Essendo da pochi giorni state confermate le pene per i partecipanti al delitto di Avetrana, la rubrica Crimini e omicidi – il fascino dell’oscurità non poteva esimersi dal trattare l’assassinio di Sarah Scazzi.

Sarah Scazzi - Fonte: globusmagazine.it
Sarah Scazzi – Fonte: globusmagazine.it

Ricordiamo insieme cosa accadde il 26 agosto del 2010.

Siamo ad Avetrana, un paese in provincia di Taranto che conta quasi settemila anime. Il Torrione, ricordo di antiche vestigia, spicca sullo scenario salentino accanto ai recenti bed & breakfast, nati sulla scia di un turismo agevolato dalla vicinanza alla costa.

Masseria grottella - Fonte: Wikipedia
Masseria grottella – Fonte: Wikipedia

Purtroppo il male si è insinuato anche in questo posto pittoresco e tra i suoi tranquilli abitanti, colpendo una quindicenne in maniera spietata e brutale.

Il 26 agosto 2010 Sarah Scazzi, studentessa al secondo anno dell’istituto alberghiero sparisce. Ne viene denunciata la scomparsa dalla madre Concetta, e poco dopo i riflettori di tutta Italia sono puntati su una vicenda contorta e cruenta.

Concetta Serrano, madre di Sarah Scazzi - Fonte: leggo.it
Concetta Serrano, madre di Sarah Scazzi – Fonte: leggo.it

Sarah esce di casa alle 14:30 per recarsi a casa della cugina, Sabrina Misseri, a qualche centinaia di metri dalla sua abitazione, e andare al mare insieme ad un’altra loro amica. Purtroppo quello che l’aspetta non è un rilassante pomeriggio sotto il sole, ma la morte.

Inizialmente le ricerche si orientano verso una sua eventuale fuga. Il padre e il fratello della giovane sono infatti emigrati al nord del Paese, e non è un mistero il sentimento di nostalgia da parte della ragazza legato a quest’allontanamento forzato. Il suo diario, il profilo di Facebook, le abitudini, tutto viene indagato, setacciato, al fine di capire che fine abbia fatto l’adolescente. I mass media iniziano a descrivere un’irrequietezza e un desiderio di evasione che in realtà, a detta dei suoi familiari, non le appartengono. I parenti avanzano invece l’ipotesi del rapimento, sebbene le loro modeste condizioni economiche rendano questa idea poco fondata.

Comunque i Carabinieri vagliano sia la possibilità di una fuga volontaria, che di un sequestro da parte di un adescatore che si sarebbe servito di Facebook.

La madre, e soprattutto la cugina di Sarah, iniziano ad essere volti noti, presenti in molte trasmissioni televisive.

Michele Misseri, zio di Sarah Scazzi - Fonte: bari.repubblica.it
Michele Misseri, zio di Sarah Scazzi – Fonte: bari.repubblica.it

Il 29 settembre 2010 lo zio di Sarah, Michele Misseri, ritrova il cellulare della ragazzina in un campo vicino a casa. Il cellulare è semibruciato.

Michele Misseri è un agricoltore che per un po’ ha vissuto in Germania. Lui e la moglie, Cosima Serrano, sono conosciuti ad Avetrana come “brave persone”. Gli interventi dell’uomo però gettano su di lui i sospetti degli investigatori e il 6 ottobre, dopo nove ore di interrogatorio, Michele Misseri confessa di aver ucciso la nipote.

Inizia quindi un estenuante balletto da parte dell’uomo, fatto di dichiarazioni e smentite. Una settimana dopo, infatti, il Misseri ritratta e si giustifica asserendo di aver fatto solamente dei sogni erotici su Sarah. Il 15 dello stesso mese, però, conferma il coinvolgimento nell’omicidio della figlia Sabrina. Secondo le sue dichiarazioni le due ragazze avevano litigato ed in seguito alla lite Sarah era rimasta uccisa. Sabrina Misseri viene quindi interrogata il giorno seguente e accusata di concorso in omicidio, imputazione confermata il 21 ottobre dal GUP di Taranto, anche a causa della testimonianza di Mariangela Spagnoletti, l’amica con cui Sabrina e Sarah avrebbero dovuto recarsi al mare, ma che aveva invece accolto un’impaurita Sabrina preoccupata per l’assenza di Sarah, che continuava a ripeterle che sicuramente era stata rapita.

