono il volume, in cui Goffredo racconta il suo viaggio verso Marcinelle:
… È una bella giornata di sole, di quelle tiepide, come promettono le incipienti ottobrate romane che tanto intrigarono Ottorino Respighi. Man mano che l’aereo guadagna il nord s’increspano nuvole candide e cirri, disegnando al suolo arabeschi d’ombre lungo la costa toscana e sulla campagna frammentata di colture cangianti, nelle tonalità del verde e della terra di Siena. […] Pochi minuti per raggiungere la stazione di Charleroi Sud, di fronte alla quale c’è l’albergo dove alloggiamo. In quella stazione, nel secondo dopoguerra, stipati convogli assecondavano il sogno di futuro di centinaia di migliaia di nostri emigrati, specie del meridione d’Italia, per calarli nelle nere viscere della terra ad estrarre carbone. Una fetta cospicua di questa emigrazione era abruzzese. 13316792_102 (2)
Completiamo la pagina odierna dedicata a Goffredo Palmerini, citando alcuni dei suoi più prestigiosi riconoscimenti e incarichi. Membro del Comitato scientifico internazionale del “Dizionario Enciclopedico delle Migrazioni Italiane nel Mondo” (ed. SER ItaliAteneo e Fondazione Migrantes, 2014) di cui è anche uno degli autori. Dal 2006 componente del Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo, l’organismo della Regione Abruzzo composto dai delegati delle comunità regionali all’estero. Delegato per l’Abruzzo dell’Associazione Nazionale Famiglie Emigrati. Membro dell’Istituto Abruzzese di Storia della Resistenza e dell’Italia contemporanea. Vice Presidente dell’Istituto Cinematografico dell’Aquila “La Lanterna Magica”.
Vincitore del XXXI Premio Internazionale Emigrazione, sezione Giornalismo.
Vincitore del Premio L’Aquila “Zirè d’Oro” dell’anno 2008 per le sue attività culturali all’estero. Vincitore del Premio Internazionale “Guerriero di Capestrano” dell’anno 2008 per il suo contributo alla diffusione della cultura abruzzese nel mondo.
Nel 2014 Premio Roccamorice (PE) per la promozione e diffusione della Cultura, Premio Speciale “Nelson Mandela” per i Diritti Umani, Lecce.
Per quanto riguarda la sua attività editoriale vanno ricordati i suoi libri:
“Oltre confine” (2007) “Abruzzo Gran Riserva” (2008), “L’Aquila nel Mondo” (2010), “L’Altra Italia” (2012) e “L’Italia dei sogni”(2014)

 


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