Il caso catalano e la secessione nel diritto internazionale

La Catalogna non è la prima regione a dichiarare unilateralmente l’indipendenza. I cosiddetti “Stati a riconoscimento limitato” rappresentano un precedente da prendere in considerazione.

Nel diritto internazionale non esiste alcun diritto alla secessione. Come visto, il diritto all’autodeterminazione dei popoli non è applicabile alle rivendicazioni di un indipendentismo catalano che rischia di restare frustrato davanti al principio dell’integrità territoriale degli Stati. Tuttavia non mancano gli esempi storici di secessioni avvenute con successo. Molti Stati sono nati, infatti, separandosi da patrie “più grandi” (si pensi all’indipendenza del Bangladesh dal Pakistan nel 1971, dell’Eritrea dall’Etiopia nel 1993 o di Timor Est dall’Indonesia nel 2002).  Questi sono solo alcuni esempi di secessioni riconosciute dai soggetti interessati, una peculiarità fondamentale per comprenderne l’esito.

La Convenzione di Vienna del 1978 sulla successione degli Stati nei trattati, tuttavia, non si applica a qualsiasi mutamento territoriale. Secondo l’art. 6, essa “si applica soltanto agli effetti di una successione tra Stati avvenuta in conformità del diritto internazionale, ed in particolare, dei principi di diritto internazionale contenuti nella Carta delle Nazioni Unite”. Ciò esclude i casi di secessione mediante l’uso della forza o mediante forme incompatibili con il diritto internazionale. La secessione della Crimea dall’Ucraina tramite referendum nel 2014 fu infatti dichiarata illecita dalla comunità internazionale e non riconosciuta, perché violava le norme del diritto internazionale e l’integrità territoriale ucraina.

La contrarietà del processo di indipendenza della Catalogna alle leggi dello Stato spagnolo è la chiave per comprenderne il fallimento. Una dichiarazione unilaterale di indipendenza, inoltre, ha bisogno di essere affiancata da un effettivo controllo militare del territorio per potersi trasformare in qualcosa di concreto.

Alcune regioni sono infatti riuscite a dichiarare unilateralmente l’indipendenza e ad instaurare un controllo effettivo sul territorio che, seppur in assenza di riconoscimento internazionale, ne garantisce un’indipendenza de facto. Si tratta dei cosiddetti “Stati a riconoscimento limitato”.  Di seguito i principali casi:

TaiwanRisultati immagini per taiwan flag

Nel 1949 i comunisti guidati da Mao vinsero la Guerra Civile cinese e il governo nazionalista riparò sull’isola di Taiwan. L’ONU e i paesi occidentali considerarono quello di Taiwan come legittimo governo cinese fino al 1971. Attualmente Taiwan è riconosciuto solo da una ventina di Paesi che ancora non riconoscono la Repubblica Popolare Cinese. Nonostante funzioni come uno Stato de facto a tutti gli effetti, viene considerato dalla stragrande maggioranza della comunità internazionale come una provincia ribelle della Cina popolare.

Kosovo

Il Kosovo ha dichiarato la sua indipendenza dalla Serbia nel 2008 ma è stato riconosciuto da solo 114 Stati dell’ONU su 193. Fra i Paesi che non hanno riconosciuto la sua indipendenza spiccano Spagna, Romania, Serbia e Russia (il cui veto impedisce l’ingresso del Paese nelle Nazioni Unite), che considerano il processo d’indipendenza kosovaro contrario al diritto internazionale.

Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi

Il Sahara occidentale, ex colonia spagnola, si presenta come un territorio conteso tra il Marocco, che ne rivendica la sovranità, e il Fronte Polisario, un’organizzazione politica che lotta per l’indipendenza dell’autoproclamata repubblica. Fin dal 1975, al termine della colonizzazione spagnola, l’ONU proclamò l’intenzione di convocare un referendum di autodeterminazione del popolo sahrawi che ad oggi non si è ancora svolto. La Repubblica Sahrawi è riconosciuta da 82 Stati, per lo più africani e latinoamericani.

Repubblica Turca di Cipro del Nord

Nel 1974, in seguito a un tentato colpo di Stato sull’isola di Cipro volto ad integrare l’isola al resto della Grecia, la Turchia invase ed occupò militarmene la zona settentrionale, che proclamò la sua indipendenza nel 1983. La Repubblica di Cipro Nord è stata riconosciuta solo dalla Turchia, mentre L’UE e l’ONU riconoscono ufficialmente la sovranità di Nicosia su tutta l’isola, anche se lo stato filo-turco continua ad esistere de facto.

Palestina

L’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, riconosciuta nel 1974 dall’ONU quale rappresentante del popolo palestinese, dichiarò lo Stato Palestinese nel 1988, senza esercitare alcun controllo effettivo sul territorio. Il discusso Stato Palestinese è riconosciuto formalmente da 130 Paesi (tra cui Russia e Cina) ma con l’opposizione netta degli USA.

Somaliland

Nel 1991 una parte del territorio della Somalia dichiarò unilateralmente la sua indipendenza col nome di Repubblica del Somaliland. Pur essendo uno Stato de facto funzionante (con una moneta, una costituzione e un proprio governo), il Paese non è riconosciuto dalla comunità internazionale che continua a considerarlo una regione autonoma della Somalia.

Ossezia del Sud e Abcasia

Si tratta di due Stati de facto che formalmente sono parte della Georgia, da cui si sono dichiarati indipendenti nel 1991 e 1992. La Georgia continua a contrastarne l’indipendenza mentre la Russia appoggia le due repubbliche filorusse. Sono riconosciute da 5 (Ossezia) e 6 (Abcasia) Paesi del mondo (Russia, Nicaragua, Venezuela, Tuvalu e Nauru, più Vanuatu che riconosce solo l’Abcasia).

Nagorno Karabakh

Dopo la caduta dell’URSS, Azerbaijan e Armenia iniziarono a combattersi per il controllo del Nagorno Karabakh, una regione popolata essenzialmente da armeni. Nel 1992 la regione dichiarò la propria indipendenza ma è stata riconosciuta come Stato solo da altri Stati a riconoscimento limitato.

Repubbliche di Donetsk e Lugansk

In seguito alle proteste in Ucraina nel 2014, due parti del territorio proclamarono la propria indipendenza unilateralmente: la Repubblica di Donetsk e la Repubblica di Lugansk. La comunità internazionale non riconosce la loro indipendenza e le considera regioni dell’Ucraina sotto occupazione russa. Grazie al controllo militare, l’Ucraina non esercita più una sovranità effettiva sul territorio che può considerarsi indipendente de facto. Solo l’Ossezia del Sud ne riconosce l’indipendenza.

TransnistriaRisultati immagini per tiraspol

La Transnistria è uno Stato de facto non riconosciuto dall’ONU e considerato formalmente parte della Repubblica di Moldavia. Dichiarò la sua indipendenza unilateralmente nel 1990 e nel 1992 vi scoppiò una guerra. In seguito al cessate il fuoco fu istituita una zona demilitarizzata tra Moldavia e Transnistria. Ad oggi, solo Abcasia, Ossezia del Sud e Nagorno Karabakh hanno riconosciuto la Transnistria indipendente. Possiede una propria moneta, un parlamento, un inno, un esercito e una forza di polizia, funzionando come Stato de facto.


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