Sabrina Misseri, cugina di Sarah Scazzi - Fonte: tgcom24.mediaset.it
Sabrina Misseri, cugina di Sarah Scazzi – Fonte: tgcom24.mediaset.it

Ma quale è stato il movente di Sabrina Misseri?

Si pensa al più classico cliché, la gelosia. Sabrina non può sopportare le attenzioni che Ivano Russo, un giovane cuoco, indirizza alla cugina, essendone lei stessa invaghita. In realtà i tre si conoscono solamente da alcuni mesi e tra Ivano e Sabrina a un certo punto sembra poter nascere qualcosa di più, ma il ragazzo stesso sceglie di non spingersi oltre, per paura di rovinare la loro amicizia.

Sarah raccoglie come sempre le confidenze della cugina, ma sembra che questa volta non avesse mantenuto il segreto, scatenando i pettegolezzi del paese, e spingendo Ivano Russo a troncare ogni rapporto con Sabrina. A causa di ciò il 25 agosto le due ragazze litigano davanti a un pub.

Ivano Russo - Fonte: urbanpost.it
Ivano Russo – Fonte: urbanpost.it

L’autopsia sul corpo di Sarah esclude la violenza sessuale, quindi Michele Misseri cambia nuovamente versione ritrattando il dichiarato abuso post mortem. Il 6 novembre arriva un’altra confessione e Misseri accusa la figlia, investendosi del solo ruolo di occultatore di cadavere. Sabrina Misseri viene quindi accusata di omicidio e decade l’imputazione di sequestro di persona.

Il 26 maggio 2011 entra in scena un’altra figura controversa, Cosima Serrano, accusata di concorso in omicidio e sequestro di persona. La zia di Sarah infatti, il pomeriggio del reato effettua una chiamata con il proprio cellulare dal garage annesso alla casa, dove Sarah è stata strangolata e fatta sparire, mentre aveva dichiarato di non esservisi recata quel giorno. Cinque giorni dopo Michele Misseri viene rilasciato perché trascorsi i termini di custodia cautelare.

Entra a questo punto in scena Giovanni Buccolieri, fioraio di Avetrana, che afferma di aver visto il 26 agosto 2010 tra le 14:00 e le 14:20, Sabrina e Cosima insieme a Sarah, mentre la costringevano a salire in macchina; per poi ricusare in un possibile “sogno” a occhi aperti.

Il 1° luglio si concludono le indagini preliminari e vengono incriminate un totale di quindici persone per reati vari, dal concorso in omicidio, al sequestro di persona, alla soppressione di cadavere, alla falsa dichiarazione, fino a intralcio alla giustizia.

Intanto Michele Misseri dichiara che le accuse mosse contro la figlia Sabrina sono state un espediente suggeritogli dal suo avvocato Galoppa e dalla dottoressa Bruzzone, il 19 novembre 2010 nell’incidente probatorio. Questa nuova indicazione gli vale una denuncia per calunnia. Fabrizio Gallo è il penalista a cui Misseri affida la difesa per questo reato.

La difesa di Sabrina Misseri è affidata invece all’avvocato penalista Franco Coppi, insieme a Emilia Velletri e Vito Russo Junior. In seguito gli ultimi due vengono esclusi perché indagati nello stesso procedimento della loro assistita. Anche i difensori di Michele Misseri incorrono nella stessa sorte, per il medesimo motivo. I legali, tranne Vito Russo Junior, sono stati poi scagionati per insussistenza del fatto-reato.

