di Alessia Giuliani e Beatrice Calastri

Chissà se per i neonati è la stessa cosa…

Ad un certo punto ho chiuso gli occhi e quando li ho riaperti, tutto era diverso e terrificante!
Mi prude il naso, ma non riesco a grattarlo: la mano non si muove, guardo attorno a me… anche il mondo che mi circonda è diverso…

Tre donne si alternano costantemente al mio fianco e i loro sguardi sono così pieni di ansia e tristezza… so che sono le mie figlie, ma ho perso i loro nomi
le parole si sono fatte acqua e quando cerco di afferrarle scivolano via, dissolvendosi in grugniti e lamenti che non hanno senso e che accendono di lacrime trattenute gli occhi delle mie figlie…

Cosa mi succede???
Qualcuno mi aiuti!!!
Questo corpo è diventato una gabbia che imprigiona ogni mio sentimento, ogni azione, ogni modo di comunicare con gli altri… sarà questa la mia vita???
Io che ho insegnato decenni a ragazzi che, a volte, a malapena sapevano parlare italiano … quella parola… non l’afferro… è sparita… Damn!!!

English teacher! Ecco!! Ero una English teacher… ma la parola nella mia lingua scivola via… scorre nei meandri di questo corpo che è diventato una bara!
Io non la voglio questa vita!!!!
Dovrò finire i miei giorni in queste bende di silenzio, immobilità e parole fatte di acqua???”

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“Non disperare, non arrenderti: sei sempre stata una guerriera, e per quanto questa possa non sembrarti una vita, NON E’ FINITA QUI’…!!”

“Non mi piace, sono impotente… sembra soltanto un brutto incubo… magari lo è??”

“Non è un incubo, fa parte della realtà. Sei stata vittima di un Ictus: un vaso sanguigno che nutre il tuo cervello si è momentaneamente ostruito, portando alla morte le cellule di alcune aree cerebrali. Questo ha causato la perdita di alcune funzioni come la produzione e la comprensione del linguaggio, la motricità volontaria ed involontaria, l’esplorazione dello spazio…”

“E i miei ricordi…? Anche quelli non ho più? Come possono perdersi i ricordi? Cosa ne è stato della mia vita prima di ora??”

“I ricordi nella mente sono come le parole scritte sulla carta da lettere: può invecchiare, ingiallire o bruciare. Però non tutto è perduto… ciò che possiamo fare in questi casi è tentare di recuperarne i frammenti, metterli vicino e cercare di ricostruire il senso del messaggio…”

“…E come?? Come posso ricordarmi di me, delle mie figlie, della mia vita?? La mia testa è come un barattolo semi vuoto ormai…”

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“Dovrai avere coraggio, buona volontà e molta pazienza. Dovrai saper accettare ciò che ormai non è modificabile e dovrai saper cambiare ciò che è possibile. Dovrai non arrenderti di fronte a grandi sconfitte e dovrai saper gioire di ogni minimo traguardo!!”

“Il mio corpo sembra esser diventato una matriosca: la mia volontà rimane imprigionata nel pezzo più piccolo e profondo: non posso liberarla! I miei bisogni, esigenze, pareri, volontà… da eventi scontati divengono ora irrealizzabili.

La vita diviene un incredibile cerchio: IO, da sempre abituata a sorreggere ed accompagnare, ora dovrò essere sorretta ed accompagnata.

Ho insegnato e corretto per tutta la mia vita, ed ora mi trovo ad essere costretta a lezioni e correzioni continue.

La vita è proprio strana, imprevedibile…”

“Sì, la Vita non sa guardare in faccia: è tanto meravigliosa, per quanto tremenda. Sa essere generosa e pretenziosa allo stesso tempo. La Vita è un disegno dai mille colori: ti mostra tutte le sue sfumature, comprese quelle dai toni più scuri.
E’ proprio vero, la Vita è una severissima insegnante!!”

“Sì, lo è…”

**

Immaginate di svegliarvi in una versione insolita e incomprensibile del vostro mondo: le persone sono le stesse di sempre, ma parlano una lingua incomprensibile; improvvisamente il mondo esterno appare “a metà” e non riuscite a cogliere l’interezza di ciò che vi circonda… TUTTO è stato tagliato in due parti.

Il vostro stesso corpo non risponde più ai comandi e metà di esso giace inerte senza rispondere ad alcuna volontà di movimento. Questo è ciò che accade a chi subisce un ictus, noi che scriviamo abbiamo voluto calarvi nella realtà, spaventosa, difficile e sconosciuta che è la vita dopo un ictus.


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