Il commissario Montalbano: Le ragioni di un successo – TV e dintorni

“Il commissario Montalbano”, una anomalia televisiva, almeno per quanto riguarda la TV italiana. Una serie che dal 1999 miete successi su successi anche con le repliche delle repliche.

In effetti ci troviamo di fronte a una serie che serie non è, si tratta infatti di episodi a se stanti, come dei film TV, ognuno con una storia e un finale, dei gialli in cui conta di più il risvolto pisco sociologico   che la soluzione del caso. Sin dai primi episodi  il successo è stato immediato, la serie risulta, secondo AUDITEL, sempre vincitrice della prima serata. La cosa che più salta all’occhio è che i numeri sono sempre notevoli, sia che si tratti di episodi in prima TV ( nel 2018 l’episodio  Amore ha conquistato 10.816.000 spettatori pari al 42.8% di share) che di repliche ( Il Sorriso di Angelica, in onda il 2 Aprile 2018, ha conquistato 6.575.000 spettatori pari al 28.3% di share ).

La produzione Rai è stata trasmessa da oltre 19 televisioni straniere.

A cosa è dovuto questo successo? I motivi potrebbero essere molteplici, a partire dalla fonte letteraria, i romanzi di Camilleri con protagonista il commissario, editi da Sallerio, hanno avuto sempre un successo di lettori e di critica, e sul piccolo schermo sono stati sempre riportati in maniera magistrale. Gli interpreti hanno poi interpretato i personaggi in maniera perfetta: Luca Zingaretti ( commissario Montalbano), Cesare Bocci ( il vice commissario Mimì Augello), Peppino Mazzota ( Fazio), Angelo Russo (Catarella), solo per citare i principali, hanno dato vita ai personaggi dello scrittore siciliano. E’ ora difficile leggere un libro della serie senza abbinare il volto degli attori alle righe del giallo. Seppur sia che Zingaretti che gli altri abbiano fatto altre cose, sul piccolo e grande schermo, la loro identificazione con i personaggi della serie TV è immediata.

Un contributo di primaria importanza è dato dall’ambientazione, paesaggi mozzafiato e scorci artistici e storici di estrema bellezza. Da rimarcare i fatto che, se pur i posti non abbiano il nome di quelli dei libri e della TV, la fiction ( nome che non mi piace) ha dato una enorme visibilità e propaganda turistica all’intera regione in cui gli episodi sono girati. Cesare Bocci ( Mimì Augello) che ho avuto il piacere di incontrare l’estate scorsa durante la presentazione del suo libro,scritto a quattro mani con la moglie, mi diceva che nell’arco di vent’anni le presenze turistiche, ristoranti e alberghi, hanno avuto un incremento numerico enorme.

Basta questo per decretare un successo che dura da circa vent’anni? Credo che il vero motivo sia da ricercare ben più in profondità, sin dentro l’animo del commissario. Montalbano è un personaggio atipico nel panorama giallistico italiano e non solo, le storie mettono in evidenza un funzionario politicamente coretto che non esita a mettersi contro le gerarchie della legge per condurre a suo modo le indagini. Un poliziotto che prevarica le regole se si trova di fronte a una ingiustizia. Un uomo senza vizi e scheletri nell’armadio  Un eterno e fedele fidanzato di una donna lontana ( Livia è di Genova – Boccadasse) capace di resistere a tentazioni femminili di ogni genere ( a parte qualche rarissima caduta). Appassionato della buona tavola e dei buoni libri. Sembrerà strano ma a rendere speciale Salvo Montalbano è la sua normalità.

 


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