Cosima Serrano, zia di Sarah Scazzi - Fonte: leccenews24.it
Cosima Serrano, zia di Sarah Scazzi – Fonte: leccenews24.it

Il 10 gennaio 2012 si apre il processo davanti alla Corte d’Assise di Taranto. I principali imputati sono Sabrina Misseri con l’accusa di omicidio volontario, Cosima Serrano per il reato di concorso in omicidio e Michele Misseri per il crimine di occultazione di cadavere.

Il Comune di Avetrana si dichiara parte civile.

Ivano Russo testimonia la brevissima relazione con Sabrina Misseri. Afferma inoltre di aver accompagnato Sabrina, insieme a Alessio Pisello, a contrada Mosca, la notte del ritrovamento della vittima, dove Michele Misseri aveva appena portato alla luce il cadavere della povera Sarah. Sabrina aveva parlato infatti al telefono con la madre che stava guardando la trasmissione Chi l’ha visto? e nel frattempo la informava dandole indicazioni.

Il 5 dicembre 2012 Michele Misseri confessa nuovamente l’omicidio di Sarah Scazzi. Il suo avvocato rimette il mandato e il processo viene sospeso in attesa di un nuovo legale.

Il 20 aprile 2013 la Corte d’assise di Taranto condanna Sabrina Misseri e Cosima Serrano all’ergastolo, mentre Michele Misseri riceve una pena di otto anni per concorso in soppressione di cadavere. Anche il fratello e il nipote dello zio di Sarah, Carmine Misseri e Cosimo Cosma, arrestati il 23 febbraio 2011 vengono condannati a sei anni per il reato di concorso in soppressione di cadavere.

L’ex difensore di Sabrina Misseri, Vito Russo Junior, accusato di favoreggiamento personale, viene condannato a due anni.

Il processo di secondo grado inizia il 14 novembre 2014 e dura otto mesi.

Il 27 luglio 2015 la Corte d’Assise d’Appello di Taranto conferma le pene per i tre imputati principali, mentre la reclusione dell’ex avvocato di Sabrina Misseri viene ridotta a un anno e quattro mesi, e Carmine Misseri è condannato a cinque anni e undici mesi.

A un anno di distanza dalla condanna, le motivazioni non sono state depositate, quindi il 29 luglio 2016 l’avvocato Franco Coppi sollecita il ministro della giustizia Andrea Orlando a promuovere un’ispezione ministeriale al tribunale di Taranto. Il ritardo dovuto a un problema tecnico ha danneggiato il diritto alla difesa di Sabrina Misseri e Cosima Serrano, non potendosi svolgere il processo di Cassazione. Le motivazioni vengono pubblicate nell’agosto del 2016 dal giudice relatore Susanna De Felice. Il CSM ha quindi aperto un fascicolo per stabilire una sanzione disciplinare al magistrato estensore.

Pochi mesi prima i legali di Sabrina Misseri in pro di problemi di salute psicofisica e vista la non pericolosità della condannata, avevano chiesto gli arresti domiciliari presso una comunità terapeutica, ma la richiesta era stata respinta.

Il 21 febbraio 2017 la Corte di Cassazione ha infine confermato la condanna all’ergastolo per Sabrina Misseri e Cosima Serrano per l’omicidio volontario di Sarah Scazzi e gli otto anni di reclusione per Michele Misseri per soppressione di cadavere e inquinamento delle prove. Carmine Misseri ha avuto una pena di quattro anni e undici mesi e Vito Russo Junior e Giuseppe Nigro un anno e quattro mesi per favoreggiamento personale. Cosimo Cosma è morto il 7 aprile 2014 a causa di un tumore.

Claudio Scazzi, fratello di Sarah Scazzi - Fonte: ilgiornale.it
Claudio Scazzi, fratello di Sarah Scazzi – Fonte: ilgiornale.it

Claudio Scazzi, il fratello di Sarah, ha dichiarato “Sarah ha ricevuto giustizia. Questa è una sentenza equilibrata basata sul lavoro durato tanti anni di persone fortemente motivate. Il Paese deve ringraziare coloro che hanno lavorato a questo caso”.

Paola Bianchi


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