I senzatetto: derubati a Salerno, diventano guide a Londra e Berlino

di Federica Ruggiero

È di pochi giorni fa la notizia che a Salerno un’operazione delle forze dell’ordine locali, su comando dell’amministrazione comunale, abbia “derubato” i senzatetto dei loro pochi effetti, tra cui anche delle coperte utilizzate per ripararsi dalle prime giornate d’inverno. La stessa cosa, anche se in modalità diverse, è accaduta l’anno scorso. I motivi della governance cittadina sono diversi: dal voler proteggere il “decoro” della città in vista dell’inaugurazione delle luci d’artista, fino al non voler ammettere la totale inadeguatezza nel rispondere alle necessità degli “ultimi”, lasciati da soli, nella la più totale indifferenza (a meno che non si tratti di farli morire di freddo).

Da altri due paesi dell’Europa, in particolare dalle capitali di Inghilterra e Germania, invece arrivano notizie di tutt’altra politica promossa nei confronti dei cosiddetti clochard.

shoreditchA Londra nel 2010, l’impresa sociale “Unseen Tours“, grazie alla rete di volontari “Sock Mob” (chiamati così perché distribuiscono calze e cibo ai senzatetto della città), ha ideato un’iniziativa particolarissima: fare delle persone senza fissa dimora delle guide turistiche (retribuite). Dopo sei anni di attività, il progetto conta quattromila volontari e circa 20 guide turistiche esperte, perché ci hanno vissuto e le conoscono come nessun altro potrebbe, delle zone più importanti della città: Brick Lane, Camden e Covent Garden. Così, dopo circa tre mesi di preparazione, i senzatetto accompagno i turisti alla scoperta di angoli nascosti, di posti non conosciuti dai più, donando un punto di vista diverso, unico. E non solo, uno degli altri scopi del progetto è anche quello di permettere ai turisti di conoscere queste persone che la maggior parte di noi cerca di evitare, andando oltre i propri pregiudizi.

img_3074Querstadtein, invece, è un progetto simile a quello precedente, presente a Berlino: anche qui lo scopo è “Berlin mit anderen Augen sehen“, far vedere Berlino con altri occhi, quelli appunto dei senzatetto o degli ex senzatetto. Qui l’idea nasce soprattutto perché la principale città della Germania è quella con più clochard del Paese, i senza fissa dimora infatti sono tra duemila e i quattromila. Far conoscere i luoghi della metropoli da chi non ha avuto o non ha più niente: raccontare la propria storia, far vedere le principali zone d’interesse, ma anche quelle della propria quotidianità: dove si dorme quando non si ha una casa, dove ci si lava, dove si mangia.

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In una cittadina del Sud Italia invece i senzatetto vengono calpestati, derubati, cacciati via. Cosa ne sappiamo noi delle politiche di accoglienza, di aiuto? Cosa ne sappiamo noi della solidarietà umana?


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